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drink different

Piccoli assaggi:Vermentino rosso, Bourgogne Pinot Noir, Nero di Troia

Vermentino rosso?

Il Vermentino è un vitigno a bacca bianca, che dà alcuni dei più  noti vini bianchi sardi, nella zona di Alghero, ma soprattutto, nel gallurese. Meno noti (ma non agli intenditori) i vermentini toscani.Questo vitigno, infatti, ormai diffuso anche nel bolgherese e in Maremma, dà vini piacevoli ed espressivi soprattutto nella zona di Massa, dove i produttori migliori elaborano  prodotti di grande rigore e piacevole mineralità. Tra questi è l’Azienda Cima, che da circa un ventennio svolge una encomiabile attività di valorizzazzione dei vitigni del territorio, e si caratterizza per la ricerca di una propria identità espressiva. Tra i vini, tutti di buon livello, da vitigni tradizionali e internazionali, di questa casa vinicola di 30 ettari posti in favorevole posizione, esposti alle fresche brezze marine, ma riparate dai venti dai contrafforti delle Alpi Apuane, che conferiscono condizioni climatiche molto favorevoli alla maturazione delle uve, ne sono proposti, alcuni da vitigni autoctoni, , a bacca rossa,  fino a pochi anni fa del tutto sconosciuti anche agli esperti: il Vermentino nero, dal quale sembra che derivi per mutazione il più noto Vermentino bianco, e il Massaretta. Il primo dà vini robusti, ma non rustici, concentrati e speziati, di grande piacevolezza. Il secondo dà vini eleganti, di corpo pieno e profumi seduttivi. Vermentino_neroAbbiamo provato il Vermentino nero e il Massaretta dell’azienda Cima della vendemmia 2007. Ci sono piaciuti entrambi, raggiungendo, nonostante abbiano ancora bisogno di maturare ulteriormente,  punteggi vicini ai 90/100 (88 al Vermentino e appena un po’ di meno, 87, al Massaretta).

 

Bourgogne Pinot Noir.

Per chi ama questa tipologia di vino (confesso, sono tra quelli), la versione proposta, nella vendemmia 2008, appena disponibile, da Pierre Morey e distribuita in Italia da Velier, risulta a mio giudizio una delle migliori. Elaborata per la maggior parte de uve di Volnay, questa di Morey, viticoltore rigoroso di Meursault, fedele ai dettami dell’agricoltura biodinamica, rappresenta una versione molto sapida e dotata di una piacevole freschezza della denominazione più semplice (quella, appunto, regionale, del Bourgogne), La valutazione di WOW è di 84/100.

 

Nero di Troia Le Cruste di A. Longo
Quello di Alberto Longo è, a nostro parere, uno dei migliori Nero di Troia pugliesi, peraltro proposti con un rapporto qualità-prezzo tra i più favorevoli. Tannini eleganti e non asciuganti, frutto, bouquet floreale , ricco ed espressivo , fanno di questo vino pugliese una piacevole conferma. Buono il 2006, riassaggiato di recente, ma anche il 2007, che migliorerà con qualche altro mese di bottiglia. Davvero due bei prodotti, di grande pulizia , che  confermano il momento favorevole dei vini pugliesi, una regione con ancora margini notevoli di miglioramento. 87/100 ad entrambe le versioni (Pubblicato il 15.11.2010).

 

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