Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Bianchi: Nosiola trentina, Pinot bianco dell’Alto Adige e qualche friulano

 

LargillerPer i bianchi partiamo anche questa volta dal Trentino (e dall’Alto Adige), territori “bianchisti” per eccellenza . Qui sono infatti le varietà a bacca bianca a farla da padrone, ma anche i rossi sono di tutto rispetto, soprattutto quelli provenienti dalla varietà Teroldego della piana Rotaliana e dall’ uva Lagrein, nella zona di Bolzano, per non parlare, naturalmente, dei tradizionali tagli bordolesi,tra i quali non mancano quelli di ottimo livello.

 

Vorrei cominciare da una varietà autoctona, spesso trascurata, che   alcuni considerano come adatta solo per i vini “per tutti i giorni”(cosa che comunque non sarebbe affatto spregiativa), la Nosiola. Le origini di questa varietà sono ancora in gran parte ignote. Si sa di certo, però, che era presente in Trentino sin dall’epoca del concilio di Trento. Varietà “trentina” per eccellenza, dunque, è diffusa nella Valle dei Laghi, ma è presente anche in Vallagarina, nella val di Sarca e nella zona di Lavis. Oltre ad essere all’origine di una propria DOC, quella di Trentino Nosiola, e a contribuire ad altre DOC locali (ad es.Valdadige e Sorni), è ingrediente fondamentale e insostituibile del Vinsanto trentino.

 

Una cantina che sembra credere davvero in questa varietà è la Cantina di Castel Toblino, che, oltre a un eccellente Vinsanto (abbiamo di recente assaggiato il vino dell’annata 2001), produce una buona Nosiola trentina. Quella di Castel Toblino è un vino bianco delicato, dal colore paglierino scarico, naso fruttato con una sfumatura di nocciola, piacevolmente fresco e secco. Un buon vino per tutti i giorni (parliamo, tra l’altro di un vino che costa 6-7 euro la bottiglia). Castel Toblino è una operosa cantina cooperativa che ha ormai superato il mezzo secolo di vita: può contare su un’ampia superficie vitata, di circa 700 ettari, dai quali ricava una apprezzabile gamma di vini in prevalenza bianchi, tra i quali la Nosiola che ho appena citato. Di tutt’altra pasta è invece un’altra Nosiola, nata da un esperimento che evidentemente è assai ben riuscito: proviene da uve surmature di una vigna della località Argiller, da cui trae il nome, della vendemmia del 2007 (sì, del 2007) e restata per oltre cinque anni ad affinarsi in una botte grande di rovere. Un bianco   molto interessante, di buona struttura, di sorprendente freschezza, dal gusto pieno e sapido, lievemente aromatico: bei profumi floreali, grande equilibrio , ottimo sui piatti della cucina trentina (anche la carne salada). Un esperimento da ripetere. Ci ha impressionati un po’ meno , anche se si tratta comunque di una buona riuscita,la Nosiola Selezione L’Ora , ricavata da uve della stessa vigna, fatte fermentare in tonneaux di acacia da 500 litri, nei quali il vino permane per circa un anno, prima di trascorrere altri 6 mesi in acciaio e poi in bottiglia. L’apporto del legno è qui assai più avvertibile, a quasi quattro anni dalla vendemmia (si tratta di un 2011), così come quello (superiore di circa un grado) di alcol (14°). Una Nosiola comunque interessante, adatta ad accompagnare anche piatti più strutturati e carni bianche.

