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drink different

Blanquette de Limoux

Mi capita talvolta che , invitato a cena da qualche amico, questi –imbarazzandomi molto- si faccia l’ obbligo di farmi bere quello che ha di meglio in cantina , proponendomi bottiglie molto costose (generalmente grandi rossi), anche se non sempre appropriate ai piatti proposti, oppure cerchi di stupirmi servendo un vino raro o insolito. Questa volta mi è capitata questa seconda eventualità, e mi sono trovato innanzi a una Blanquette de Limoux brut, piccolo grande spumante della Languedoc, molto probabilmente il più antico spumante di Francia, essendo menzionata già nel 1531, dai monaci benedettini di Saint-Hilaire , che scoprirono la procedura per trasformare i vini bianchi di Limoux in spumanti.

Oltre un secolo dopo, il celebre Dom Pérignon ebbe modo di conoscerli in occasione di un pellegrinaggio all’abbazia di Saint-Hilaire. Tornato nella sua Abbazia, a Hautvillers, perfezionò il metodo di spumantizzazione oggi noto come metodo champenois, con i vini della Champagne, raggiungendo vertici di perfezione ancora ineguagliati.

Blanquette (bianco in catalano) deve il suo nome ad una sottile pruina bianca che ricopre le foglie dell’uva Mauzac , il principale ingrediente della Blanquette, Si produce a Limoux (che dà nome all’AOC, nata nel 1938) e altri 40 comuni del dipartimento dell’Aude, nella Languedoc . all’estremità occidentale della regione, praticamente ai piedi dei Pirenei.

Le vigne si trovano sulle colline del versante sud, ad un’altezza tra 200 e 450 metri, e crescono su suoli prevalentemente argilloso-calcarei , leggeri e piuttosto ciottolosi: si tratta di poco meno di 8000 ettari vitati, di cui un quarto compresi nell’AOC.

Il clima, più adatto ai bianchi ( i rossi vi sono assai più rari e molto meno convincenti) è complesso, in quanto Limoux sente l’influenza sia del Mediterraneo, che dell’Oceano e del clima pirenaico, Dal punto di vista climatico, è possibile distinguervi quattro zone: posto tra i due massicci delle Corbières e dello Chalabrais, a 150-200 metri di altitudine , è il terroir di Autan, dal clima caldo e secco, nel quale le uve maturano più precocemente e le vendemmie sono un po’ più anticipate. Ancora più precoci sono le uve coltivate nella zona a maggiore influenza mediterranea, posta a est di Limoux, in direzione di Monpellier, caratterizzata da un clima caldo e temperato per effetto delle correnti marine. Più piovosi sono invece i territori “oceanico” ( a ovest di Limoux, verso Toulouse) e della Haute Vallée, dove le vigne sono anche leggermente più in altro (tra 200 e 300 metri), e le vendemmie più tardive (circa una quindicina di giorni, in media), essendo caratterizzate da un clima più fresco e umido: soprattutto nella zona della Haute Vallée , maggiormente esposta all’influenza pirenaica, e caratterizzata da un autunno più freddo e da una primavera tardiva. Curiosa l’iniziativa presa nella regione per permettere ai viaggiatori di distinguere i diversi territori, contrassegnandoli con un diverso colore: dei roseti gialli nel territorio di Autan, rossi nel territorio “mediterraneo”, rosa in quello “oceanico” e arancio nella Haute Vallée.

Anche se molti produttori cominciano a produrre anche dei piacevoli vini fermi, a base di mauzac, chenin blanc e soprattutto chardonnay (ad es. si assaggino i bianchi del Domaine de Mouscaillo, a Roquetaillade), la fama di Limoux è soprattutto dovuta ai suoi vini spumante: accanto alla caratteristica Blanquette de Limoux , prodotta sia nella versione brut e demi-sec con il metodo champenois, che in quella con il cosiddetto metodo ancestrale, vi è poi un Crémant de Limoux, prodotto anch’esso con il metodo classico.

Il Mauzac, una varietà locale , abbastanza aromatica, dal caratteristico aroma di mela appena appassita, generalmente piuttosto tardiva ( anche se ultimamente vendemmiata un po’ prima per preservarne l’acidità), è l’uva principale nella Blanquette: sola uva ammessa nella Blanquette ancéstrale, deve essere presente almeno al 90% nella Blanquette brut, con la restante parte di Chenin blanc e chardonnay. Nel Crémant, il Mauzac ha invece una presenza decisamente minoritaria: al massimo al 20% , anche insieme con una piccola percentuale di Pinot noir , mentre la parte maggiore è rappresentata dallo Chardonnay ( almeno al 70%) e dallo Chenin blanc (massimo 20%), che, insieme, possono raggiungere il 90%.

