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drink different

La bottiglie Q/P

In questa rubrica segnaliamo, di volta in volta, quei vini che ci sono piaciuti (e ripiaciuti negli assaggi successivi) e che possono essere acquistati con tranquillità a prezzi più che ragionevoli ( di norma non più di 10 Euro la bottiglia) nei negozi specializzati. Sono questi i vini che si ha piacere di avere sulla tavola di ogni giorno e che possiamo comunque bere in una cena tra amici.

Di volta in volta segnaleremo vini di regioni diverse, dal momento che il nostro paese , pur non mancando i cattivi esempi, di vini che costano irragionevolmente, molto al di là del loro effettivo valore, può ancora vantare, in tutto il territorio, una vasta gamma di vini di qualità a prezzi competitivi.

Di norma Piemonte e Toscana sono rappresentate , nell’opinione pubblica e nelle Guide, come l’aristocrazia del vino italiano. Questo è indubbiamente vero. Almeno a giudicare, di anno in anno, dal numero dei vini premiati che provengono da queste regioni (il divario sarebbe però minore se semplicemente non si prendessero in considerazione i Barolo e i Brunello di Montalcino, che da soli costituiscono il 40% dei vini collocati al top delle gerarchie vinicole nazionali). Tuttavia sarebbe sbagliato ritenere che in queste regioni manchino esempi di vini che, pur non toccando i vertici dei loro vini più aristocratici, possono ben fare parte del gruppo dei vini Q/P.

Per la Toscana, ad esempio, la Maremma è una vera miniera : tra questi vini mi piace ricordare, anche per la sua continuità qualitativa, un Morellino di Scansano base, che abbiamo provato nella versione del 2009,dal colore rosso rubino con riflessi violacei, dal profumo fruttato intenso, fresco sul palato, di grande piacevolezza (9 Euro). E’ prodotto da una Azienda esemplare, la Fattoria Le Pupille di Elisabetta Geppetti, a Istia d’Ombrone (a un tiro di schioppo da Grosseto), Questa azienda produce uno dei migliori Morellini in assoluto (il Poggio Valente, un Morellino di Scansano riserva, di cui è ora disponibile la vendemmia 2007, in cui è il Sangiovese a farla da padrone assoluto, con piccole percentuali di malvasia nera ed alicante, senza gli ormai consueti apporti compiacenti di Merlot) , un Supertuscan di notevole livello, il Saffredi, da vitigni internazionali (cabernet sauvignon, merlot e un po’ di alicante), va da sé notevolmente più costosi, e ha mostrato di saperci fare anche con i vini bianchi, anche se non è la sua specialità.

Per quanto riguarda il Piemonte, non sarebbe certo difficile trovare dei vini che rispondano perfettamente ai requisiti che ci siamo proposti di cercare, ad es. nel Monferrato, nel Roero, oppure tra i tanti Dolcetti (grandi vini, che in altre regioni farebbero furore, ma oscurati da tanta abbondanza regionale). Mi piace però citare un piccolo vino del Piemonte settentrionale , che pure ha notevoli tradizioni enologiche (basti citare il Gattinara in primis, il Carema, il Lessona o il Ghemme), ma che spesso viene considerato come la serie cadetta della regione, e per di più un vino bianco, che, in una regione di grandi rossi significa aggiungere un altro handicap a quello precedente. Ecco allora l’Erbaluce di Caluso di una operosa azienda del Canavese, la Orsolani di S. Giorgio Canavese (www.orsolani.it), che , oltre al vino da noi scelto, l’Erbaluce di Caluso La Rustia (10 Euro), un bianco elegante, minerale , profumato al naso con piacevoli nuances “verdi”, e sapido in bocca, produce anche un Erbaluce base , che avremmo potuto scegliere senza difficoltà, che costa ancora meno, un ottimo Caluso passito, e- udite, udite- un piacevolissimo spumante , sempre da uve Erbaluce,fresco , con un bouquet intenso di fiori, piacevolissimo per le cene estive (di minor interesse, almeno per noi, i rossi, pur più che corretti, in catalogo).

