Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Non confondetelo col Sangiovese: il Ciliegiolo maremmano Vallerana Alta di Antonio Camillo

Ciliegiolo2Non capita spesso che ci occupiamo di Ciliegiolo. Si tratta di una varietà di uva da vino molto interessante, presente in diverse regioni italiane, soprattutto in quella centrale : naturalmente in Toscana, dove è stato a lungo confuso con il Sangiovese, in Liguria e Umbria, ma anche in Lazio e in Puglia (nella quale- sorpresa! -c’è la maggiore estensione di ettari di vigna con questa varietà), in Abruzzo e in Campania. Nella maggior parte dei casi utilizzato come varietà complementare, da aggiungere ad altre uve (ad es. nel Chianti o in Umbria), il Ciliegiolo comincia ad essere vinificato in purezza, con ottimi risultati, da alcuni produttori.

In altre puntate di questa rubrica abbiamo parlato di quello umbro di Leonardo Bussoletti e del Ciliegiolo maremmano, di Sassotondo. Questa volta a colpirci è stato un altro ciliegiolo maremmano, di una azienda non lontana da Sassotondo, quello di Antonio Camillo. Dopo aver lavorato in un’altra cantina maremmana, nota soprattutto per il suo Morellino, Poggio Argentiera, prima come trattorista, poi come agronomo e cantiniere, aveva però il desiderio di produrre un vino col suo nome in etichetta. Cominciò così col prendere in affitto un appezzamento di 5-6 ettari e a produrre qualche migliaio di bottiglie di un vino che chiamò auguralmente “Il Principio”. Poi, in società con Giampaolo Paglia, allora proprietario di Poggio Argentiera, costituì la Antonio Camillo srl per lanciarsi nella sua sfida più grande: il vino del quale mi accingo a parlare, il Vallerana Alta, un ciliegiolo di grandissima qualità, prodotto con le uve di una vigna di quattro ettari posta a 350 metri sul livello del mare vicino Capalbio, dove l’escursione termica legata all’altitudine, ai boschi e alle brezze del mare, gioca un ruolo decisivo. Dopo aver convinto i fratelli Rovai, che fino a quel momento avevano ceduto le proprie uve alla cantina sociale, a vendergli la materia prima, nel 2008 fu pronto a uscire con la nuova etichetta, che riporta orgogliosamente il nome di quello che può senza dubbio essere considerato un cru del ciliegiolo maremmano.

Ho assaggiato ora il Vallerana Alta del 2014: un’annata certo non particolarmente felice per il vino italiano, ma , come suol dirsi, la classe non è acqua, e infatti il ciliegiolo di Camillo ha freschezza, frutto, bevibilità. E’ un rosso molto fine e persistente, dai tannini fitti, per nulla rudi, con richiami di frutti di bosco, macchia mediterranea, sul palato spezie dolci e bella concentrazione. Costa in enoteca sui 18 euro.

Camillo produce ora , con gli 8 ettari di vigna in affitto e le uve acquistate da altri agricoltori della zona, altre quattro etichette, oltre al Vallerana Alta:un altro Ciliegiolo più semplice, appunto il Principio, un Morellino di Scansano, e due bianchi, da uve Vermentino e Procanico, tutti da vecchie vigne.

Ma è dal Ciliegiolo che Antonio Camillo ha finora avuto le sue maggiori soddisfazioni: una varietà che conosce bene, essendo cresciuto nel grossetano, e avendo a lungo lavorato a Poggio Argentiera. Il Ciliegiolo è una varietà a lungo sottovalutata, forse anche perché di rado riconosciuta nella sua identità. Confusa con il Sangiovese, nel Chianti e nella zona del Brunello, dove era chiamato anche Brunellone, in altri territori con la Grenache o l’Aglianicone (in Campania), con le quali ha poco da spartire, il Ciliegiolo trova probabilmente il suo habitat migliore in Maremma, soprattutto nelle zone interne, più che sulla costa, e sui suoli vulcanici, ricchi di minerali ben drenati. Robusto e vigoroso, matura abbastanza precocemente (molto prima del Sangiovese), ha il suo tallone d’Achille, se così si può chiamare, nell’acidità relativamente scarsa , che, associata alla generosità in alcool tende talvolta a slittare verso la dolcezza. Non però quello migliore, che può giovarsi di un clima più fresco e ben ventilato, come il Vallerana Alta.

Antonio Camillo viticultore, Località Pianetti di Montemerano, 58014 Manciano (GR). Contatti: E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., Tel: 339 152 5224.




 Privacy Policy