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drink different

I vini del vulcano: Falanghina e Piedirosso della Cantina Astroni

colle rotondellaPur essendo tra le varietà più coltivate in Campania, la Falanghina non è certamente la più famosa e celebrata. Al contrario, la rapida popolarità acquisita tra i consumatori e l’autentica invasione di Falanghine (ma lo sono davvero?) a basso e bassissimo prezzo, soprattutto nella ristorazione “da battaglia”, ne hanno svalutato l’immagine. Certo l’esistenza di diversi biotipi (almeno due, la flegrea e la beneventana, ma forse di più), piuttosto differenti tra di loro, oltre a una certa confusione nella loro distribuzione (al di là dei nomi) nei vari territori campani, non aiuta il consumatore ad orientarsi.

Tuttavia, contrariamente a quanto pensano coloro che ritengono la Falanghina quasi un succedaneo della birra sulla pizza, vi sono numerose realtà virtuose che producono eccellenti Falanghine a prezzi davvero convenienti. Una delle zone più interessanti della Falanghina in Campania è certamente costituita da quella flegrea. I Campi Flegrei (il verbo greco da cui proviene il suo nome, flego, significa brucio, ardo) sono in pratica una grande caldera vulcanica, del diametro di 12-15 km., situata tra la collina di Posillipo, quella di Camaldoli, i rilievi settentrionali del cratere di Quarto, la collina di Sanseverino, Cuma e Monte di Procida (praticamente a Napoli). In quest’area sono presenti non meno di due dozzine di crateri e 90 coni vulcanici e 5 laghi di origine vulcanica, come l’Averno (altro nome fortemente evocativo): davvero infernale quanto al suo sottosuolo, un vero pallone che si gonfia e si sgonfia (l’ultima eruzione è del 1538) ma assolutamente affascinante dal punto di vista paesaggistico. Qui la vorace fillossera che distrusse quasi interamente il vigneto d’Europa tra la metà dell’Ottocento e il primo terzo del Novecento, non è mai riuscita a insediarsi, in quanto i suoli di quella regione, costituiti per la maggior parte da sabbie vulcaniche, non le permisero di attecchire. Sicché, nei Campi Flegrei, non è raro imbattersi in vigne a piede franco e talvolta addirittura prefillosseriche. Insomma, un patrimonio storico e gustativo eccezionale. Qui, ormai più di cento anni fa, nel 1892, Vincenzo Varchetta cominciò a produrre vino avviando una piccola attività commerciale, sviluppata poi dal figlio Giovanni,al suo ritorno dalla seconda guerra mondiale. Nel 1999 Giovanni fondò l’attuale azienda Cantine Astroni, che prende il nome dall’oasi WWF del cratere degli Astroni, un vulcano spento che fa parte del più complesso cratere di Agnano, inserito nella area vulcanica dei Campi Flegrei. Negli Astroni sono compresi alcuni rilievi, tra i quali il Colle dell'Imperatore e il Colle della Rotondella, formatisi in seguito all'attività eruttiva. La cantina Astroni si trova sulle pendici esterne del Cratere, dove un tempo era una riserva di caccia dei Borboni, ed è tra quelle maggiormente impegnate nella valorizzazione di questo territorio e delle sue varietà classiche: non solo l’eccellente Falanghina, ma anche un buonissimo Piedirosso, altra uva , da sempre una delle più diffuse e popolari della Campania, proposta in purezza, come nel Taburno , nel Sannio e nel S.Agata dei Goti Piedirosso, o in blend, specialmente con l’Aglianico, in moltissime DOC campane, come Campi Flegrei, Lacryma Christi, Ischia, Penisola Sorrentina rossi. Il Piedirosso è una varietà molto interessante, che nelle migliori versioni dà vini di grande piacevolezza, davvero seduttivi, con un frutto di esemplare freschezza e una intensa florealità (lavanda, geranio, talvolta violetta), naturalmente salini . Non semplice tuttavia da trattare in cantina, povera com’è di antociani, a causa della difficoltà di estrarre da essa colore senza rischiare di piegare verso l’amaro e talvolta incline a toni eccessivamente vegetali.

