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Le Riviste del Vino: Bourgogne Aujourd'hui, no. 135. Juin 2017

Bourgogne Aujourd’hui, n. 135, Juin 2017, € 6.50

Bourgogne 135In copertina campeggia una cassa di Musigny e Bonnes Mares accompagnata dall’annuncio ( a caratteri grandi) “Un Domaine star apre le sue porte”: si tratta del Domaine Comte Georges de Vogüe, proprietario di ben 7 ettari a Musigny ed oltre 2 ettari e mezzo a Bonnes-Mares, i due grand cru di Chambolle-Musigny. Di sotto sono annunciati un incontro con Dominique Lafon, conte e vigneron di Meursault e le degustazioni delle ultime annate di Chablis e Irancy, Meursault e dei Bourgogne ad appellation régionale.

Si comincia con l’editoriale di Christophe Tupinier, consacrato alla difesa dei vini di négoce, che costituiscono circa i tre quarti delle bottiglie consumate, troppo superficialmente bollati come “industriali” di contro ai vini di Domaine. Dopo le notizie (spiccano la nomina di Boris Champy a nuovo régisseur del Clos des Lambrays, la “nuova pelle” del Museo del Vino a Beaune e la nuova AOC Vézelay nella Yonne), lo stesso Tupinier fa il punto sull’annata 2017 e le gelate che hanno investito alla fine di aprile (esattamente un anno dopo quelle assassine del 2016) le vigne della Borgogna. Segue un bel servizio fotografico a colori sulla guerra al gelo in Borgogna, con i fuochi accesi dai vignerons tra i filari, poi eccoci all’intervista a Dominique Lafon, titolare del Domaine di culto di Meursault. Molti gli argomenti trattati: naturalmente il clima,la nuova età dell’oro dei vini di Borgogna, i Domaines star, la qualità dei vini del Mâconnais, vignoble in espansione. Prima della sezione dedicata alle degustazioni periodiche, si parla di formazione e delle attività del BIVB, il Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne. Eccoci dunque alle degustazioni. Si comincia con Meursault e i suoi grandi Chardonnay. Annate 2014 e 2015 all’altezza della loro reputazione, con i Domaines Hubert Bouzereau-Gruère et Filles, Boyer-Martenot e Jean-Philippe Fichet “valeur sures”, con un interessante focus sul climat Genevrières Premier cru. Di seguito sono presi in esame i vini della Yonne: Chablis innanzitutto, mai così ricchi e al culmine del loro successo (la scoperta delle annate 2014 e 2015 è lo Chateau de Fleys, con i suoi Mont de Mileu e Les Fourneaux); poi i rossi di Irancy, i bianchi (Sauvignon) di Saint-Bris e le altre appellations minori della Yonne (miglior voto, con 19.5/20, per l’Irancy Les Cailles del Domaine Richoux, una bottiglia da soli 15 euro). Finalmente i vini delle appellations régionales: un’annata, quella del 2015, grandiosa, che trasforma il loro acquisto in un buon affare. Incontournable il Domaine Jean-Fournier a Marsannay,valori sicuri i Bourgogne dei Domaines Jessiaume e Thevenot-Le Brune t Fils. Curioso: anche nell’ambito dei vini regionali ci sono dei climats che si distinguono: è il caso de Le Chapitre, che sarà forse promosso a Marsannay, o de La Chapelle-Notre Dame ai piedi dei Corton. Prima di arrivare al Comte De Vogües, si parla dell’ascesa del Domaine Cheveau a Solutré-Pouilly, con i suoi Pouilly-Fuissé, e degli apribottiglie, sui quali viene presentato un interessante test, da cui emerge ancora una volta che non è vero che i migliori sono quelli che costano di più (anzi!). Ecco finalmente il Domaine star del Comte De Vogüe, che non ha neppure bisogno di un sito Internet. Al régisseur Alain Roumier, alla fine degli anni ’80, è subentrato il trio Pépin, Bourgogne e Millet. Alla “fotografia” del Domaine (cultura della vigna, vendemmie, vinificazione ed élevage, commercializzazione, appellations), segue una degustazione-duetto di due grand cru azendali: Musigny e Bonnes-Mares. Si comincia con l’annata 1991. Annunciata dall’édito di Tupinier, prosegue l’inchiesta sulle Maison de négoce. Agli “storici” (Faiveley, Drouhin, Latour, Bichot e Jadot), si affiancano i nuovi négociants-vignerons: Jean-Marc Boillot, Christoophe Cordier, Samuel Billaud. Gastronomia: due buoni indirizzi a Mâcon e Châtenoy-le Royal, e poi il matrimonio tra il polpo e gli asparagi e vini per accompagnarli. Infine i libri.




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