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drink different

Quindici buoni vini per l'estate

Con l’arrivo di “Scipione” il grande caldo ha ormai invaso il nostro paese, un po’ dappertutto le temperature sono salite e si sono accesi i condizionatori. Insomma è venuta l’ estate. E allora : abiti più leggeri e informali, via libera ai romanzi di avventura corposi (ho tra le mani, con qualche anno di ritardo, “Stato di paura” di Crichton, thrillerone sui cambiamenti climatici, che mi era sfuggito), e naturalmente vini più freschi e meno alcolici. Che cosa bere d’estate? Ecco qui qualche suggerimento: 15 ottimi vini per l’estate (ma non solo) , di facile reperibilità e prezzo amichevole , in maggioranza tra i 10 e i 20 euro.

Le bollicine, si sa, sono piacevoli sempre, ma d’estate diventano ancora più attrattive. Cominciamo dunque con quattro spumanti.

Barone_PizziniLa Franciacorta è una delle regioni italiane maggiormente vocate per i vini spumante. A Provaglio d’Iseo, la Barone Pizzini, un’azienda con antiche radici , una cinquantina di ettari, di cui più della metà di proprietà , produce, con metodi biologici, una serie esemplare di spumanti , tra cui questo Franciacorta Saten .100% Chardonnay, nella versione del 2007, che assaggiamo,ha colore giallo paglierino, ha spuma fine e persistente, è assai cremoso, fresco e fruttato (frutta gialla e tropicale), molto morbido e fresco ( circa 25 euro in enoteca) . 88/100.

 

CellariusPoco distante , sempre nella Franciacorta, quello di Guido Berlucchi non è certo un nome sconosciuto. Molto ampia la sua proposta , che comprende anche il marchio Palazzo Lana . Quella denominata Cellarius è ora etichettata come Franciacorta. Assaggiamo dunque il Franciacorta rosé Cellarius 2007. Bello alla vista con il suo colore ciliegia, e la sua spuma molto fine, al naso è assai seduttivo, fresco e fruttato, con evocazioni di frutti di bosco e biscotti (sui sedici euro in enoteca) 87/100.

 

Contessa_RosaMolto buoni, anche se meno noti al grande pubblico , sono anche gli spumanti piemontesi, prodotti con la denominazione di Alta Langa. Abbiamo già parlato, nell’aprile scorso, di quello di Ettore Germano. Oggi assaggiamo l’Alta Langa Contessa Rosa rosé 2006 di Fontanafredda, una storica azienda di Serralunga d’Alba (fondata nel 1878): non certo uno scricciolo, almeno per i numeri italiani, con i suoi sette milioni e mezzo di bottiglie l’anno di produzione, oggi, a partire dal cento cinquantenario dell’Unità, sdoppiata con il nuovo marchio “Casa E. di Mirafiore” . Questo spumante pas dosé   è per il 70% Pinot nero e il resto Chardonnay: bello il perlage, sottile e persistente, all’olfatto evocazioni di frutti rossi, al palato è sapido , di buona complessità (20 euro) 86/100.

Ora uno spumante francese, Il Crémant de Loire di Château Pierre-Bise. Patria della Champagne, la Francia produce ottimi spumanti un po’ dappertutto, dalla Bourgogne all’Alsace, non sempre con Pinot noir o meunier e Chardonnay .

Pierre_Bise_CremantI crémant de Loire sono elaborati al 100% da chenin blanc, una interessante varietà locale, dalla quale provengono alcuni dei più grandi vini fermi del mondo. Questo proviene dalla zona di Savennières: qui il Clos de la Coulée Serrant di Nicolas Joly è un mito . Lo produce Claude Papin , a completamento di una gamma di vini di precisione esemplare, sia nell’ambito di questa AOC (Savennières), sia in quella di Coteaux du Layon (splendidi vini botritizzati): giallo paglierino, al naso è molto floreale, con lievi note fruttate ed erbacee, delicatamente aromatico, è assai fresco ed equilibrato, adatto ad accompagnare piacevolmente piatti di pesce e verdure (circa 12 euro la bottiglia in enoteca). 86/100.Lo importa Il Teatro del Vino.

