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drink different

Le Riviste del Vino: La Revue du Vin de France, no.613, Juillet-Août 2017

La Revue du Vin de France, no. 613, Juillet- Août 2017, € 7.95 in Francia, € 8.60 in Italia

RVF Juillet 2017Molti i titoli di questo numero di luglio-agosto della RVF. Al centro i vini rossi flamboyants della Languedoc e del Roussillon da vitigni “storici” autoctoni; poi: i vini “ di città”, tappe gourmand da Bordeaux ai Paesi Baschi, grandi bianchi del Mediterraneo, i vini di Friuli e Slovenia, faccia faccia tra due Domaines del Muscadet, l’affaire dei Romanée-Conti venduti e non consegnati…

Si comincia con l’édito di Denis Saverot: ancora sulla lobby farmaceutica che fa guerra al vino francese. Le altre pagine degli editorialisti (più avanti): Pitte (i grandi Domaines familiari all’asta), Poussier (il vitello tonnato vuole un bianco “sudista”), Lepaque (vini d’Algeria). Le notizie: la truffa dei Romanée-Conti non consegnati da una cantina di Lione dal nome che sembra provenire dai libri di Simenon (La Cave des Puces du Canal); la nomina di Audrey Bourolleau (Direttrice di Vin et Société) come consigliera all’Agricoltura di Emmanuel Macron; le nuove sale di degustazione di Guigal, Beychevelle, Vieux Télégraphe; l’incredibile storia del Clos de La Roche (quello del Mâconnais) che rischia di essere escluso dai nuovi Premier cru perché è troppo alto (20 m. più del limite fissato dall’INAO); la vertiginosa ascesa dei consumi di vino in Cina (nel 2020 sarà il secondo paese maggiore consumatore di vino del mondo: intanto Francia e Italia continuano a calare); il nuovo Champagne “etnico” di Dian Diallo; vino halal (?) a zero gradi di alcol certificato dalle autorità religiose … Le interviste: innanzitutto quella che apre i servizi veri e propri di questo numero, a Guy Roux, ex giocatore e allenatore della nazionale di calcio,appassionato di vini e impegnato in vari GFA (Group Foncier Agricole) di vigne della Borgogna,poi un’intervista breve ad Ana Girardot (nipote della più celebre Annie), interprete dell’ultimo film di Klapisch, una storia di vignerons ambientata in Borgogna. L’inchiesta: lo strano fenomeno dei vignaioli urbani; non hanno vigne , comperano le uve e producono vino (buono) nel centro delle città (a Parigi come a Marsiglia). Gli itinerari di viaggio: un tour gourmand da Saint-Emilion a San Sebastian, con gli indirizzi più interessanti. E ancora : la piccola Svizzera girondina, i coteaux di Blaye e Bourg. Il territorio sotto esame questo mese è quello di Hermitage con i suoi crus. Domaines da assaggiare: il confronto di quattro millesimi di due Domaines emblematici del Muscadet (il Domaine de Belle Vue e quello di Pierre Luneau-Papin); i vini del Jas d’Esclans, vicino Draguignan, in Provenza. E ancora, le rubriche : il parere legale a proposito degli acquisti en primeur: i consigli del vigneron di turno (Thierry Navarre, nell’Hérault), i vini di pregio e da collezione, gli spiriti (le cachaças). Siamo arrivati alla sezione delle degustazioni, che chiude la rivista. Le principali sono quelle dei rossi della Languedoc e del Roussillon prodotti con varietà autoctone e , per così dire, “storiche” (non solo carignan e cinsault), e dei bianchi mediterranei (ancora Languedoc e Roussillon, Corsica e Provenza). C’è anche una degustazione di vini esteri: i vini (friulani e sloveni) dell’Adriatico. Poi la pagina “tecnica” , i coup de coeur dei redattori e , per finire,il débat intorno a una bottiglia, che questa volta vede impegnati Olivier Poels e Pierre Citerne su una bottiglia di Balthus, un Bordeaux supérieur di fascia molto alta.




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