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drink different

Piccoli assaggi: Pinot nero dell'Alto Adige, rossi friulani, champagnes non millesimati e altro

 Sia pure ancora timidamente, soprattutto al Sud, cominciano ad abbassarsi le temperature, e cominciamo ad apprezzare di più i rossi, certo un po’ sacrificati durante l’estate, almeno per chi è andato sul mare. Questa volta ne presentiamo quattro: due friulani, un Pinot nero dell’Alto Adige, e, molto più a sud, un Cerasuolo di Vittoria. A seguire, nella sezione “estera” di questa rubrica, due buonissimi Champagne sans année di Ay. Naturalmente , dietro questi accostamenti non c’è alcuna ipotesi di collegamento: si tratta di assaggi contigui nel tempo, che, in maniera del tutto asistematica, ci permettono di parlare di vini (tutti di buon livello), ma di caratteristiche e provenienze diverse. Cominciamo dall’Alto Adige, con il Pinot nero Schweizer di Franz Haas (www.franz-haas.com).

Haas1Cinquanta ettari, di cui poco meno di trenta di proprietà, quella di Franz Haas a Montagna é una delle cantine più prestigiose della provincia di Bolzano. Offre una gamma  abbastanza ampia di vini classici della zona, i cui gioielli sono , senza dubbio, il Pinot nero di cui parliamo oggi, un raro e delizioso Moscato rosa (al momento disponibile quello della vendemmia 2008), e il Manna, un bianco da uvaggio, nel quale, al Riesling,che é il vitigno prevalente si assommano Gewürztraminer, Chardonnay, e una parte minore di Sauvignon blanc, uno dei più eleganti vini "da uvaggio" dell'Alto Adige: molto buono il 2010, che abbiamo appena assaggiato, al quale occorre solo un po' più di vetro in più. 

Lo Schweizer  appartiene sicuramente alla ristretta cerchia dei migliori Pinot nero della regione,  insieme con il blasonatissimo Vigna S.Urbano di Hofstatter, il raro Mazzon di Gottardi, il Linticlarus di Tiefenbrunner e la riserva di Stroblhof. Anche questo della vendemmia 2009, pur se ancora un po’ troppo giovane, non tradisce tuttavia le attese degli amatori. E’ un Pinot nero molto elegante, che si propone con un colore granato non troppo scuro, un naso delicato, nel quale, accanto ai piccoli frutti di bosco e leggeri sentori di humus, si avverte distintamente la rosa canina. In bocca è molto morbido, fresco e setoso, con leggere nuances vanigliate 89/100 . Non troppo amichevole, però, il prezzo, che si aggira intorno ai 30 Euro.

Ci spostiamo nell’Isonzo friulano, una denominazione più meridionale, rispetto al Collio e ai Colli Orientali, che ha un minor prestigio, ma capace di produrre vini di tutto rispetto (un esempio tra tutti, i magnifici bianchi delle Vie di Romans di Gianfranco Gallo).

Abbiamo già parlato dei bianchi del Collio della Cantina Borgo Conventi, la Ribolla e il Sauvignon, della vendemmia 2010. Vini molto piacevoli e affidabili, dal prezzo amico. Ci è piaciuto anche questo rosso, un Refosco dell’Isonzo, da un vitigno tipico della zona.  Bel colore porpora, offre al naso sensazioni fruttate molto gradevoli di frutti di bosco ed humus; al palato è fresco e morbido, un vino senza pretese, di buona tipicità, adatto ad accompagnare piatti di salumi saporiti , primi piatti ed anche carni , bianche e rosse, magari anche appena fresco, finché la temperatura esterna è ancora calda. Nove euro la bottiglia,. 84/100.

DoroFacciamo seguire un altro rosso friulano,un Cabernet franc del Collio goriziano: dell’azienda Doro Princic (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Siamo più al Nord, al confine con al confine con la Slovenia. Princic è un bravo vignaiolo noto soprattutto per i suoi bianchi (primo fra tutti il Friulano, e poi la Malvasia e il Sauvignon), ma produce anche una serie di rossi da vitigni internazionali , comunque presenti da lunga data su questo territorio, come il Merlot e il Cabernet franc: vitigno, quest’ultimo, forse il più elegante del territorio bordolese e grande protagonista dei rossi della Loira.  Il Cabernet franc della vendemmia 2007 di Princic ha un bel colore granato, nel quale appaiono le prime sfumature aranciate; al naso è un Cabernet franc molto tipico, già abbastanza evoluto (potrebbe reggere ancora qualche anno, ma consigliamo di berlo ora) al palato risulta caldo e speziato, con note pepate e tannini bel levigati. E’ un vino da apprezzare al primo fresco autunnale, generoso e appena un po’ rustico (83/100)

Scendiamo decisamente a Sud, per assaggiare un vino ancora troppo poco noto ai non isolani e che meriterebbe invece di esserlo, il Cerasuolo di Vittoria. Assaggiamo l’ultimo nato di Planeta (www.planeta.it), il Dorilli 2009. Planeta non ha certo bisogno di presentazioni, essendo già da diversi anni una realtà produttiva di successo nella Sicilia sud-occidentale, con quasi 400 ettari vitati e una produzione annua vicina ai 2 milioni e mezzo di bottiglie. Propone una vasta gamma, nella quale i vini più noti sono il Santa Cecilia, da uve Nero d’Avola 100% (il mio preferito) , il Cometa , un insolito Fiano di Sicilia e i gli internazionali Chardonnay, il Burdese, da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet franc, Merlot e Syrah, molto affidabili. Non c’è ristorante (almeno di quelli che hanno una carta dei vini) della Sicilia e della restante parte del territorio nazionale che non abbia almeno alcune bottiglie di Planeta.