Ci rendiamo conto che è un po’ banale, vista la notorietà dei vini di questa Azienda dell’Alto Adige, che hanno, tra l’altro anche un’ottima distribuzione sul territorio nazionale, ma come dimenticare, in questa rapida rassegna, la Cantina di Terlano, che ormai sta per toccare i 130 anni di attività e che, con i suoi 150 soci e i suoi 140 ettari, ha una volume di produzione di oltre un milione di bottiglie. Tra le tante sue gemme, ci piace segnalare il suo Terlano, un buonissimo vino bianco, di grande tipicità territoriale, derivante da un uvaggio di uve pinot bianco, chardonnay e sauvignon (intorno agli 8 Euro la bottiglia), di grande freschezza, dai profumi intensi di frutta bianca e fiori di montagna. L’Azienda è famosa soprattutto per i suoi vini bianchi, pur se produce anche degli ottimi rossi   (Lagrein, Merlot, Pinot nero; ricordate il Porphyr, da uve Lagrein, un vino sanguigno che rispecchia perfettamente il nome , del quale quest’anno è stata effettuata una interessante verticale sulle ultime dieci vendemmie). A parte i vitigni “nobili” come il Gewurztraminer, lo Chardonnay e il Sauvignon, ci piace segnalare la valorizzazione che questa Azienda (www.kellerei-terlan.com) ha fatto di un vitigno generalmente poco considerato, il pinot bianco. In Alsazia dicono che una vendemmia è buona quando è buono persino il pinot bianco, il che non lascia presagire un giudizio troppo positivo sui vini da pinot bianco. Ma provate la riserva di Pinot bianco Vorberg, oppure anche semplicemente il Pinot bianco base: grande vino il precedente, ma grande piccolo vino anche l’altro, che, con i suoi 7 Euro, ha qualità da vendere.

Scendiamo a Sud, in Campania , soprattutto in Irpinia (ma non solo), dove imperano i vini bianchi , da Greco di Tufo, Fiano, l’ormai inflazionata Falanghina beneventana e l’ancor poco conosciuta Coda di Volpe , e i vini rossi da uve aglianico, soprattutto, piedi rosso e le molte altre uve minori che non possiamo qui elencare, di cui è ricco il territorio di questa regione: qui i vini di grande qualità a piccolo prezzo non mancano certo, anche se i prezzi, in questi ultimi tre anni sono saliti. Proponiamo allora un piccolo grande vino bianco , proveniente da un vitigno autoctono “minore”, la Coda di Volpe, le cui uve erano tradizionalmente utilizzate come complementari, in piccole percentuali, per i vini più importanti (Greco di Tufo e Fiano di Avellino). Ora comincia ad essere proposto in purezza, e, tra i primi a farlo (forse il primo , a mia conoscenza, ma mi perdonerete un minimo di incertezza) è stato un produttore irpino, la cui azienda, Vadiaperti, è situata in un comune che rappresenta un vero e proprio cru per i grandi bianchi irpini, Montefredane: pensate, a poca distanza, ci sono altre due aziende che hanno fatto grande il Fiano di Montefredane, Pietracupa e Villa Diamante.

 

VadiapertiLa Coda di Volpe di Vadiaperti (www.vadiaperti.it) è un piccolo gioiello. Freschezza fruttata , con avvertiti toni agrumati di grande eleganza, per 7-8 Euro. Ma Vadiaperti, ora guidata dal figlio , Raffaele, di quell’Antonio Troisi, noto a tutti come “o Professore”, purtroppo scomparso , che fu un grande personaggio del vino campano, produce ben altri gioielli, il Fiano Aipierti e il Greco di Tufo Tornante, vini difficili, all’inizio ritrosi, ma di notevole personalità, capaci di evolvere per decenni come un grande Resling. Vini del Nord, più che del Sud, per certi aspetti, ma che mantengono un timbro più solare che li contraddistingue.

 

 

Ora un rosato, e naturalmente viene dalla Puglia, la regione che più di ogni altra ha saputo valorizzare questo tipo di vino. Il Girofle, dell’Azienda Monaci di Copertino (www.aziendamonaci.com) , in provincia di Lecce (8 Euro), seduce fin dallo sguardo, con il suo colore rosa corallo brillante, dal naso inebriante di toni fruttati, fresco, ma anche complesso, da uve negroamaro 100%, conferma la grande vocazione di questo vitigno autoctono pugliese per la vinificazione in rosa. Un vino perfetto per una zuppa di pesce delicata, per una cena estiva, per accompagnare del prosciutto un po’ sapido, ma anche una tiedda pugliese di patate , riso e cozze. L’Azienda Monaci produce però anche vini rossi di non trascurabile interesse, come il classico Copertino Eloquenzia , anch’esso al 100% da uve Negroamaro, e soprattutto Le Braci, un grande rosso che compete con i migliori vini rossi da uve Negroamaro, che, dal Patriglione al Graticciaia hanno contribuito a modificare tanti pregiudizi sulle possibilità di questa regione di produrre grandi vini.

