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drink different

Libri: I vini vulcanici di John Szabo

 

Libri: Szabo,John (2016), Volcanic Wines.Salt, Grit and Power. London(Uk): Jacqui Small LLP, 256 pp., €35.65

John Szabo è un canadese di evidenti origini ungheresi, che vive a Toronto. Primo Master Sommelier del Canada, è un esperto conoscitore e scrittore di vino, autore di libri e collaboratore di varie emittenti televisive. Firma oggi questo interessante e illustratissimo volume dedicato ai “vini del vulcano”. Come è noto, Volcanic Wines è anche il nome di un’associazione, nata nel 2012, su iniziativa del Consorzio del Soave, che comprende le Doc-numerose- di tutta Italia, che coprono aree di origine vulcanica.

L’Associazione organizza ogni anno un Forum internazionale, che si riunisce a Soave, e che si propone di far incontrare tra loro i produttori e promuovere la conoscenza dei vini delle regioni vulcaniche di tutto il mondo. Szabo, che è stato key-speaker in questo Forum, si interessa da tempo di questo argomento, a partire dai territori vulcanici d’Ungheria: ha soggiornato lungamente a Santorini, in Grecia, e nella zona dell’Etna, di cui ha studiato a fondo i vini. Questo suo libro, introdotto da una prefazione di Andrew Jefford, firma di punta del mensile Decanter, si propone appunto di presentare una definizione più precisa di “vini del vulcano” e descrivere le peculiarità dei territori nei quali vengono prodotti. Otto sono le zone principali da lui rappresentate, ciascuna oggetto di un apposito capitolo: il Pacifico nord-occidentale, la California settentrionale, il Cile, la Macaronesia- le isole fortunate, un termine di origine greca, che designa gli arcipelaghi delle Azorre, Madera, le Canarie e l’Isola del Capo Verde-,l’Alsazia e la Germania, trattate insieme, l’Italia (Etna, naturalmente, Basilicata-Vulture, Campania-Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia, Irpinia, Toscana-Pitigliano, e, va da sé, Soave), Santorini. Infine, l’Ungheria: la regione di Badacsony e Balaton ed Hegyalia, le terre del Tokaji. Il volume, che comprende anche una appendice-glossario dei termini geologici e vulcanici, con i quali i lettori potrebbero essere poco familiari, si apre con un ampio capitolo introduttivo, nel quale l’autore accompagna i lettori “nel cuore del vulcano”, fornendo loro le conoscenze che occorre assolutamente possedere per poter entrare appieno in questo affascinante libro. Szabo si spinge anche, pur ammettendone i limiti, a delineare le caratteristiche comuni dei vini vulcanici. La prima è costituita dal fatto che i vini che provengono da aree vulcaniche condividono la tendenza a far salivare l’assaggiatore che li beve, talvolta per la loro acidità elevata, talaltra per il loro carattere accentuatamente salino, talaltra ancora per entrambe. I sali minerali coinvolti comprendono il potassio, il magnesio e il calcio, insieme con i loro derivati acidi (cloridi, solfati e carbonati). E’ la presenza di questi sali minerali, secondo Szabo, che può spiegare il gusto vagamente, ma piacevolmente, amarognolo, di alcuni vini vulcanici. La seconda caratteristica unificante è rappresentata dal fatto che tutti i vini vulcanici, pur non essendo naturalmente sprovvisti di aromi fruttati, sono più spesso poco fruttati e piuttosto, per usare la terminologia di Szabo, multidimensionalmente “minerali”. Szabo è perfettamente consapevole della vaghezza e discutibilità del termine “minerale”, ma lo trova attualmente insostituibile: “ I migliori esempi, come tutti i grandi vini, sembrano possedere un’ altra, o almeno differente dimensione, una sorta di comune densità che può derivare solo da un estratto genuino nel vino, non solo l’alcol o la glicerina o giusto il tannino e l’acido. Una sorta di gravità senza peso, intensa, del peso di una piuma, stabile ma trasparente, quasi una forza impenetrabile, invisibile…”. Come dice il sottotitolo del libro, i vini vulcanici hanno un che di grintoso, salato, duro, talvolta anche non facile, ma inconfondibile. Szabo si spinge a cercare di distinguere anche i vari tipi di suoli vulcanici e le caratteristiche dei vini che ne derivano. Naturalmente, prima di tutto è cruciale la giovinezza o antichità relativa dei suoli vulcanici, costituiti da lave, roccia più che suolo, oppure da ceneri, sabbie e argille.

 

Il libro è provocatorio, ricco di stimoli, talvolta forse anche discutibili, ma di notevole interesse, che non mancherà di interessare e appassionare anche i lettori non specialisti.




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