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drink different

Bollicine (soprattutto), anche rosse, e qualche vino bianco

AltemasiRiservaGraalSono molti e vari i “Piccoli Assaggi” di questa puntata. Ricordo una volta per tutte che il termine “Piccoli” sta a indicare non il valore dei vini che vi sono descritti (tutti comunque tali da meritare, per chi crede a queste misurazioni, almeno 85 punti su 100), ma il loro carattere di informalità , ossia di assaggi fatti in modo disperso, in varie occasioni, al di fuori di tasting ufficiali, che comunque riteniamo giusto segnalare perché ci sono sembrati interessanti . Niente esclude quindi che in questa rubrica possano talvolta essere presenti anche vini di grande valore (per intenderci, quelli che vanno oltre i 90 punti) e di fatti talvolta ci sono.

Cominciamo con delle ottime bollicine.

Questa volta è Trento ad essere protagonista.

Mi è piaciuta molto tutta la serie di Balter, con La Riserva Pas Dosé 2009 come capofila. La Balter è una cantina di Rovereto con cinque lustri di vita , che può contare su 10 ettari di vigne di proprietà, specialista in spumanti metodo classico, anche se propone pure una sua linea di vini fermi. Il Brut Riserva del 2009 è il suo top di gamma: 80% Chardonnay e 20% Pinot noir, è un Trento classico di primordine, dal perlage fine e persistente, naso fruttato con sfumature floreali, di bella intensità. Di bella qualità anche il più semplice Brut non millesimato, da Chardonnay in purezza, e il Brut rosé, al contrario, da uve Pinot nero al 100%. Entrambi molto freschi e fini. Molto gourmand il rosé.

Aquila-Reale-Trento-DOC product line full photo col dxSono bolle davvero eccellenti anche quelle della Cesarini Sforza, altra casa trentina con una lunga tradizione nel campo degli spumanti. Con ormai più di quarant’anni alle spalle, questa cantina, facente parte del gruppo La Vis, produce una gamma completa di spumanti, sia con il metodo charmat lungo, tecnicamente ineccepibili, sia, soprattutto con il metodo classico, tra i quali sono, come è ovvio, le vere stelle della casa. Davvero molto raccomandabile il Tridentum, da noi assaggiato nella versione del 2009, un rosé da uve Pinot nero 100% che resta quattro anni e mezzo sui lieviti, di grandissima affidabilità e piacevolezza. E poi naturalmente l’Aquila nera riserva 2006, un eccellente blanc de blancs di maggior prestigio, che unisce ad una esemplare freschezza, un notevole equilibrio e una vibrante mineralità. Agrumi, frutta tropicale, note di tabacco in un bouquet complesso e molto fine. Sei anni sui lieviti e si sentono.

Tra i migliori assaggi di marzo anche l’Altemasi Graal 2006 della Cavit, Questa grande cooperativa di Trento, un colosso nel suo genere , che gestisce oltre 5.000 ettari di vigna, con un volume di produzione importante (parliamo di 70 milioni di bottiglie), ha da sempre una sua linea di spumanti molto riuscita, basata sul più accessibile Altemasi, un ineccepibile blanc de blancs millesimato, di grande freschezza e precisione, e la sua cuvée più prestigiosa l’Altemasi Graal, un Trento classico riserva di fascia alta. Il vino dell’annata 2006 ha trascorso ben sei anni sui lieviti: ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, perlage molto fine, un bouquet nel quale la componente agrumata, ben avvertibile, è resa più complessa da note di frutta tropicale e floreali; sul palato è cremoso e lungamente persistente.

Abate nero (di chi altri si tratta se non del mitico Dom Perignon?) è una dinamica casa spumantistica di Trento, che produce una gamma molto riuscita di spumanti Trento classico, di cui abbiamo già avuto occasione di parlare in più occasioni. L’enologo è Luciano Lunelli, e il nome vorrà pur dire qualcosa. Molto riuscito il Brut Rosé (24 mesi sui lieviti), ma il fuoriclasse di casa è il Domini nero, di cui abbiamo assaggiato la versione del 2009. Fresco, sapido ed elegante, è uno spumante blanc de noir molto ben riuscito, a cui i quasi quattro anni trascorsi sui lieviti hanno fornito la necessaria complessità.

