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drink different

Le Riviste del Vino: La Revue du Vin de France, n. 608, Février 2017

La Revue du Vin de France, no. 608, Février 2017, € 6.95 in Francia, € 7.60 in Italia

RVF 608Chenin blanc della Loira al centro della copertina e prima grande degustazione della sezione dedicata, una grande varietà ancora relativamente poco conosciuta, che può essere declinata come spumante, vino secco o liquoroso. Gli altri titoli: Londra, Babele del vino; Vini bio in degustazione a Marsiglia; Top 50 Syrah del Rodano; i vini con la voile; intervista al proprietario di Haut-Brion; apoteosi del Domaine d’Aupilhac in Languedoc; gli uomini-oscar del vino nel 2017.

Nel suo editoriale, in apertura, Denis Saverot , “Il canto degli artigiani”, parla del vincitore del premio 2017 riservato ai vignerons, Anselme Selosse.L’intervista a Robert de Luxembourg, proprietario dello Château Haut-Brion e di La Mission Haut-Brion apre i servizi di questo numero . Le attualità del mese toccano i seguenti argomenti: la lotta ai pesticidi nel Médoc di Marie-Lys Bibeyran; la guerra legale tra i Rotschild e Laurent Mouton, vigneron borgognone di Givry sulla possibilità di etichettare i suoi vini col proprio cognome; apartheid tra le vigne in SudAfrica? E ancora: Fabrice Latour cerca il proprio Oregon nell’Auxois; la nuova moda dei grands tours viticoles del mondo; il piano di rilancio di Thierry Blandinières per la Maison Cordier; campionati di Francia di degustazione; che cos’è oggi un Clos? Il vino nei paesi dei minareti, e poi gli “abusivi” delle degustazioni; un bistrot a Montpeyroux; il libro di Michel Dovaz sul cognac; il successo dell’affiche di Michel Tolmer “Épaulé Jeté”; lo Spleen della bottiglia vuota nell’opera pittorica di Bernard Buffet. I ricordi di Pierre Perret, cantante e amante dei vini e le lettere dei lettori precedono l’inchiesta su Londra, la Babele dei vini, dove è possibile assaggiare i vini di tutto il mondo: la RVF indica gli indirizzi icona e gli altri luoghi dove è possibile bere qualsiasi vino , dal più semplice ai cru più rari. Alain Juppé, sindaco di Bordeaux è l’uomo dell’anno scelto dalla RVF per il suo impegno e le sue realizzazioni in favore del vino di Bordeaux. Gli altri premi del 2017: per i vigneron, Anselme Selosse; Philippe Pacalet per i négociants; Bernard Magrez per l’enoturismo, poi via via tutti gli altri.La pagina di Pitte è dedicata a Curnonsky; il grande accord , tra la Bouchée à la reine (un monumentale vol-au-vent di carne) e il riesling alsaziano di Zusslin; Olivier Poussier consiglia un altro grande alsaziano , un Gewurztraminer Furstentum sul pomelo. La meta enoturistica di questo mese è il percorso tra Bourgueil e Chinon, sulle orme dei Cabernet Franc della Loira. Pierre Casamayor celebra il trionfo del Domaine d’Aupilhac, in Languedoc , e assaggia per la RVF i suoi migliori cru dal 2001 al 2014. Un Bourgogne bianco di Givry di dieci anni , il cru Crausot, è il consiglio di François Lumpp per accompagnare l’aragosta alla griglia. Per la serie “Une appellation, deux styles”, sono a confronto gli Champagnes di Charles Hedsieck e Gonet-Mèdeville: Sophie de Salettes presenta il terroir di Pessac-Lèognan, le cui vigne si spingono fino alle porte di Bordeaux. Dal 30 gennaio al 1 febbraio, a Marsiglia, si svolge il Salone Millésime Bio. La RVF ha assaggiato in anteprima i migliori vini esposti. Ancora qualche articolo breve prima della grande sezione finale, dedicata alle degustazioni: mezcals messicani; i coup de coeur dei redattori della RVF (c’è anche un bianco siciliano, il Ramì 2014 della Vinicola COS); il mercato dei vini, con l’ascesa dei Corna s di Allemand e Clape, Pétrus e Lafleur ancora al vertice della domanda a Pomerol. Ed eccoci alle degustazioni: si comincia con gli Chenin della Loira, nelle sue diverse versioni, spumanti, bianchi secchi, bianchi demi-sec e moelleux. Svetta Vouvray, con i grandi nomi classici di Huet e Clos-Naudin, poi i grandi saumurois (Rougeard e Roches Neuves). Il report del 2012 nel Rodano settentrionale vede molte belle riuscite: da notare che i vini al vertice sono tutti compresi tra i i 15 e i 35 euro (il primo posto è per un Saint-Joseph di Gonon) ; bisogna arrivare al 6° posto per trovare il primo vino della fascia compresa tra i 50 e i 100 euro. I grandi cru da 400 euro e più la bottiglia? L’Ermite di Chapoutier è 15°, l’Ex-Voto di Guigal 24°. Naturalmente, a meno di cinque anni dalla vendemmia un Saint-Joseph è più facile da apprezzare di un grande Hermitage o Côte-Rotie, ma… L’ultima degustazione è per i vini con la voile. Non ci sono solo i grandi Vin Jaune del Jura. La RVF presenta i migliori assaggiati in Languedoc, nel Roussillon, nel Sud-Ouest, Savoia e persino nella patria del Tokaji, l’Ungheria , con i vini di Samuel Tinon, francese da molti anni consulente nella regione. Che altro? Per la tecnica del vino, si parla di rémuage,poi Olivier Poels e Pierre Citerne dibattono su una bottiglia di Château Bel Air Marquis d’Aligre del 1986, un Margaux “ di stile”.




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