 

VinsantoOttimo il Vino Santo trentino (100% Nosiola). Proviene da una selezione delle migliori uve della varietà Nosiola della valle dei Laghi, sottoposte ad un lunghissimo appassimento, che dura 6-7 mesi e si protrae fino alla Settimana Santa dell’anno successivo a quello della vendemmia, coadiuvato dalla ventilazione dell’Ora del Garda. Una parte delle uve è attaccata dalla muffa nobile, che conferisce loro una ulteriore dolcezza. Anche la fermentazione dopo la pigiatura è molto lenta, potendo durare due-tre anni a causa della concentrazione zuccherina, per restare infine ad affinarsi fino a dieci anni in piccoli fusti di rovere. Il risultato è un vino giallo ambrato, con un bouquet molto fine, che si prolunga sul palato con evocazioni di frutta sovra matura, mandorle tostate, croccante, amaretto, miele. Il vino della vendemmia 2001 piacerà a coloro che amano questa tipologia di vino,capace di resistere ottimamente agli assalti del tempo. Le abitudini di consumo tendono a sacrificare sempre più i vini dolci (soffrono persino i Sauternes!), ed è un peccato, perché si tratta di vini che hanno più possibilità di abbinamento del semplice accompagnamento del dessert (è da provare anche sui bleus e sul foie gras) , e la loro qualità meriterebbe più attenzione.

 

In Alto Adige, invece, la cenerentola è il Pinot bianco, i cui vini sono spesso messi in ombra dalle più celebrate varietà aromatiche e internazionali, come il Gewürztraminer e il Sauvignon, e persino dal forse meno interessante Pinot grigio. Eppure non c’è forse varietà più tipica e gastronomicamente versatile del Pinot bianco: tutti i produttori migliori ne producono di molto valide, che meriterebbero davvero una maggiore considerazione. E di fatti l’ Alto Adige è il terroir nel quale il Pinot bianco riesce ad esprimersi meglio. La modernizzazione degli impianti, la riduzione delle rese, il miglioramento delle tecniche di vinificazione hanno permesso di produrre dei Pinot bianco molto interessanti, fra l’altro con una buona longevità, e molto adatti alla tavola.

 

VorbergUn esempio da tutti riconosciuto è il Pinot bianco riserva Vorberg della cantina di Terlano, ora in commercio con il vino della vendemmia 2012. La continuità di questo vino, anno dopo anno, è impressionante. La sua regolarità é tale che potremmo anche omettere di citarlo tutti gli anni. Diciotto-venti euro per un vino di grande piacevolezza (quello assaggiato è ancora giovanissimo) per le fresche note agrumate e di frutta bianca, ma anche complesso e molto sapido. E’ molto gradevole e ben fatta anche la versione “di base” (nella classica bottiglia renana), certo più semplice e di minor volume, ma ottimamente riuscita e dal prezzo davvero conveniente (9-10 euro euro). Un vino fresco e profumato di agrumi, attraversato da un brivido verde, di basilico.La stessa cantina produce poi anche un ottimo Terlaner, in cui il Pinot bianco non è da solo, ma comunque maggioritario (il 60%), unito a percentuali minori di Chardonnay (30%) e Sauvignon. Agrumi, frutta tropicale (ananas e melone bianco), piacevolmente sapido.Quella di Terlano è una delle più antiche cantine cooperative della provincia di Bolzano, essendo stata fondata nel 1893: si tratta di una realtà produttiva importante, con oltre 170 ettari di vigne e un volume di produzione che sfiora il milione e mezzo di bottiglie l’anno. La sua è una gamma molto ampia, che comprende tutte le varietà tradizionali della regione, sia bianche che rosse, di qualità ineccepibile, anche se, come è normale in questo territorio, con un’anima “bianchista”. Impressionante la sua selezione di Pinot bianco di Terlano datata 2002.

 

DellagoPoco distante da Terlano è la Cantina di Bolzano, altro “gigante buono” della vitivinicoltura cooperativa dell’Alto Adige: qui siamo ad oltre 300 ettari vigna e tre milioni di bottiglie l’anno, ma tutte di ottima qualità. In un prossimo servizio toccherà ai suoi rossi, ma qui voglio citare il loro Dellago, un ottimo Pinot bianco, di cui ho appena assaggiato la versione del difficile 2014. Vinificato e affinato esclusivamente in acciaio, è vino di esemplare freschezza e gradevolissima beva (sui 12-13 euro).Note di agrumi, frutta bianca e sfumature salmastre .

