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drink different

Kratos, il Fiano del Cilento di Luigi Maffini

kratos-luigi-maffini Sulla magnifica terrazza sul mare de “Il cefalo”, ristorante-residence di Ogliastro Marina, mentre si succedono sul tavolo piatti della grande tradizione cilentana , dalle alici crude in ciampinotto, con insalatina al profumo d’arancia, alla zuppa di fagioli borlotti con gli sconcigli e una zuppa di pesce, nella quale campeggiano lo scorfano e la lanterna, il Kratos della nuova vendemmia di Maffini è una vera delizia.

Appena imbottigliato, ha la piacevolezza della gioventù, non ancora la complessità del vino che si è completamente assestato dopo una lunga permanenza in bottiglia, come il Kratos del 2015 che ho bevuto la sera prima a casa, magnifico nella sua maturità, ma bisogna solo attendere. Il Kratos è- per così dire- il vino di entrata della gamma, non amplissima, ma di grande spessore, di Luigi Maffini, vignaiolo di culto di un Cilento che sembra ormai uscito dall’oblio, e di anno in anno è diventata una delle regioni vitivinicole più interessanti della Campania. Maffini, personaggio un po’ scontroso, all’inizio forse anche un po’ scostante, ma che diventa , man mano che la conoscenza reciproca aumenta, più accessibile, è un vignaiolo di razza. I suoi rossi, a cominciare dal Cenito, un Aglianico che non ha solo la forza solare di questa regione,ma anche insolita finezza, al Kleos, difficile da pensare come un “secondo vino”, sono tra i migliori cilentani. Ma il genio di Maffini è soprattutto bianco. Il suo Pietraincatenata, un Fiano di stile borgognone, probabilmente il vertice dei vini bianchi cilentani, non offusca però questo Kratos, dalla incredibile continuità qualitativa. Un bianco teso, di grande precisione e mineralità, sapido e succoso, che migliora col tempo (l’optimum, secondo annata, si raggiunge tra i 3 e i 4 anni dalla vendemmia), ma anche di grande accessibilità a un anno di vendemmia, quando prevalgono i toni fruttati e floreali : un autentico smart-buy wine, che vale per intero i suoi 12-15 euro che occorrono per comprarlo. Dodici gli ettari vitati di proprietà, tra Castellabate, nucleo originario dell’azienda familiare, dove sono quattro ettari, con la prima vigna acquistata dal padre di Luigi , Pietro, un agronomo di origine emiliane, al Cenito di San Marco di Castellabate nel 1971 e quella acquisita, nello stesso comune, nel 1994, e Giungano, in collina , dove sono gli altri otto ettari e   dove Maffini ha trasferito la sua nuova cantina. Che dai Maffini ci fosse vino buono lo sapevano tutti, anche se il vino era ancora venduto sfuso, non imbottigliato. A fare il passo decisivo fu Luigi, quando, nel 1996, assunse il timone dell’azienda, decidendo di produrre solo vini da imbottigliare. Chi conosce un po’ quella zona sa gli enormi e incredibilmente veloci progressi compiuti in appena 20 anni da questa piccola cantina, giunta oggi alle 100.000 bottiglie l’anno, attraverso la gestione sapiente delle vigne di proprietà e di acquisti controllati di uve da conferitori selezionati. I suoli , costituiti dalle caratteristiche marne calcaree di questa zona del Cilento sono molto favorevoli per la produzione di vini bianchi di grande qualità, e Maffini, forte anche dei consigli di un consulente di eccezione, il prof. Luigi Moio, coadiuvato dalla moglie Raffaella, riesce , di anno in anno, a proporre un Kratos dalla espressività mediterranea, ma anche dotato di una finezza non comune. Un bianco non solo per l’estate, ma da conservare, se ci si riesce, per apprezzarlo come merita durante l’inverno, e, meglio ancora, in quello successivo.

Luigi Maffini, contrada Cenito, 84048 San Marco di Castellabate (SA), www.luigimaffini.it




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