Su una scala puramente personale, metterei leggermente davanti Aquila reale e Graal, e subito dopo Domini nero e il Brut riserva di Balter (ma c’è anche una certa differenza di prezzo). Tutti comunque spumanti molto buoni e di grandissima affidabilità. Sui 40 euro l’Aquila reale, sui 35 il Graal, poco meno la Riserva di Balter e sui 25-28 euro il Domini nero.

etichetta-methius-dorigatiE’ un ottimo spumante anche il Methius (dall’antico nome di Methius Coronae, oggi Mezzacorona), un Brut Riserva assaggiato nella versione del 2009: da uve Chardonnay (60%) e Pinot nero (40%) di vigne site a Faedo e Pressano, all’altitudine di 350-500metri, è prodotto da Carlo Dorigati ed Enrico Paternoster in una cantina completamente interrata di inizio ‘900. Parte dello Chardonnay è fermentato in barriques. Dopo l’imbottigliamento resta 60 mesi sui lieviti ad affinarsi. E’ uno spumante speziato, anche per l’apporto, comunque non invasivo, del legno, con toni nocciolati, lievi note di caramello e cedro candito. Più adatto ad accompagnare piatti anche elaborati che come aperitivo. Il prezzo in enoteca supera i 30 euro la bottiglia.

Ora parliamo di un altro buon spumante trentino, per il momento meno noto e di costo inferiore, il Revì brut (costo 16-18 euro), che ho assaggiato recentemente nella versione del 2010.

Revi brutRevì è il nome del luogo di produzione di questo vino e pare derivi da una leggenda, secondo la quale esso era noto per la produzione di un “Re vin”, un vino di eccezionale qualità. Revi è un Trento doc da un classico blend di Chardonnay e Pinot nero prodotto da Paolo Malfer e la sua famiglia. E’ uno spumante molto gradevole, adatto anche da tutto pasto su menu leggeri, di buona fattura e reso più complesso dai 36 mesi trascorsi sui lieviti. Ora la cantina produce anche altri spumanti, tra cui un Rosé e un Pas Dosé anch’essi gradevoli e ben fatti.

Chiudiamo la parte dedicata agli spumanti con tre spumanti provenienti da zone diverse e dalle caratteristiche molto differenti.

Il primo è una vecchia conoscenza di chi segue questo blog, la riserva Ubaldo Rosi.

Ubaldo RosiLo produce la cantina Colonnara di Cupramontana, ormai con più di mezzo secolo di attività alle spalle. Oltre a produrre degli ottimi Verdicchi dei Castelli di Jesi fermi, di cui parleremo nella sezione dedicata ai vini bianchi, si è da alcuni anni specializzata nella realizzazione di alcuni interessantissimi spumanti metodo classico a partire da questa straordinaria varietà. Oltre alla più semplice,ma godibile Cuvée Tradition (che è però uno Charmat), e all’ottimo Riserva Luigi Ghisleri, il gioiello della casa è il Riserva Ubaldo Rosi. Ora è in vendita il vino del 2008, uno spumante complesso, con i suoi 60 mesi sui lieviti,di grande finezza, nel quale i toni agrumati sono arricchiti da note di cedro candito, di frutta gialla e iodio marino. Grande la persistenza di questo spumante adattissimo ad accompagnare ricchi piatti di crostacei (sui 28 euro).

Il secondo è un insolito spumante metodo classico da uve Pigato, il Vis Amoris brut dell’omonima cantina di Imperia. Solo 25.000 bottiglie l’anno per questa piccola azienda di Rosanna Zappa, nata una dozzina di anni fa, da un piccolo appezzamento di neanche mezzo ettaro. Oggi la vigna è di tre ettari e mezzo, vi si lavora solo uva PIgato. La prima fermentazione è effettuata n parte in acciaio e in parte in legno piccolo, poi, dopo la rifermentazione in bottiglia, permane sui lieviti 24 mesi. Ne nasce uno spumante intrigante , dalle note di lieviti , frutta bianca e agrumi, molto piacevole, adattissimo ad accompagnare antipasti e primi piatti regionali (sui 20 euro la bottiglia). Questa cantina produce naturalmente anche altri buoni vini, sempre dalla varietà Pigato. A noi è piaciuto il Sogno : si avverte appena una sfumatura di rovere, nel quale è avviata la fermentazione di questo vino, affinato poi in acciaio. Bello il colore giallo paglierino, al naso frutta tropicale e agrumi.

