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drink different

Diano d'Alba Lepre 2015 di Fontanafredda per la tavola di tutti i giorni

La-LepreSiamo ancora nella fascia dei 10 euro o poco più: non troppi per una buona bottiglia di vino giovane, ma che può conservarsi senza problemi per altri due o tre, da bere con semplicità su spuntini informali in allegra compagnia, saporiti piatti regionali, salumi e formaggi non troppo stagionati. E’ un Dolcetto, o Dosset, come lo chiamano in Piemonte: nome che non tragga in inganno. Il vino è assolutamente secco. Sono le uve da cui è tratto che sono dolci e la scarsa acidità crea l’attesa di un vino dolce.

Quella del Dolcetto è una delle varietà più popolari e più diffuse del Piemonte: si trova nelle Langhe, ma anche nel Monferrato (ad Acqui e Asti), e “da sempre” in Liguria, dove era ritenuta autoctona e chiamata anche Ormeasco. Dà vini uncomplicated, fruttati, di fresca e gradevole beva, anche se vi sono eccezioni, nelle quali ha più struttura e quasi nebbioleggia. Non a caso era una delle preferite del grande Luigi Veronelli. Quella di Diano d’Alba (ora anche DOCG, semplicemente con il nome di Diano d’Alba, da non confondere con la DOC Dolcetto di Diano d’Alba) è una delle numerose denominazioni dei Dolcetto piemontesi. Nelle Langhe, oltre ad essa, vi sono quelle di Dolcetto d’Alba, di Ovada, di Dogliani (anch’esso con una DOCG denominata solamente Dogliani), e poi il Dolcetto delle Langhe Monregalesi, e ancora quelli di Acqui e Asti. Il Dolcetto di Diano d’Alba è un po’ una via di mezzo tra i vini più ricchi di Alba e Dogliani, e quelli più leggeri del Monferrato e delle Langhe Monregalesi . Le versioni liguri sono spesso meno fruttate, più erbacee e salate, ma ugualmente piacevoli se ben vinificate.

Il Diano d’Alba Lepre di Fontanafredda 2015 non fa eccezione rispetto ai suoi confratelli: è un vino rosso piacevolissimo, fruttato, che va bevuto a temperatura di cantina (15-16°), in bicchieri a calice non esageratamente ampi (niente vasche da pesci!). Colore porpora, all’olfatto frutti di bosco (mora, lampone) e ciliege nere, una fresca vinosità, bella polpa, tannini morbidi, un sorso di grande godibilità.

Fontanafredda è una garanzia: il suo nome è legato alle origini più nobili del vino piemontese, col suo Barolo. Iscritta al patrimonio di Vittorio Emanuele di Savoia nel 1858, che ne fece dono alla Bela Rosin, Rosa Vercellana, una popolana della quale si era innamorato. Vent’anni dopo il figlio del Re e della Bela Rosin, Conte di Mirafiore, iniziò un’attività commerciale che prosegue ancora oggi, con la nuova proprietà Farinetti. Gli ettari vitati sono 85, il volume di produzione annuo importante (7 milioni e mezzo di bottiglie complessive). Il Dolcetto Lepre è prodotto con uve provenienti esclusivamente nel comune di Diano d’Alba, in una vigna esposta a est, a 270-300 metri di altitudine, su un suolo di origine miocenico-elveziana, ricco di marne calcaree. Vinificato e affinato esclusivamente in acciaio .




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