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drink different

Cuprese, il vino camaleonte

Cuprese 2Immagino che anche il pubblico più avvertito sia rimasto di stucco, in occasione dell’ultimo Merano Wine Festival, all’assaggio, proposto dalla cooperativa vinicola Colonnara di Cupramontana, di una bottiglia del loro Verdicchio Classico Superiore dei Castelli di Jesi Cuprese, e dello spumante metodo classico da uve verdicchio Luigi Ghisleri , entrambe del 1992. La mia sorpresa è stata assai minore, avendo avuto l’occasione di partecipare alcuni mesi prima ad una entusiasmante verticale di Cuprese dal 2015 (ultima vendemmia), al 1991. (Nella foto accanto: i bicchieri con i Cuprese delle annate degustate, le ultime a destra, più avanti, sono quelle più vecchie).

Che il Verdicchio di questa zona sia una varietà straordinaria, capace, tra gli altri suoi pregi, di affrontare ottimamente lo scorrere degli anni, è ben noto agli amanti del vino, ma certo ventisei anni dalla vendemmia non sono pochi neanche per un grande rosso da invecchiamento. Il Cuprese è davvero un vino camaleonte, capace di mutare profondamente pelle nel corso del tempo. Pur buono, mai troppo appariscente al momento del rilascio, come un grande fondista, comincia lentamente a superare gli avversari più veloci sulla linea di partenza e ad arrivare al traguardo in splendida solitudine. Così è stato anche durante la nostra verticale. Il vino del 2015 era certo un ottimo Verdicchio, ma ancora un po’ reticente, con un naso delicato di mandorla fresca e fiori bianchi, fresco e minerale. Ben diverso da quello di appena due vendemmia prima (l’annata 2013), più dorato nel colore, quasi cremoso, con note di cera, e ancor più dal Cuprese 2002, una vera sorpresa , proveniente da un’annata che siamo abituati a catalogare come una delle peggiori di questo inizio secolo: un Verdicchio ancora vibrante, di incredibile freschezza, a 15 anni dalla vendemmia, per finire in crescendo con gli splendidi 1999 e 1991.

Cuprese 99 e 91Che gioia questo 1991, che avrebbe visto sparire tranquillamente nella sua scia molti rossi accreditati di spiccata longevità: rosmarino, note resinose (pigna di tuia), scorza di arancia, canfora, un naso di incredibile complessità su un corpo di notevole purezza ed eleganza. (Nella foto a sinistra, le bottiglie dei due Cuprese 1999 e 1991).

Questa inusuale digressione su annate precedenti ( e di molto), che sono stato a lungo incerto se collocare più appropriatamente nella rubrica de “La bottiglia dell’antiquario”, è solo per sottolineare il valore di questo vino, di fronte al quale i 7-10 euro con i quali è possibile acquistarlo in enoteca, appaiono davvero un grosso affare. Prodotto per la prima volta nel 1985, con uve Verdicchio 100% provenienti da vigne situate in zona collinare e pedemontana nei comuni di Cupramontana, Maiolati e Staffolo, a 350-500 metri sul livello del mare, caratterizzate da suoli di medio impasto, con un’alta percentuale di sabbia e argilla, di origine marina, il Cuprese è un Verdicchio Classico Superiore dei Castelli di Jesi di esemplare equilibrio, dotato di una salda struttura, intensamente minerale, quasi salato, molto adatto ad accompagnare molti piatti, ma che eccelle sulla cucina di mare. verdicchio-jesi-cuprese-2013-colonnaraPotrete apprezzarlo appieno , fresco, ma non freddo per alcuni anni: un vino da acquistare in assoluta tranquillità, senza l’ansia di doverlo consumare nel più breve tempo possibile. Se disponete di un luogo idoneo per farlo, provate a conservarne qualche bottiglia, per stupire voi stessi e i vostri amici quando aprirete la classica bottiglia “dimenticata” in cantina.

Ottimo vino il Cuprese, affidabilissima cantina quella della cooperativa Colonnara, che lo produce: nata nel 1959 per iniziativa di 19 agricoltori, ha oggi 110 soci e può contare su 120 ettari di vigna nel territorio di Cupramontana, con un’antichissima tradizione di coltivazione della vite, che risale all’epoca romano-longobarda, pazientemente ripristinata e rinnovata dai monaci benedettini nel Medioevo. Qui il Verdicchio è di casa e ha una spiccata vocazione per la spumantizzazione. Colonnara, insieme per i suoi bianchi fermi da uve Verdicchio (oltre al Cuprese, il Tufico,il Lyricus), ai quali si aggiungono quelli da altre varietà locali, come il Pecorino, la Passerina e il Bianchello, ed alcuni rossi, anch’essi molto affidabili, è conosciuta anche per i suoi eccezionali spumanti metodo classico : in altra occasione abbiamo già parlato del suo Luigi Ghisleri e della sua ammiraglia, la riserva Ubaldo Rosi millesimata, affinata 60 mesi sui lieviti, un fuoriclasse della categoria. La cooperativa Colonnara produce (dal 1970) pure alcuni spumanti metodo Charmat, tra i quali il Cuvée Tradition, di maggiore accessibilità, anche per un consumo quotidiano, avendo un costo assai più contenuto.

Colonnara Società Cooperativa Agricola,via Mandriole 6, 60034 Cupramontana (AN), www.colonnara.it




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