L’ultimo della serie è un piacevole spumante rustico proveniente dalla zona del Fiano di Avellino, il Brut contadino di Ciro Picarello. Questa piccola, bella cantina di Capriglia Irpina (parliamo di 50.000 bottiglie l’anno, da 7 ettari di vigna di proprietà ed altri 4 in affitto, ad Altavilla iripina) possiede le sue terre in parte nel comune di Summonte, a 650 metri di altezza , la vigna più vecchia di impianto, su un suolo vulcanico con strati più profondi di natura argilloso-limosa, e per l’altra parte a Montefredane, appena poco più in basso (a 550 metri), due territori ben conosciuti per la produzione di alcuni dei migliori Fiano della provincia di Avellino, da quelli di Marsella a quelli di Pietracupa.

spumante brut contadino picariello 3Il Brut contadino, va subito detto, è uno spumante senza pretese (costa una dozzina di euro), ma ben fatto e di gradevolissima rusticità, perfetto per accompagnare merende estive : proviene da uve Fiano 100% vendemmiate un po’ in anticipo per preservarne acidità e freschezza e fermenta in bottiglia senza aggiunta di lieviti. Oggi, diversamente da quanto accadeva fino a poco tempo fa, è commercializzato già sboccato con il tappo di sughero, ma è ugualmente buono. Il Brut contadino non è certo però il vino più importante della casa, che , oltre a un buon Greco di Tufo, è specializzata soprattutto per i bianchi fermi da uve Fiano. Molto buoni sia il suo classico Fiano di Avellino , che viene rilasciato sempre un anno più tardi perché sia maggiormente pronto per essere apprezzato (abbiamo assaggiato il suo 2010, immediatamente prima), sia la sua selezione Particella 908 dell’anno 2012, prodotto unicamente con le uve di Summonte, un vino adatto ad una lunga conservazione. Entrambi sono nella cerchia dei migliori della denominazione e di questo territorio. Ottimo l’assaggio anche della selezione, di vibrante acidità e con la caratteristica marcatura di castagna del prete del Fiano di Summonte.

Dei bianchi parleremo, come si è detto, dopo, ma, trovandoci a parlare di Fiano e per di più di Fiano di Montefredane,non posso non modificare lievemente il programma per accennare a un altro produttore della zona, Villa Diamante. Scomparso purtroppo Antoine Gaita, esuberante vigneron di origine belga, questa piccolissima (parliamo di 6.000 bottiglie in tutto l’anno), ma prestigiosa cantina continua a produrre il suo eccellente Vigna della Congregazione, il vino che l’ha resa famosa, un Fiano molto diverso da altri anche della stessa zona, di grande complessità minerale: un vino che va atteso perché si esprima al meglio e capace di tenere gli anni come pochi altri. Abbiamo assaggiato il Vigna del 2013, ancora chiuso e bisognoso di tempo, ma di cui già si intravede la personalità, ma soprattutto ci ha colpito lo straordinario Clos d’Haut, un Fiano prodotto con le uve di una vigna in una zona più alta di Montefredane, a oltre 500 metri di altitudine, sul versante affacciato su Capriglia irpina, presa in affitto dal 2012. I suoli sono leggermente diversi da quelli della Congregazione, più sciolti, con strati di evidente origine vulcanica. Non esiterei a definire questo primo assaggio del Clos d’Haut “superbo”, in attesa di conferme in assaggi successivi e della evoluzione che verrà. Si tratta di un Fiano con un registro molto diverso da quello del Vigna della Congregazione, più fresco, di purezza davvero cristallina: un Fiano complesso, ma di entusiasmante immediatezza.

Torniamo ora alle bollicine, questa volta rosse. Sì, perché dalle diverse varietà di Lambrusco, in Emilia si producono da tempo gioiosi vini frizzanti dalla spuma rossa, di cui si parla poco e spesso con imbarazzo, ma di piacevolissima beva.