 

Molto buona è anche la Cuvée Anna della cantina Tiefenbrunner, nota soprattutto per il suo vino di maggior prestigio, il Feldmarschal, un Müller-Thurgau proveniente da una vigna posta a 1.000 metri di altitudine, ma anche per la sua ricca gamma di vini , bianchi e rossi, di tutto rispetto. Ho apprezzato molto la versione del 2012 di questo vino, 100% Pinot bianco, di bella tipicità, molto armonico e di grande bevibilità.

 

Come sempre, su tutti i pur ottimi bianchi della casa, spicca il Müller-Thurgau Feldmarshall von Fenner 2012, “intruso” in questa serie di Pinot bianchi, ma di cui non posso non fare cenno. Paglierino tenue, ha elegante profilo floreale, con note di agrumi e frutta bianca, di notevole sapidità minerale ( sui 20 euro).

 

La cantina Falkenstein di Frantz Pratzner a Naturno, in Val Venosta , è nota soprattutto per il suo ottimo Riesling, ma produce anche altri bianchi da varietà classiche atesine, come il Gewürztraminer e il Sauvignon, e un interessante Pinot nero, già da noi recensito. Tra questi c’é un ottimo Pinot bianco in purezza, tra quelli che ci hanno maggiormente impressionato (16 euro).Viene dalle uve di vigne alte e molto ben esposte, vinificate con tecnica ineccepibile: di esemplare bevibilità, il vino del 2012 è un vino molto “gastronomico” adatto ad accompagnare la tavola.

 

Tra i miei Pinot bianchi alto-atesini preferiti è da sempre la riserva Passion della cantina di San Paolo, già segnalata in altri servizi. Anche l’ultima assaggiata, quella del 2013, prosegue in bella regolarità sulla linea delle ultime vendemmie, risultando una delle migliori espressioni di questo vitigno, esemplare anche nel prezzo (intorno ai 15 euro).

 

Molto raccomandabile, per qualità, tipicità e prezzo, anche due bianchi della cantina Niedermayr di Cornaiano (Bolzano). Il primo è un Terlano, classico uvaggio a predominanza Pinot bianco (60%), con un quarto circa di Chardonnay e il resto (12%) di Sauvignon blanc. Si tratta dell’Hof zu Pramol 2012. Costa meno di dieci euro la bottiglia, e non dico altro: la qualità di un cru ad un prezzo da supermercato. Ottimo anche il Sauvignon in purezza del cru Naun 2013 (anche lui intorno ai dieci euro), fresco e sapido con un caratteristico brivido verde che gli viene da note molto piacevoli di basilico e di erba fresca tagliata.

 

L’ultimo Pinot bianco segnalato oggi non è dell’Alto Adige, ma del Friuli, altra regione molto vocata per i bianchi di qualità, anche se non particolarmente per quelli da uve Pinot bianco.

AnzelinQuello di cui sto per parlarvi, il Pinot bianco 2013 della cantina Anzelin, è invece un ottimo Pinot del Collio: ha struttura, è piacevolmente succoso, appagante, nonostante il generoso apporto di alcol. Davvero una bella bottiglia, per appena dieci euro o poco più. Da provare. Dello stesso produttore (la cantina si trova a Cormons, in provincia di Gorizia, in località Plessiva a ridosso del valico italo-sloveno) ho apprezzato anche l’interessante Friulano della stessa annata. Anno dopo anno, la famiglia Anzelin ha costruito la sua piccola proprietà riscattando dei terreni coltivati in mezzadria e acquistandone altri: oggi dispone di dieci ettari a vigna: parte su suoli arenacei-marnosi, parte più ciottolosi.