Infine un vino siciliano che amiamo molto, il Cerasuolo di Vittoria, un vino della grande tradizione isolana, per qualche tempo oscurata dall’ubriacatura per i vitigni internazionali. Per carità, la Sicilia produce eccellenti vini da uve Cabernet, Chardonnay e ora anche Syrah, vini che non sono più semplicemente varietali, ma che sono col tempo divenuti capaci di esprimere sempre più il territorio, ma la nostra preferenza va ai vini di quei sorprendenti vitigni autoctoni, come il Nerello mescalese, il Frappato e il Nero d’Avola, per citare solo quelli a bacca rossa, che hanno dato vita a una serie praticamente senza fine di nuovi grandi vini siciliani dal sapore antico . Come questo Cerasuolo di Vittoria dell’azienda Gulfi (www.gulfi.it) , di Chiaramonte Gulfi (Rg), esemplare per freschezza, sapidità ed eleganza fruttata. Tutt’altro che cerasuolo di colore, direi se mai di ciliegia nera, lievemente vivace, quando è fresco di vendemmia, è un vino che si può piacevolmente bere a temperatura di cantina, specie nella stagione estiva, perfetto complemento di una zuppa di cernia ((in proposito abbiamo ricordi estivi meravigliosi).Molto interessanti, ma di prezzo ovviamente molto maggiore, e perciò fuori di questa selezione, i rossi di questa Azienda, entrambi da Nero d’Avola(il Nero Maccarj e il Nerobufalefj), che nulla hanno da spartire con i tanti vini a base di Nero d’Avola modaioli che in breve tempo hanno riempito il mercato.

 

Vini esteri:

Concludiamo questa prima incursione nel mondo dei vini buoni a prezzo amico, con la scheda di un piccolo vino francese, un Corbières della Languedoc, una regione enologicamente Cenerentola della blasonata Francia, ma che ora sta notevolmente crescendo per merito di una nuova generazione di giovani viticultori coraggiosi. Un vero vino da osteria, dal nome curioso, che è tutto un programma, Eternel Antidépresseur della Cave d’Embres- Castelmaure: da uve locali tipiche (naturalmente Grenache noir, 50%, e Carignan, 30%, con un 10% rispettivamente di Cinsault e Syrah).Rosso violetto brillante, con profumi intensi di frutti rossi di rovo,di grande freschezza e seduzione, con tannini molto morbidi, ciò che gli consente di essere degustato a una temperatura più bassa (15°), con piacevoli note balsamiche di finocchio selvatico. Il 2008 è perfetto su un salume campagnolo, su frittate rustiche,ma anche su carni bianche e rosse non troppo speziate. L’etichetta, che raffigura in gruppo le donne (ovviamente sorridenti) che lavorano nell’Azienda, merita di essere riportata per intero:

Eternel« Que faites-vous avec cette bouteille dans la main ? Quoi, vous buvez encore du vin ? Quelle honte ! Mauvais Français, citoyen de seconde zone ! Vous ne le saviez pas ? Désormais, c'est avec des pilules qu'on trinque : anxiolytiques, tranquillisants... c'est tellement plus moderne ! Vive le bonheur chimique ! Bien venue chez les nouveaux moralistes, au pays étriqué, frileux des prohibitionnistes où l'on s'abreuve sur écran plat de pensée inique, où l'on s'ennuie mais à risque zéro, où l'on a peur de tout, de la vie, de la chair et du plaisir. Vive l'abstinence !

Allez, sans rancune, messieurs les censeurs ! Santé ! C'est sûrement en pensant à vous que la Nature, généreuse, nous a offert en 2008 ce jus subversif, cette « drogue » gaie et insolente, antique remède à la bêtise passagère des hommes, éternel antidépresseur... »

Quella di Embres et Castelmaure (www.castelmaure.com) é una moderna cave cooperativa , nel cuore del Pays cathare, una azienda tecnologicamente innovativa, ma rispettosa dell’ambiente, diretta dal dinamico Patrick de Marien. Produceuna serie di vini di grande pulizia e precisione, che le hanno permesso di affermarsi come una azienda pilota nella regione di Corbiéres. Il suo N: 3 è il vino di punta, al quale si affianca, per il rapporto qualità prezzo eccellente La Grande Cuvée (Pubblicato il 19.12.2010).

 

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