Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Piccoli assaggi :Moscato di Puglia, rossi cilentani, Schiave di Alto Adige

Moscato secco in Puglia
E' ancora un vino "settentrionale" della Puglia, il Moscato di Puglia biodinamico Jalal, della Cantina Cefalicchio di Canosa, assaggiato nella versione del 2009, a darci una gradita sorpresa. I Moscati secchi (più noti, ovviamente, quelli trentini e dall'Alto Adige), sono relativamente rari nelle regioni del Mezzogiorno. Lo Jalal esibisce una piacevole freschezza, resa più gradevole da un apporto moderato di alcool (12.5%), aromatico, ma non stordente, al naso rivela toni agrumati molto freschi e leggere nuances verdi (di salvia e rosmarino) . Un vino di grande pulizia e leggerezza (anche nel prezzo), che lo rendono un aperitivo molto piacevole, ma che può essere tentato su frutti di mare non eccessivamente iodati . L'azienda Cefalicchio di Canosa (www.cefalicchio.it) sta gradatamente crescendo, dando risultati via via più convincenti. sia nei bianchi (mi piace ricordare la Pietraia , uno Chardonnay ben riuscito, che propone un naso armonico, senza eccessi di sentori di frutta macerata nell'alcool, e con un eccellente rapporto qualità-prezzo), ma anche dei rossi, che , pur se ben fatti, per il momento appaiono ancora alla ricerca di un proprio stile.

Rossi cilentani
CenitoIl rosso di cui stiamo parlando é il Cilento Aglianico di Luigi Maffini (www.maffini-vini.com) , azienda di S.Marco di Castellabate, il Cenito, che é anche il nome della località. Ho assaggiato al MWF (Merano Wine Festival) di qualche giorno fa il 2007. E' ovviamente ancora  chiuso, con tannini rilevati, ma non troppo mordenti, con buon frutto che affiora dai toni dolci del legno nuovo (88/100). Si farà. Forse -almeno per ora-un po' inferiore al 2006, ma  superiore al   2005  e al 2004. Conosco questo vino dalla sua prima vendemmia (il 1997): uguale il nome (anche se come Paestum i.g.t., oggi é Cilento Aglianico d.oc.), diverso- molto diverso- il vino , che ha avuto una sua evoluzione anche nella composizione dei vitigni. Scomparso prima il Primitivo e poi anche il Piedirosso, oggi é Aglianico in purezza.Una volta che proposi a Luigi una verticale di Cenito insieme all'altro grande rosso cilentano, il Naima di De Conciliis, ci tenne a dire che riteneva che il "suo" Cenito avesse avuto inizio nel 2002. Chissà. Sarebbe comunque una bella battaglia .Un paio di anni fa facemmo invece una verticale di Naima, dal 1999 al 2003. Più evoluti il 1999 e il 2000, ma ancora con un buon potenziale, potenti e giovanissimi il 2001 e il 2003, con un alcool forse troppo generoso, un po' in ombra il 2002, che ho però rivalutato negli anni successivi.

Schiava alto-atesina
I vini  da uve Schiava (Vernatsch) e Schiava grigia (Grauvernatsch) dell'Alto Adige sono ancora poco noti fuori dai confini regionali, ma sono popolarissimi nella regione. Rubino chiaro, quasi corallo, frutto (soprattutto rosa e ciliegia) intenso, scarsa struttura e basso tenore di alcool,sono vini piacevolissimi, specie di estate, e bassi nel prezzo (5-6 Euro in enoteca). Ho riassaggiato il Grauvernatsch di Tiefenbrunner (www.tiefenbrunner.com), il Turmhof, 2009, e la Schiava di Girlan (www.girlan.it), Pass n.9, stesso anno. Una lieve preferenza per la prima, grande leggerezza fruttata, ottime sui primi piatti entrambe.Di minore impatto il 2009, sempre di Vernatsch, della cantina di Andriano (www.andrianer-kellerei.it): fresca, vinosa, ma di minore fascino, sia al naso che in bocca (Pubblicato il 18.11.2010).

 

Scrivi un commento: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.




 Privacy Policy