 

Prima di lasciare definitivamente l’Alto Adige non posso non citare , tra i migliori assaggi recenti di vini bianchi, alcuni altri da altre varietà. Non si tratta davvero di una sorpresa, ma anche quest’anno i Riesling di Castel Juval sono tra quelli al vertice nella Val Venosta e in tutto l’Alto Adige. E’soprattutto nella Val Venosta e nella Valle Isarco che questa importante e classica varietà dà il meglio di sé, anche se recentemente ci sono buone riuscite anche in altre regioni , come le Langhe. La Tenuta Unterortl-Castel Juval è di proprietà del noto scalatore Reinhold Messner. Si trova a Castelbello Ciardes: dal punto di vista dimensionale è una piccola cantina, superando di poco la produzione di 30.000 bottiglie l’anno, ricavate da circa quattro ettari di vigna. Pur producendo anche un ottimo Pinot bianco e un interessante Pinot nero, è però al Riesling che questa cantina, affidata a Gisela e Martin Aurich, deve la sua notorietà. E’ molto buono il Val Venosta Riesling “ di base” 2013: di colore paglierino, offre al naso note di agrumi, frutta bianca, di pino, è gradevolmente citrino sul palato (tra i 15 e i 18 euro la bottiglia).

riesling-windbichelMa il gioiello della casa è il Riesling Windbichel, che Castel Juval mette in vendita un anno dopo (è infatti del 2012) .Fresco e vibrante, il naso agrumato è arricchito e reso complesso da note floreali e sfumature d’erba; sul palato è molto armonico ed elegante (20-22 euro).

 

 

Viene invece dalla Valle Isarco l’eccellente Kaiton, il Riesling di Peter Pliger, un vero specialista di bianchi dell’Alto Adige. Pur in una gamma in ogni senso esemplare, ci sono particolarmente piaciuti, oltre al Riesling, il Veltliner e il Sylvaner, di cui abbiamo assaggiato in anteprima le versioni del 2014. L’azienda di Brigitte e Peter Pliger, la Kuenhof , possiede oggi sei ettari di vigna , su suoli costituiti da sabbie argillose e rocce scistose. Siamo a poca distanza da Bressanone e dall’Abbazia di Novacella, a cui venivano conferite le uve fino al 1989. Qui la famiglia Pliger aveva acquisito, agli inizi dell’800, un antico maso che era appartenuto al Vescovo di Bressanone. I Pliger imbottigliano in proprio dal 1990 , in tutto 30-35.000 bottiglie l’anno , di vini solo bianchi delle varietà tipiche dell’Alto Adige (ai tre menzionati va aggiunto il Gewurztraminer). Kaiton KuenhofNotevole il Riesling Kaiton, regolarmente tra i migliori della regione: un vino intenso, di esemplare armonia, ricco e minerale, avvolgente e sapido sul palato. Ottimi anche il Veltliner e il Sylvaner, tra i migliori assaggiati in questo territorio, entrambi di purezza cristallina. Ovviamente ancora giovanissimi, si esprimeranno al meglio tra qualche tempo (almeno un anno).

 

Non distante dalla cantina dei Pliger, a Varna, è Pacherof, di Andreas Huber, altra realtà molto interessante di questa parte della Valle Isarco. Si tratta di un antico maso del XII secolo, con una bella tenuta, nella quale è anche un albergo. Otto gli ettari di vigna , ad una altitudine di 6-700 metri,piantati su suoli di origine morenica, sabbioso-ghaiosi. Qui si producono alcuni bianchi da varietà tipiche di grande qualità. Tra i vini della vendemmia 2014 assaggiati in anteprima, mi sono piaciuti molto il Kerner , come al solito piacevolmente agrumato e minerale: al naso frutta bianca ed esotica, ed erbe aromatiche. Sul palato risulta di grande freschezza e sapidità (12 euro). Molto riuscito anche il Müller-Thurgau, al quale Huber aggiunge un saldo di Riesling, molto aromatico e di gradevolissima beva (10 euro circa).