Nessuno parla del Lambrusco, se non in condizioni molto rilassate, tra amici veri, quasi ci si vergognasse ad ammettere che questo vino, fresco e profumato, gradevolmente spumoso, quando è ben fatto, possa rappresentare un vero piacere. L’immagine dei Lambruschi è quella che è : certo non sarà mai quella di un grande Barolo, vino nobile e austero per eccellenza, e, bisogna ammetterlo, in giro ce ne sono molti di qualità davvero da supermercato di fascia bassa, ma provate un Lambusco “come Dio comanda” su una fragrante mortadella degna del suo nome, dei grassi tortellini o su un classico zampone e vi sfido a trovare di meglio . Anche uno Champagne, che pure ci sta benissimo, stonerebbe tuttavia con l’allegra rusticità del suo accompagnamento.

Ed eccoci dunque ad alcuni Lambruschi davvero super.Devo ringraziare un bravissimo sommelier emiliano della Taverna Napoleone di Modena, conosciuto al Vinitaly che ci ha segnalato e fatto assaggiare alcuni di essi .

BelleiIrresistibile non potrei usare altro termine, il Lambrusco Metodo Ancestrale di Francesco Bellei.Ora questa cantina è di proprietà della famiglia Cavicchioli , nome ben noto nelle terre del Lambrusco: specializzata nella produzione di spumanti metodo classico, ha nel Lambrusco (di Sorbara, più delicato e acidulo del Grasparossa di Castelvetro) frizzante a rifermentazione naturale metodo ancestrale, la sua versione (a mio giudizio) più affascinante : secchissimo, all’olfatto lamponi, ribes e fragoline selvatiche. Delizioso come aperitivo .Una dozzina di euro di puro piacere.

Una vera delizia, da farne subito incetta, il delizioso Lambrusco Grasparossa Canova della Fattoria Moretto.

canovaDa uve Lambrusco Grasparossa in purezza provenienti da una vigna di 40 anni, posta un po’ in alto, coltivata in regime biologico (almeno da venti), ha bel colore purpureo , naso esuberante di fragoline di bosco, con note floreali (geranio) e straordinarie freschezza e piacevolezza di beva. Lo produce la famiglia Altariva,con l’aiuto dell’enologo Ferdinando Salvador. Sui 10-11 euro.

Se il Canova è stato per me una scoperta, è invece una conferma il Rimosso della Cantina della Volta 2013. Qui la bravura e la passione di Christian Bellei sono all’origine di una serie di Lambruschi di grandissima qualità, fra i quali questo Rimosso, che avevamo assaggiato per la prima volta in un ottimo ristorante di Soragna.

rimosso-schedaIl Rimosso, ottenuto dalla fermentazione naturale in bottiglia è un Lambrusco di Sorbara rubino con riflessi violacei, dal caratteristico naso di frutti di bosco, di grande freschezza e sapidità, fine e persistente al palato. Sui 12 euro.

Sono ottimi anche il Fiore di Lambrusco rosé della Fattoria Corte Manzini, il Lambrusco di Modena rosato di Cavicchioli e la riserva del Fondatore di Chiarli.

Il primo è un Lambrusco Grasparossa vinificato in rosa di esemplare fragranza e freschezza, dal piacevolissimo naso fruttato e sorso appagante, come deve essere un Lambrusco. Lo produce la cantina Corte Manzini dei fratelli Manzini, che ha in lista anche altri vini dalla stessa varietà di differenti tipologie di ottima fattura. 8-10 euro che non rimpiangerete.

Cavicchioli e Chiarli sono, al confronto, cantine di dimensioni assai maggiori, con volumi di produzione importanti, ben superiori alle 50-100.000 bottiglie delle aziende di cui abbiamo parlato finora..La prima è attiva dalla fine degli anni ’20: ha 90 ettari di vigna, dai quali ricava 10 milioni di bottiglie l’anno. I suoi prodotti più noti sono forse il Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo e il Grasparossa Col Sassoso. Molto buona anche la sua versione rosé del Lambrusco di Sorbara (10 euro), fresco e sapido, in una linea ampia e coerente di grande affidabilità.