Sulle tavole estive predominano ovviamente i bianchi fermi. Più leggeri, in genere (ma non sempre, attenzione!) meno alcolici, possono essere serviti a temperature più basse, maggiormente compatibili con le condizioni termiche esterne. L’Alto Adige è naturalmente una miniera inesauribile in questo campo, con le sue cantine cooperative, magnificamente organizzate, che propongono , anno dopo anno, vini di qualità eccellente a prezzi assai competitivi . In questo ambito i classici della Cantina di Terlano (più di un secolo di vita, ormai) rappresentano una garanzia inossidabile. Abbiamo già parlato altre volte dei vini di questa cantina (recentemente, lo straordinario Pinot bianco riserva Vorberg) . Molto ampia la gamma dei vini prodotti, bianchi e rossi, con punte di vera eccellenza , soprattutto tra i primi . Ma qui vogliamo parlare di quelli più semplici, di “entrata”, davvero esemplari per qualità e prezzo. Ci sono molto piaciuti i mono varietali dell’annata 2011.

Terlano_ChardonnayLo Chardonnay : color giallo paglierino con riflessi verdolini, all’olfatto è intenso, con evocazioni di frutta gialla (albicocca, mela golden e prugna gialla), è fresco, molto sapido, di buona tipicità (circa dieci euro), 90/100.

Il Pinot bianco: pesca bianca e mandorla fresca al naso, per questo vino dal colore chiaro con riflessi verdolini, in bocca è polputo, molto piacevole ed equilibrato (meno di dieci euro) 89/100.

Il Sauvignon Winkl: giallo chiaro con riflessi verdolini, naso molto caratteristico, con evocazioni di sedano, sambuco e, lievi, di pomodoro, è fresco e piacevolmente varietale (sugli 11 euro) 90/100.

TerlanerOra il classico uvaggio del Terlano : in prevalenza (circa due terzi) pinot bianco , chardonnay ((circa 30%) e un saldo di Sauvignon blanc per questo vino , dal bel colore giallo verdolino, naso agrumato con evocazioni delicate di erba fresca, fresco e minerale (circa dieci euro)89/100. Chapeau.

 

 

Restiamo in Alto Adige per riassaggiare uno dei migliori Riesling della regione, quello della Falkenstein, in Val Venosta.

Falkenstein_RieslingAbbiamo già parlato di questo vino nel nostro servizio “Il principe e il povero”, dedicato al Riesling e al Primitivo, lo scorso gennaio . Si tratta di un Riesling (renano) 100%, dell’annata 2010, dal colore paglierino , naso molto intenso, con note agrumate e di idrocarburo, molto minerale, di grande eleganza (15-18 euro in enoteca ). 91/100. Abbiamo riprovato recentemente le annate precedenti di questo vino (2009, 2008 e 2007), ancora in ottima forma: questo è un vino bianco capace di resistere bene al tempo. Una bella conferma per i vini di questa piccola casa di Naturno (solo 60.000 bottiglie l’anno) di vini da vitigni tipici della regione (pinot bianco, gewűrztraminer, pinot nero e appunto Riesling)

Ci spostiamo più a est per assaggiare due bianchi del Collio, altra regione molto vocata per i bianchi di qualità. Cominciamo dal Collio Friulano del Castello di Spessa, una bella azienda di Capriva del Friuli, in provincia di Udine: quasi trenta ettari di proprietà per 100.000 bottiglie l’anno da varietà friulane classiche di eccellente livello. Poderoso questo vino bianco , che assaggiamo nella versione della vendemmia 2010, con i suoi 14 gradi di alcool, dal colore giallo paglierino, naso con evocazioni di frutta gialla molto matura, in bocca è pieno, molto sapido, con appena un tocco alcolico di troppo (sui 15-18 euro in enoteca) 86/100.

Nel Collio, oltre a ottimi vini monovarietali, si trovano anche buonissimi blend di vitigni classici, nei quali, spesso è il Friulano il vitigno prevalente. Non di rado straordinari per personalità e armonia, per ragioni per me incomprensibili , sono spesso meno presenti nelle liste di molti ristoranti, che sembrano preferire i monovarietali.

