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drink different

Riviste-3-

Gambero rosso, anno XIX, n, 228, gennaio 2011

Tradizionalmente il numero di gennaio del Gambero non è tra i più entusiasmanti, e anche questo rispetta la tradizione. Saranno le feste, sarà che molte riviste enogastronomiche “saltano” il mese di gennaio, e questo forse ha un effetto rilassante, ma in tutta franchezza, gli appassionati di vino non troveranno molto di loro interesse in questo numero. A parte una verticale a 2 di Aglianico del Vulture (Don Anselmo contro l’Aglianico di Elena Fucci) e una degustazione di spumanti della doc Trento, il resto si divide tra le classiche “prove” (di ristoranti, bar, botteghe), che di fatto clonano le numerose Guide del Gambero e un paio di articoli sui sapori del made in Italy , con la top ten dei prodotti italiani di punta (dal parmigiano reggiano agli spaghetti e il panettone : ma che sorpresa!) e sui ”piatti che fanno l’Italia” e un servizio sul mangiarbere sulla neve (anche qui una sorta di estratto dalle Guide dei ristoranti, degli alberghi e delle ghiottonerie di casa Gambero). Francamente troppo poco per un giornale, che ormai sembra essere una vetrina pubblicitaria. Unica novità interessante, il supplemento de Il Gamberetto, dedicato all’educazione alimentare dei bambini. Purché l’idea (felice) non venga sprecata in una nuova vetrina di merendine e altri prodotti indirizzati a questo nuovo (e abbastanza promettente) mercato. Speriamo di più nel numero di febbraio.

 

Wine Spectator,vol. 35, n.13, 31 Dicembre 2010.

Questo secondo numero dicembrino di WS è principalmente dedicato alla proclamazione dei Top 100 wines del 2010 e del Wine of the Year. Indubbiamente, a giudicare da questo numero, sembrerebbe l’Anno del Nuovo Mondo, e in particolare del Nord America, con la California al vertice: il vino dell’anno è un Paso Robles rosso del 2007, il Saxum, da un uvaggio di uve classiche del Rodano sud (Grenache noir, Mourvèdre e Syrah) e, nei primi dieci vini della speciale classifica,solo tre sono del vecchio mondo, e per di più nelle posizioni di coda: un vino italiano in ottava posizione (il Flaccianello di Fontodi 2007), un portoghese (un Douro reserva 2007 della Casa Agricola Roboredo Madeira -CARM) in nona e , finalmente, un francese, lo Châteauneuf du Pape bianco Clos des Papes del 2009. Tolti due intrusi australiani (due Shiraz Barossa , rispettivamente in seconda e settima posizione), tutto il resto viene dalla California. Non è nostra abitudine mettere in discussione la serietà delle valutazioni fatte da una qualificata giuria di esperti come quella di WS e naturalmente non cominceremo adesso, ma francamente sorprende rilevare che , nei primi 25 vini, ci sono solo 6 vini europei, di cui altri due portoghesi, oltre a quello già citato (un vintage Port in 14esima posizione e un altro Douro in 22esima), un solo altro italiano (un Toscana rosso di Ruffino, il Modus 2007), peraltro in 25esima posizione , un solo francese (quello già citato) e nessun vino tedesco e spagnolo , per i quali dobbiamo scendere rispettivamente alla 57esima e alla 38esima posizione. Nessun Bordeaux tra i grandi Cabernet e nessun Borgogna tra i migliori Pinot noir, e, per quanto riguarda l’Italia , meno male che c’è la Toscana,perché il resto praticamente non esiste e persino una regione a grande tradizione vinicola come il Piemonte non ha nessun vino tra i primi 100. Bah! Promettiamo che assaggeremo molti più vini californiani sperando di trovare tutte queste meraviglie che ci erano sfuggite e riporteremo. La seconda sezione di questo numero riguarda gli sparkling wines: questa volta ovviamente l’Europa risale un po’ la china con gli Champagne e con gli altri spumanti : bene Prosecco e Asti, ma nessun vino della Franciacorta, della doc Trento e dell’Oltrepò è in classifica, i primi probabilmente tagliati fuori dalla scelta di includere in quest’ultima graduatoria solo i vini di prezzo non superiore ai 25 $, ma l’Oltrepò avrebbe potuto esserci. In ogni caso sembra che anche in questo campo i vini californiani e dell’Oregon abbiano fatto progressi straordinari, a giudicare dai punteggi, che incalzano strettamente quelli dei migliori Champagne. Circa la valutazione delle annate, anche WS considera (e su questo siamo completamente d’accordo) una buona annata il 2004, un po’ meno brillante del 2002, ma decisamente superiore al 2003, che comunque si è rivelato assai meno disastroso del temuto, e meglio anche del 2000 e del 1999. A parte il 2002, probabilmente dobbiamo risalire fino al 1996 per trovare un’annata sicuramente superiore al 2004, che comunque andrà rivalutato nel tempo.Segnaliamo infine un terzo articolo , di Kim Marcus sui Porto ruby e tawny, che conferma il crescente interesse del mercato americano per i vini portoghesi, testimoniato del resto anche dal risultato lusinghiero riportato dai vini non fortificati.

 

Decanter , vol, 36, n. 4, January 2011.

CotedOrRitorno in Europa”, potrebbe essere intitolato questo bel numero di Decanter,che propone una prima, interessante review di Borgogna bianchi del 2009. Tre i panel tastings di questo fascicolo, dedicati rispettivamente agli Champagne millesimati (non si dimentichi che , di fatto, questo è il numero di fine anno), ai Côte du Rhône-villages del 2009, e agli Sherry secchi , tanto amati dagli inglesi. Inoltre: un bel ritratto di famiglia dei De Montille, proprietari del famoso Domaine omonimo a Volnay, che gli appassionati di cinema sul vino ricorderanno anche protagonisti nel bel film-documentario “Mondovino” e un’intervista a Berenice Lurton, proprietaria di Chateau Climens, grandissimo cru di Barsac, e componente di una vera e propria dinastia del vino bordolese, i consueti articoli sui vini di Natale e Capodanno, che non possono mancare in questo periodo, e un articolo , nel quale David Peppercorn, Jasper Morris (suo l’appello a non toccare assolutamente i borgognoni del 2005 al di sopra dei semplici villages) e John Livingstone-Learmonth discutono l’arduo tema di quali bottiglie di Bordeaux. Borgogna e del Rodano tirare fuori dalla cantina per goderle al meglio in questo periodo., la guida di viaggio dedicata alla Mosella e alla regione del Reno. Sola isola di Nuovo mondo, un report sul crescente successo dei vini cileni. Non mancano le solite rubriche e, questo mese, una ricca review di nuovi libri sul vino, tra cui il confronto tra tre diversi libri dedicati alla Borgogna : quello di Alan Meadows , “The Pearl of the Côte” già da noi presentato alcune settimane fa, il classico “Inside Burgundy” di Jasper Morris e "Grand cru" di Norman Remington.Da leggere (Pubblicato il 12.1.2011).

 

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