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drink different

Le Riviste del Vino: Decanter, September 2017

Decanter, vol 42, n. 10, September 2017, £ 4.50

 Decanter-September-2017Al centro della copertina sono i tre Léovilles. Si tratta dei tre Châteaux (Léoville-Las Cases, Léoville-Barton e Léoville-Poyferré) a Saint-Julien nati dalla scomposizione dell’antica proprietà Léoville, la più grande del Médoc nel ‘700, a seguito delle vicissitudini di Alexandre de Gasq-Léoville negli anni della grande Rivoluzione del 1799. Tutti e tre classificati come second cru nel 1855, nelle annate più favorevoli, rivaleggiano con i vertici della gerarchia. Poi, ancora spumanti, Rioja bianchi, crus del Beaujolais, e zucchero nel vino. Più in piccolo (in calce alla copertina): vintage reports dal Piemonte e dalla California, viaggio in Dalmazia, Riesling tedesco.

Anche questo numero é accompagnato da un inserto periodico, questa volta dedicato alla California. L’editoriale di Stimpfig (su Sarah Kemp, che lascia la direzione di Decanter), che apre come sempre tutti i numeri della rivista, é preceduto dalle belle immagini fotografiche (due pagine a colori) delle vigne sulle terrazze dell’Hermite, il mitico cru dell’Hermitage, dalle notizie del mese (a proposito del falso Krug del 1947, ancora la condanna di Charles Banks) e dalle lettere dei lettori. Seguono le pagine dei columnists: Jefford (sull’esperienza di degustazione per i Decanter Awards), Anson (sui Viñedos Singulares della Rioja) e della stessa Kemp (sui suoi anni alla Direzione di Decanter, appena abbandonata). Eccoci dunque al primo servizio, quello dedicato ai Léovilles. Dopo la scheda introduttiva (estensione, varietà, conduzione , brevi note storiche e secondi vini), Jane Anson parla della individualità dei tre crus e ne ri-assaggia alcune annate classiche (al vertice Léoville-Las Cases 2000 e Léoville-Poyferré 2010). Poi é la volta dei caldi bianchi della Rioja presentati da Sarah Evans (al top il Capellania del Marqués de Murrieta del 2012) e degli spumanti che potremmo chiamare alternativi, ossia provenienti da altre regioni della Francia, diverse dalla Champagne e dal resto d’Europa. Ci sono anche dei vini italiani: ovviamente italiani , di Trento e della Franciacorta, con Oltrepò e Monti Lessini di rincalzo, ma non ci si stupisca di trovare tra i 15 migliori italiani anche un Lambrusco rosé metodo classico e un Pas Dosé pugliese. Tim Atkin intervista Ken Forrester, già albergatore e poi ristoratore a Johannisburg, in Sud Africa e ora winemaker, produttore di pregiati Chenin blanc. Stephen Brooks presenta il suo Vintage Report sul Barolo 2013 e sul Barbaresco 2014 e le sue bottiglie preferite (questa volta primeggia il Sarmassa di Voerzio). L’altro Vintage Report é sul Cabernet Californiano del 2014, più fruttato e meno monumentale della vendemmia dell’anno precedente. Per Kelley 98 punti a quello di MacDonald, a Oakville, e di Philip Togni, nella Napa Valley. Diventa fuori moda il Riesling più dolce: Margaret Rand parla dei migliori dry e off-dry delle varie aree di Reno e Mosella. L’articolo che segue é più tecnico e riguarda lo zucchero nel vino. Ne parla Chris Wilson. Nella Decanter Buying Guide, dopo le pagine di Spurrier (grande apprezzamento per il Bricco delle Viole 2013 di Vajra, 97 punti) e i WeekDay wines scelti da Christelle Guibert (tra i segnalati un rosé veneto, l’11 Minutes-Odi et Amo di Pasqua), il primo Panel Tasting é sui rossi provenzali (vini di varie annate). Dopo una vendemmia 2015 di qualità eccezionale, con Bandol capofila, quella del 2016 é stata meno abbondante, ma i vini sono freschi ed equilibrati. Gli esperti di Decanter pongono al vertire un rosso di Palette del 2012 (Ch. Simone) e un Bandol 2010 (Terroir du Trias di Terrebrune). Appena un po’ sotto Pibarnon 2012. E’ poi la volta dei Beaujolais del 2015, il secondo Panel Tasting. Un’annata che ha dato vini ricchi, potenti e molto colorati, adatti ad una conservazione prolungata. Molti i vini di qualità specialmente dai cru Morgon e Fleurie. C’é però spazio anche per gli Chardonnay australiani, visti da Sarah Ahmed, e per i bianchi di Saint-Péray (Rodano). Nella sezione gastronomica si parla del Ristorante di Lympstone Manor, a Exmouth, e della Kellerwirtschaft , nel Baden (Germania del Sud-Ovest). Poi ancora: itinerario di viaggio in Dalmazia, con l’address book (alberghi, ristoranti, shop) e il “giorno perfetto” in Dalmazia (che fare al mattino, nel pomeriggio e di sera). Simone Furlong parla della “sua” Fremantle & Perth (in Australia) . Qualche pagina ancora per le Notes & Queries (la varietà di questo mese é la Vernaccia di Oristano e per il Market Watch (un’occasione persa nelle primeurs 2016 di Bordeaux?). Infine, la leggenda: Mas de Daumas-Gassac 1982, il grande Cabernet del Sud del compianto Aimé Guibert.

California 2017.Cinquanta pagine a colori di supplemento interamente dedicate alla California. Vari gli argomenti toccati:il richiamo della California, il meglio a meno di 40 sterline la bottiglia (il top? Un Pinot noir dell’Anderson Valley), la Guida ai buyers (di vini californiani) dell’UK: l’evoluzione della Napa Valley, dove una nuova generazione sta cambiando lo stile del vino californiano. Ancora: vitivinicoltura verde e cambiamenti climatici e lo show delle varietà (Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Noir, Zinfandel). William Kelley presenta i key-players del vino californiano (growers, winemakers, proprietari). L’intervista a Greg Lambrecht , l’inventore di Coravin. Chiudono il fascicolo: la guida ai migliori indirizzi (dal burger al bar ai suggerimenti per un’escursione ) e un itinerario sulla Central Coast.




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