Collio_ZuaniAbbiamo già parlato dell’annata 2009 del Collio bianco Vigne di Zuani, giovane azienda di San Floriano del Collio. Assaggiamo ora quello del 2010, un blend paritario di Friulano, Chardonnay, Pinot grigio e Sauvignon. Davvero un bel vino bianco: colore paglierino intenso, al naso mostra uno spettro olfattivo ampio e complesso, comprendente evocazioni di frutta gialla e tropicale e floreali, in bocca è assai ricco, elegante e setoso, molto lungo (sui 15 euro) 92/100.

Ancora un vino bianco friulano, questa volta dei Colli Orientali. Mi riferisco alla Ribolla gialla di Rosazzo 2010 delle Vigne di Zamò : giallo paglierino, naso delicato, molto piacevole, con note di agrumi verdi e melone giallo, fresco ed equilibrato (15-18 euro) 87/100. Le Vigne di Zamò, nella quale ha da poco fatto ingresso al 50% Oscar Farinetti, meglio noto come Mr. Eataly, è un’azienda di non grandissime dimensioni (circa 250.000 le bottiglie l’anno il suo volume di produzione), ma molto affidabile, con alcune punte di diamante: il Friulano Vigne di Cinquant’anni , il classico Rosazzo bianco Vigna delle Acacie e il rosso Ronco dei Roseti.

Infine i rosati. In questo campo la Puglia è da sempre un riferimento sicuro. Montepulciano e Negroamaro sono vitigni molto adatti alla vinificazione in rosa. Oggi parliamo di tre rosé da uve Negroamaro in purezza, molto diversi, ma ben fatti e affidabilissimi.Il costo? Tra i 7 e gli 8 euro nelle enoteche locali.

GirofleMolto buono, il Girofle della Azienda Monaci di Copertino. E’ prodotto in una zona che è più nota forse per i suoi rossi , intensi e vellutati (buoni il Simpotica e l’Eloquenzia di quest’azienda, caratterizzati, tra l’altro, da un ottimo rapporto qualità-prezzo), si tratta nel suo genere di un piccolo capolavoro. Da caratteristiche vigne ad alberello su suoli argillosi su pietra calcarea e tufacea, le uve sono vendemmiate intorno a metà settembre, poi raffreddate a grappolo intero a circa 10°, poi pigiate; macerazione senza graspi per 24 ore a 15-16°. Molto bello il colore , salmone chiaro, naso intrigante con note di frutti rossi (ciliegia, lamponi e ribes), e floreali (rosa) sul palato è fresco , molto sapido. Bevuto fresco, ma non freddissimo è un davvero un vino piacevole (88/100).

CalafuriaMolto affidabile, come del resto tutti quelli della gamma, il rosato di Tormaresca, il CalafurIa.Sono ormai passati quasi quindici anni da quando la famiglia Antinori decise di investire in Puglia, creando due poli, uno nella parte nord della regione, a Minervino Murge, e l’altro, nel Salento a San Pietro Vernotico. Oltre due milioni di bottiglie l’anno di vini elaborati da uve della tradizione locale. Il Calafuria 2011 è un rosato molto gradevole e ben fatto, che sarebbe ingiusto classificare come semplice vin de soif da bere al ristorante. Rosa corallo, al naso è molto delicato e floreale, con note di rosa e lavanda; sul palato è fresco, fruttato, molto armonico, un partner ideale per i piatti dell’estate (87/100).

greciaIl terzo rosato è il Grecia (con l’accento sulla i) della Paolo Leo, un’azienda che ha poco più di venti anni di vita di san Donaci, in provincia di Brindisi, non molto distante quindi dalle zone in cui sono prodotti i due vini precedenti. Negroamaro e Primitivo in purezza o nel classico blend del Salice Salentino (Negroamaro e Malvasia nera) per i rossi e un corposo Chardonnay barricato (il Numen) sono tra i suoi vini più conosciuti. Ci è piaciuto però questo sapido rosé, della vendemmia 2011,forse appena un po’ più rustico, dal naso fruttato, con note accattivanti di frutti di bosco, fresco e succoso (85/100)

(Pubblicato il 24.6.12)

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