Meno di un milione di bottiglie l’anno produce invece la cantina di Cleto Chiarli, a Castelvetro. Chiarli propone anche alcuni ottimi Lambruschi Grasparossa di Castelvetro, ma la nostra segnalazione di oggi è per due Lambruschi di Sorbara, il Vecchia Modena (appena 8 euro) e quello del Fondatore ( 8-9 euro la bottiglia). Entrambi di grande freschezza per l’apporto acido, molto fruttati, e di grandissima bevibilità. Da farne una bella scorta per accompagnare informalmente piatti rustici un po’ grassi.

Concludiamo questa prima parte con una bollicina francese (bianca).Non uno Champagne, ma un delizioso Crémant de Loire : il Bulles de Roche, Saumur brut del Domaine des Roches Neuves .

Famoso  per i suoi rossi da Cabernet franc di Saumur-Champigny, il Saumurois dà anche bianchi di grande qualità, da uve chenin blanc. Questo straordinario vitigno è sicuramente originario della Loira, della quale rappresenta una delle varietà più classiche, anche se oggi  gli ettari coltivati in Francia con  lo chenin sono sensibilmente diminuiti negli ultimi decenni. In altro servizio abbiamo parlato dell’  L’Insolite 2013 di questo Domaine , famoso per i suoi Saumur-Champigny. Oltre ai bianchi fermi, come appunto L’Insolite, dallo Chenin si producono anche ottimi Crémants.

Bulles-de-Roche -Saumur-Brut-NV smallUno di essi è appunto il Bulles de Roche di Thierry Germain, vigneron carismatico di questo territorio, nel quale si è trasferito circa 25 anni fa dal Blayais. In questo ottimo spumante, allo chenin blanc, in maggioranza (90%), si aggiungono piccole percentuali di Chardonnay e Cabernet Franc (5% ciascuno): il vino viene fatto fermentare prima in botti di uno e di due anni già impiegate per la cuvée Insolite, rifermentando poi in bottiglia seguendo il metodo classico. Si tratta di uno spumante molto secco (è a dosage zero) , con una effervescenza delicata, naso fresco di agrumi e frutta bianca, reso appena più verde da eleganti sentori di  erbe aromatiche, Uno spumante molto gradevole, adatto ad accompagnare anche la tavola, ovviamente su piatti dal sapore delicato (sui 25-28 euro in enoteca in Italia).

 

Le cantine:

 

Abate Nero,Sponda Trentina 45- 38121 Trento, www.abatenero.it

 

Balter,via Vallunga II, 24- 38068 Rovereto (Tn), www.balter.it

 

Bellei Francesco, via Nazionale 130/132, Loc. Cristo di Sorbara-41030 Bomporto (Mo), www.francescobellei.it

 

Cantina Della Volta, via per Modena 82-41030 Bomporto (Mo),www.cantinadellavolta.com

 

Cavicchioli, via Canaletto 52-41030 San Prospero (Mo), www.cavicchioli.it

 

Cavit,via del Ponte 31-38123 Trento, www.cavit.it

 

Cesarini Sforza,via Stella 9-382200 Trento, www.cesarinisforza.com

 

Chiarli, via Belvedere 8-62020 Castelvetro (Mo), www.chiarli.it

 

Colonnara,via Mandriole 6-60034 Cupramontana (An),www.colonnara.it

 

Corte Manzini,loc. Cà di Sola, via per Modena 131/133-62020 Castelvetro (Mo), www.cortemanzini.it

 

Dorigati, via Dante 5-38016 Mezzacorona (Tn), www.dorigati.it

 

Fattoria Moretto,via Tiberia 13 B-62020 Castelvetro,www.fattoriamoretto.it

 

Picariello Ciro, via San Felice 21-83010 Capriglia irpina (Av), www.ciropicariello.com

 

Revi,via Florida 10-38060 Aldeno (Tn),www.revispumanti.com

 

Villa Diamante, via Toppole 16-83030 Montefredane (Av), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Vis Amoris,strada privata Molino Javé 23-18100 Imperia, www.visamoris.it

 

Domaine des Roches Neuves, 56 blv. Saint-Vincent, Varrains, www.rochesneuves.com

 

 

(Pubblicato il 9.4.2015)




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