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New books: dal Portogallo all’Oregon

 Questa settimana presentiamo due libri su due regioni di grande interesse enoico, ma non sufficientemente note al pubblico italiano: il Portogallo e l’Oregon.

Cominciamo dal Portogallo, su cui proponiamo un bel libro di Charles Metcalfe e Kathryn Mc Whirter.

 

Metcalfe, C. & Mc Whirter K, (2008). The Wine and Food Lover’s Guide to Portugal. London: Inn House Publishing, 446 pp., € 26.20.

PortugalIl Portogallo é da noi noto soltanto per i suoi vini fortificati (il Porto e il Madera, il primo più che il secondo) e, anche per quanto riguarda questi ultimi, sono pochi coloro che sappiano esattamente in che cosa un Porto vintage si distingua da un colheita oppure da un LBV (Late bottled vintage) dello stesso millesimo. Questo stato produce però, oltre naturalmente ai grandi vini fortificati a cui è legato il suo nome, moltissimi altri vini non fortificati di grande piacevolezza e spesso di grande spessore, che hanno peraltro il pregio di essere relativamente poco omologati, potendo anche contare su un patrimonio ampelologico di uve autoctone tutt’altro che trascurabile: oltre al notissimo Alvarinho, probabilmente la varietà a bacca bianca  più nota del Portogallo, e alla Touriga Nacional, tra quelle a bacca rossa, ingrediente fondamentale del complesso uvaggio del Porto, ce ne sono moltissime altre, tutte degne di nota.

Questo bel libro è firmato da Charles Metcalfe, grande conoscitore del Portogallo e dei suoi vini, di cui è diventato una specie di ambasciatore, ed è davvero meritevole di attenzione da parte di tutti coloro che vogliano conoscere meglio questa nazione e i suoi grandi vini, uno strumento indispensabile per chi intenda recarsi sul luogo per avvicinarsi a questa complessa realtà.

Si tratta di una Guida completa, che non si limita a descrivere le diverse regioni del vino portoghese (dal Douro all’Alentejo) dal punto di vista enologico, ma si addentra anche nella sua ricca tradizione gastronomica e non manca di fornire una descrizione, sintetica ma non di maniera, dei luoghi, dei monumenti (non escluse le particolarità architettoniche), e naturalmente dei ristoranti e degli alberghi. I vini e i produttori non sono solo elencati, come in un inventario della Camera di commercio, ma sono il frutto di una attenta selezione: non ci sono stelle, bicchieri e ricchi premi, ma i vini vi sono descritti con precisione e competenza, senza commenti “letterari” e inutilmente estetizzanti. Di ogni vino sono descritte le caratteristiche, le uve, i modi di vinificazione, le annate, insomma tutto quanto occorre. Chi scrive è dispiaciuto di non aver potuto partecipare (era infatti impegnato in un convegno sul Merlot nello stesso orario) alla grande degustazione di vecchie e vecchissime annate di Madeira, guidata da Metcalfe, questo scorso febbraio al Roma Vino Excellence: chi c’è stato assicura che è stata memorabile. Il Portogallo è una grande regione dal punto di vista enologico e ho personalmente ricordi straordinari legati a grandi vini di Oporto: una visita alle cantine Taylor’s & Fladgate a Vila Nova de Gaja nel 2002, dalla quale tornai con una scorta-ahimé presto esaurita- del loro straordinario Quinta de Vargellas, e la sorpresa della scoperta di una magnifica selezione di colheitas di Kopke , una sera piuttosto fredda e malinconica, in un ristorante olandese.

 

Veniamo ora all’altro libro, che riguarda i vini dell’Oregon, negli Stati Uniti.

Miglavs, J. (2010). Oregon. The taste of wine. Portland, OR: Graphic Arts Books,128 pp., € 23.80.

OregonBel libro, del tutto diverso dal precedente e diverso anche dai molti altri ai quali ci ha abituati la nostra editoria. Chi cercasse in esso una Guida alla conoscenza delle varie etichette e all’acquisto dei migliori vini dell’Oregon, resterebbe del tutto deluso, perché non è quello il suo intento.

Si tratta invece di un bellissimo libro fotografico, arricchito da estratti di moltissime interviste, che l’autrice, bravissima fotografa , ha raccolto dai vari “uomini del vino” di questa straordinaria regione. Foto dei paesaggi, delle vigne, dei grappoli, delle cantine, accompagnati dai commenti e dai ricordi degli uomini che hanno permesso a questa regione di diventare in pochi anni un luogo di culto dell’enologia nord-americana, nota soprattutto per i fantastici Pinot Noir della Williamette Valley. Sette capitoli (Il paesaggio; le radici, la visione: il territorio; i vigneti; il vino e il suo artefice; il futuro; lezioni dalla vigna), preceduti da una interessante cronologia della storia del vino nell’Oregon , le cui origini risalgono al 1820, foto straordinarie di un paesaggio struggente.

Un estratto delle foto può essere visto sul sito dei vini dell’Oregon: http://www.oregonwine.org/Press_Room/Photo_Credits/Janis_Miglavs/

(Pubblicato il 16.4.2011) 

 




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