Dorilli_2A base di Nero d’Avola in maggioranza e Frappato, il Cerasuolo di Vittoria è un vino più rosso che rosato, dal colore, diremmo, di ciliegia scura, molto sapido, fresco nonostante una gradazione alcoolica spesso generosa, con un naso fruttato, nel quale predominano la fragola e la prugna nera, con ricordi di viola. Bevuto fresco (non ha tannini aggressivi e tollera bene una temperatura più bassa, sui 15-16°) è ideale sulle zuppe di pesce sostanziose o su preparazioni a base di baccalà. Il Dorilli è il nuovo Cerasuolo di Planeta: 70% Nero d’Avola e 30% Frappato, e quella del 2009 è la sua prima annata Si tratta di in Cerasuolo robusto, elevato in legno (tonneau da 500 litri di 3-4 anni), dove permane per circa un anno, dopo un affinamento in vetro di alcuni mesi (sei). Da una vigna posta al centro della zona classica di produzione, é un vino strutturato, capace di invecchiare per alcuni anni, ma molto morbido in bocca. All’olfatto frutti rossi , soprattutto fragola e mora scura , che si ripropongono al palato. Un vino molto piacevole ,ma per nulla banale. 87/100.circa 15 Euro. Il lettore che dovesse amare questa tipologia di vino , provi anche il Cerasuolo di Gulfi e di Cos, e non resterà certo deluso.

 Prima di passare alle bottiglie “foreste”, parliamo ora di uno spumante cosiddetto minore. Parlo di uno dei molti buonissimi spumanti italiani, elaborati in regioni o in zone diverse da quelle della grande tradizione spumantistica nazionale (come la Franciacorta o il Trentino), destinati al consumo prevalentemente locale o all’esportazione o, più semplicemente, degli appassionati curiosi che amano assaggiare dei prodotti diversi, al di fuori del main stream.

Abbiamo assaggiato il più semplice degli spumanti elaborati con Erbaluce di Caluso dall’azienda Orsolani (www.orsolani.it), in San Giorgio Canavese , il Cuvée brut non millesimato. I vini di Orsolani, una bella azienda canavesana, che molto ha contribuito a valorizzare l’Erbaluce di Caluso, sia con prodotti fermi (secchi e da dessert) che spumantizzati, apprezzabile anche per il suo impegno in campo energetico (un impianto fotovoltaico lo rende quasi del tutto autonomo). Molto buoni i suoi passiti, e i suoi Erbaluce secchi, proposti a prezzi davvero convenienti per la loro qualità, ben fatti, anche i rossi , ai quali manca forse ancora solo un po’ più di personalità. Ma parliamo di questo spumante: fresco, dal bouquet delicato, nel quale prevalgono le note floreali, di grande pulizia in bocca, giustamente secco e con un soffio minerale , caratteristico dei suoi Erbaluce (84/100).Apprezzatelo sugli antipasti o sui piatti di una cena estiva.

Le bottiglie "esotiche"

EspritDavvero molto, molto buoni gli Champagne di Henri Giraud, piccola azienda familiare , dalle origini antiche (produce vino dal XVII secolo), pochi ettari di vigna ad Ay, una delle zone migliori in assoluto della Champagne, magica per i suoi Pinot Noir . Lo Champagne di cui parliamo oggi (in attesa di descrivervi gli altri più avanti) è quello più classico (ma non più “semplice”), l’Esprit brut sans année. Pinot noir in prevalenza (70%) e per la restante parte Chardonnay, è uno Champagne grand cru. L’Esprit è vinificato in acciaio ed è tenuto sulle fecce fini per dieci mesi : colore brillante, bouquet agrumato, con note di pera e pesca, nel quale affiorano delle sfumature leggermente vanigliate , in bocca è fresco, piacevolmente vinoso, con una spiccata mineralità, lievemente astringente, con tocchi di mandorla bianca e pasticceria. Davvero uno Champagne molto ben riuscito (89/100), nel quale si avverte la grande qualità del Pinot noir, in grado di accompagnare degnamente anche piatti di carni bianche della grande cucina (circa 35 Euro in enoteca, in Italia).

Giraud produce anche un Esprit blanc de blancs (Chardonnay 100%), anch’esso molto interessante e sicuramente raccomandabile, ma i suoi gioielli sono il Code Noir, uno straordinario Pinot noir 100% , vinificato e fermentato in legno dell’Argonne (perché non si trova più facilmente nelle enoteche italiane?), del quale esiste una eccellente versione rosé, e il Fût de Chêne millesimato, anch’esso fermentato in legno della regione e poi affinato sui lieviti per sei anni.

GatinoisParliamo ora di un altro buonissimo Champagne di Ay, uno dei miei preferiti per la sua categoria, il Gatinois brut réserve . Questo Champagne, di cui esiste anche un eccellente millesimato (ora è in commercio quello della vendemmia 2005, non ancora assaggiato: il 2004 è eccellente e il 2002, riassaggiato da poco, non è da meno, ma ahimé sta per finire),esprime tutta la forza di questo grande territorio.

Da una piccola proprietà, che conferisce in parte le sue uve a Bollinger, poco più di 7 ettari , tutti a grand cru , questa riserva si offre con un bel colore molto carico, e un bouquet intenso, con note molto caratteristiche di arancia rossa. In bocca è caldo, con un’accentuata mineralità e una struttura davvero imponente (89/100) (Pubblicato il 24.9.2011)

 

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