I tre vitigni, assemblati, conferiscono caratteristiche tra loro complementari: il Mauzac l’aromaticità e la struttura, lo chenin la freschezza, con la sua acidità e il suoi sentori fruttati, lo chardonnay l’eleganza, e una maggiore ampiezza.

La Blanquette ancéstrale è generalmente la preferita, per il suo gusto dolce e aromatico, dai degustatori meno esperti, ma è vino di grande piacevolezza, e per nulla banale, adattissimo, ben fresco, a chiudere il pasto. La procedura di elaborazione è semplicissima quanto misteriosa: il mosto fermenta fino a raggiungere i 5-6 gradi di alcool. Viene quindi messo in bottiglia a fine marzo: lì il vino prende la caratteristica spuma e acquista ancora un grado circa di alcool , arrivando a circa 7 gradi. La luna di marzo,anche se non è ancora del tutto chiaro perché, è decisiva . Il vino messo in bottiglia in un periodo diverso, non fa la presa di spuma.

La Blanquette brut , come il Crémant, segue una procedura differente: ad una prima fermentazione, effettuata separatamente tra le diverse uve, se sono impiegate uve diverse, dopo l’assemblaggio, si aggiunge la liqueur de tirage per la seconda fermentazione in bottiglia. In questa fase il vino sviluppa la sua spuma. Dopo circa nove mesi (15 per il Crémant) le bottiglie sono aperte per liberarle dai depositi, si aggiunge la liqueur d’expédition , in quantità diversa per il brut o per i vini demi.sec, e si procede alla ritappatura definitiva della bottiglia con un tappo di sughero .

La Blanquette brut ha generalmente un colore giallo pallido, con riflessi gialli e verdi, ha una effervescenza nervosa, evoca al naso la mela accanto a sentori più mielati. Adatta per accompagnare i piatti locali, può essere bevuta come aperitivo o su qualche antipasto leggero , e, nella versione demi-sec, sui dolci e può essere tentata sul cioccolato . Il crémant ha un colore più pallido, propone un naso più sottile, di agrumi, e nei quali si avvertono nuances di fiori bianchi, con sfumature di pane tostato. Ha bolle molto fini, servito molto fresco, a 6-7 gradi di temperatura, è ottimo come aperitivo, ma può essere utilizzato come vino da tutto pasto ed anche su qualche carne bianca.

Guinot2Quella bevuta qualche sera fa era una Blanquette de Limoux brut (elaborata dunque con il, metodo classico), 100% Mauzac: la Cuvée réservée brut della Maison Guinot.Fondata nel 1875 da E. Andrieu e Gédéon Guinot, questa storica Maison raggiunse la celebrità nel 1889 allorquando fu premiata con la medaglia d’oro alla Esposizione Universale di Parigi. I suoi vini furono molto apprezzati dallo Zar Nicola II di Russia, che divenne un cliente della casa, nonché da Presidente della Repubblica francese Auriol.

La Maison Guinot (www.blanquette.fr) elabora i suoi vini (Blanquette brut e ancéstrale e, dal 1913, Crémant) con i metodi tradizionali, con remuage rigorosamente manuale sulla pupitre b e dégorgement alla volée. Le sue cuvées e i suoi millesimati fanno un lungo affinamento sui lieviti (minimo due fino a cinque anni) e sono prodotti molto tipici, che l’amatore non mancherà di apprezzare. La cuvée che abbiamo assaggiato (85/100) è di sole uve Mauzac, ed è un blend di diverse annate, con oltre due anni di età. Dal caratteristico colore giallo lievemente dorato, ha un naso fresco (netta la mela )e seduttore, ma per nulla molle. In bocca è ancora fresco, con ritorni di mela secca e lievi note di miele e sfumature agrumate, molto piacevole come aperitivo, anche se lievemente penalizzato dalla temperatura di servizio della bottiglia (intorno agli 11- 12 gradi di temperatura).Questa Cuvée viene proposta anche in versione demi.sec, da questa Maison, che produce anche altre Cuvée,più impegnative , con affinamento più lungo, e dei buoni Crémant. In Italia i suoi vini sono distribuiti da Balan (www.balan.it) (Pubblicato il 28.8.2011)

 

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