 

Per concludere questa puntata, parliamo ora un po’ di Friuli. Mentre in Alto Adige (con eccezioni) prevale un approccio basato soprattutto sulla esaltazione delle singole varietà, in Friuli alcuni dei vini migliori sono piuttosto dei blend di varietà diverse.

 

KeberIl prototipo di questo diverso approccio è per me il Collio bianco di Edi Keber.Quello di Keber, vignaiolo eccelso di Cormons, è esemplare per armonia ed eleganza. Il vino del 2013 è un blend che non potrebbe essere più tipico, basato principalmente su uve Friulano (70%), con aggiunte di altre due varietà regionali, la Malvasia istriana e la Ribolla gialla (15% ciascuna). Si tratta di una versione tra le meglio riuscite di questi ultimi anni, pur se si tratta di un vino dalla impressionante regolarità. Ha colore paglierino luminoso, all’olfatto è complesso, con note di frutta bianca, agrumi e kiwi, è intenso e di rara purezza sul palato. Lunghissimo.Poco più di 15 euro per una bottiglia di questa meraviglia.

 

Sono egualmente dei blend di uve bianche friulane il Pomedes di Scubla e il Broy di Collavini.

 

La Collavini è una azienda ormai più che secolare, essendo stata fondata nel 1896, di Corno di Rosazzo, nel Collio. La superficie vitata è tra le più ampie della regione, con oltre 170 ettari , che ovviamente le permettono di raggiungere volumi importanti.

broyIl Collio bianco Broy (50% Friulano, 30% Chardonnay e il resto Sauvignon) del 2013 è intenso e balsamico, con note di agrumi e frutta tropicale ed evocazioni di erbe mediterranee, sul palato è sapido e lungamente persistente. Purtroppo il prezzo è decisamente più elevato (tra i 35 e i 40 euro la bottiglia in enoteca).

 

Il Pomedes di Scubla è invece costituito principalmente dalla varietà Pinot bianco (65%), con l’aggiunta di un quarto circa di Friulano e il restante 10% di Riesling renano.

PomedesQuello del 2012 (qui siamo nei Colli Orientali) é’ un bianco potente, sostenuto anche da un notevole apporto alcolico (siamo sui 14°). Ricco e speziato al naso (affina in parte in tonneau) , con evocazioni di agrumi, pesche e frutta tropicale, è intenso e caldo sul palato. Circa 22-23 euro la bottiglia.

 

Le cantine

 

Anzelin, loc. Plessiva 4-34071 Cormons (Go), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Cantina di Bolzano,piazza Gries 2- 39100 Bolzano, www.cantinabolzano.com

 

Cantina di Terlano, via Silberleiten 7- 39018 Terlano (Bz), www.cantina-terlano.com

 

Castel Juval-Tenuta Unterortl, fraz. Juval 1B- 39020 Castelbello/Ciardes (Bz), www.unterortl.it

 

Castel Toblino,via Longa 1. Fraz. Sarche-38072 Calavino (Tn), www.toblino.it

 

Collavini, via della Ribolla Gialla 2-33040 Corno di Rosazzo (Ud), www.collavini.it

 

Falkenstein,via Castello 15- 39025 Naturno (Bz), www.falkenstein.bz

 

Kuenhof, loc. Mara 110- 39042 Bressanone (Bz), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Niedermayr, via Casa di Gesù 15-39067 Cornaiano (Bz), www.niedermayr.it

 

Pacherof, viale Pacher 1. Fraz. Novacella- 39040 Varna (Bz), www.pacherhof.com

 

Scubla, via Rocca Bernarda 22-33040 Ipplis di Premorlacco (Ud), www.scubla.com

 

St. Pauls, via Castel Guardia 21- 39050 San Paolo Appiano (Bz), www.cantinasanpaolo.com

 

Tiefenbrunner, via Castello 4 Niclara- 39040 Cortaccia (Bz), www.tiefenbrunner.com

 

(Pubblicato il 18.4.2015)

 

 




 Privacy Policy