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drink different

Piccoli tesori della Loira

La fama dei vini della Loira, almeno nel nostro paese, è stata a lungo oscurata da quella dei vini di Bordeaux e della Borgogna. Conosciuta solo per i suoi bianchi della sua parte più orientale, da uve Sauvignon blanc (Sancerre e Pouilly Fumé), questa splendida regione della Francia può invece proporre una serie impressionante di vini di grande qualità, sia bianchi da Chenin blanc (detto anche Pineau de Loire), che rossi, soprattutto da uve Cabernet franc (Chinon, Bourgueil, Saint Nicola de Bourgueuil, Saumur-Champigny…).Nelle scorse settimane abbiamo parlato dei Vouvray Le Mont del Domaine Huet e di due interessanti rossi , un Saumur Champigny del Domaine Filliatreau e un Saint-Nicolas-de Bourgueuil del Domaine de la Cotelleraie. Qui presentiamo gli assaggi di due bianchi , uno da uve Sauvignon della Touraine, di una appellation minore (Valencay), e un altro da uve Chenin blanc dell’appellation Montlouis, un territorio molto vicino a quello di Vouvray, assai meno noto, ma con caratteristiche abbastanza simili e con un grande potenziale di crescita.

Il primo vino (costo intorno ai7 - 8 Euro, in zona), è il Claux (Clos) Delorme, di Albane e Bertrand Minchin dell’annata 2009. Installati nella AOC Menetou Salon, una AOC minore del Berry, prossima alla zona del Sancerre e del Pouilly-Fumé, i Minchin posseggono dal 2004 anche una proprietà nell’AOC Touraine Valencay, nella Vallée du Cher, una zona assai meno nota ma che sta acquistando una sua identità precisa, anche per merito di un ristretto numero di vignaioli , che cercano di valorizzarla , praticando un approccio “non interventionniste”.

Clos_Delorme Il Claux Delorme 2009 è un bel Sauvignon, grasso ed elegante, che propone note agrumate molto fresche di pompelmo e anice,con una sapidità minerale che lo rende più complesso al palato (88.5/100). L’azienda produce anche un altro bel Sauvignon dell’AOC Touraine , l’Hortense, ed alcuni piacevoli rossi , sia nell’appellation Valencay, da insoliti uvaggi di gamay, cot (malbec), pinot noir e cabernet franc, sia nell’appellation Menetou Salon, da uve Pinot noir in purezza, generalmente di minore interesse e più rustici.

Spostandoci a ovest, verso Tours, sulla rive gauche del fiume Loire, entriamo nel territorio del Montlouis, generalmente sottovalutato nel confronto con la cugina Vouvray, ma che, specie nell’ultimo decennio, sta mettendo in mostra le sue enormi potenzialità. La zona del Montlouis (dal 2002 ribattezzato Montlouis-sur-Loire), caratterizzata da un microclima di tipo oceanico favorevole alla surmaturazione delle uve in presenza di botrytis, sotto l’influenza della Loire e del Cher, si sviluppa su terreni molto diversificati, prevalentemente argilloso-calcarei, ma, avvicinandosi allo Cher, con una presenza maggiore di selce (silex): i vini che provengono da suoli di quest’ultimo tipo sono più fini ed eleganti, mentre i vini di suoli argilloso-calcarei risultano ricchi e potenti con una marcata acidità, che li predispone a lunghi invecchiamenti. Lo chenin qui dà vini molto vari, sia fermi, secchi a demi-sec o moelleux o liquorosi, sia, più frequentemente, pétillant, Per quanto riguarda quest’ ultima tipologia, da alcuni anni, i produttori locali hanno elaborato un protocollo di pétillant originel non dosé (senza liqueur d’expédition), elaborati da una sola fermentazione in bottiglia con lieviti indigeni dell’uva. Tra i domaines della regione, quello di di François Chidaine e il Domaine de la Taille aux Loups sono i più noti della appellation , ma sono molto interessanti i Montlouis di Frantz Saumon. Saumon , che ha anche una attività di négoce , proposta con il curioso nome di “Un saumon dans la Loire”, possiede alcuni ettari , con parcelle su suoli di argilla e selce a Lussault, altre a Husseau sul plateau di Montlouis e altre nel territorio di Chapitre, su suoli argilloso-calcarei , nella parte ovest dell’appellation. Vigne dai 30 ai 100 anni di età, coltivate in modo non interventionniste.

Mineral_2Oggi proponiamo un Montlouis di Lussault, della vendemmia 2009, ora anche importato. Uno chenin bianco secco, tecnicamente un vino sec-tendre (tra il completamente secco e il demi-sec), biologico, senza aggiunta di solfiti, il Minéral + 2009 (13 Euro la bottiglia nella zona), nervoso, dall’ acidità vibrante, temperata da un lieve residuo zuccherino, con un frutto elegante,nel quale si avvertono la mela matura e la pera, con pronunciate note minerali che lo rendono più complesso: è un vino già godibile ora, ma che andrebbe forse anche atteso , per il quale è prevedibile una buona evoluzione nei prossimi 2-3 anni (90/100). Saumon produce anche, dal 2006, un Montlouis di Chapitre, da vecchie vigne di oltre 90 anni, il Clos du Chêne, e un piacevole pétillant originel (pubblicato il 3.6.2011)

 

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