CamaldoliLe cantine Astroni , condotte attualmente da Gerardo Verrazzano e sua moglie Emanuela Russo, coadiuvati dal cugino Vincenzo, sono oggi una piccola ma dinamica realtà imprenditoriale, che può contare su 12 ettari di vigna di proprietà e quasi altrettanti (13) di conferitori selezionati.

I loro vini provengono da tre vigne in particolare: Vigna Imperatrice, Vigna Astroni e Vigna Camaldoli, alle quali si aggiungerà presto (i primi vini verranno commercializzati l’anno prossimo), Vigna Iossa. La prima ha un’estensione di di 2 ha. ed è situata a nord del cratere, alla sommità di una collina, naturalmente vulcanica, situata tra Napoli e il comune di Quarto. Orientata a sud, vi si trova solo Falanghina, distribuita su più terrazzamenti, ad un’altitudine di 200 m. La Vigna Astroni, il cru aziendale,   si trova a ridosso del cratere omonimo, al confine di un muro di cinta settecentesco, che delimitava la riserva di caccia di Carlo di Borbone. Ha un’estensione di due ettari ed in essa si trova la cantina con gli uffici. A 200 m. di altitudine è interamente nel territorio del comune di Napoli, disposta a est-sud est del cratere. Qui c’è prevalentemente Falanghina, ceppi disposti a spalliera di diciotto anni a piede franco, ma c’è anche un po’ di Piedirosso. Da questa vigna vengono ricavati due bianchi (il Vigna Astroni e lo Strione). I suoli sono di origine vulcanica, con una struttura stratificata ricca di potassio, anidride fosforica e ossido di calcio, ma poveri di carbonati. I rossi provengono dalla terza vigna, Vigna Camaldoli, detta anche “del Colonnello”, che si trova a sud della collina dei Camaldoli, anch’essa interamente compresa nel territorio del comune di Napoli. E’estesa cinque ettari, disposti su più terrazzamenti, ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 290 metri . Diversamente dalle altre, Vigna Camaldoli è pressoché interamente piantata a Piedirosso, e da essa vengono prodotti il Colle Rotondella, un Campi Flegrei Piedirosso DOC, e la Riserva Tenuta Camaldoli. La quarta vigna, Vigna Iossa, è stata acquisita cinque anni fa , ma è chiamata anche Vigna dei Fondatori in onore di Giovanni e Luisa, i fondatori della cantina. Essa è ripartita in modo uguale tra Falanghina e Piedirosso : nella parte più alta, a 243 m. di altitudine, sono le uve rosse, mentre la Falanghina è più in basso, in sei terrazzamenti tra 200 e 220 metri. Dal 2018 verranno commercializzati un bianco e un rosso prodotti con le uve di questa vigna.

Ci sono particolarmente piaciuti la Falanghina Vigna Astroni 2014 e il Piedirosso Tenuta Camaldoli 2013, i due cru aziendali. Di esemplare freschezza il primo, Falanghina in purezza, affinata sei mesi sui lieviti, dal naso agrumato, con note di mandorle fresche ed erba tagliata, gusto pieno e molto sapido sul palato, di grande piacevolezza sul palato.

Il Tenuta Camaldoli , Piedirosso 100%, affinato per sei mesi in legno (botti non nuove di castagno e rovere francese, di 225 e 350 litri), si presenta con un bel colore rubino, ha naso balsamico, toni fruttati (ribes e mora), e di erbe mediterranee, sul palato è morbido e speziato, di bella finezza.

Molto piacevoli anche i vini “di base”, la Falanghina Colle Imperatrice (assaggiata nelle versioni del 2015 e 2016,decisamente marina) e il Colle Rotondella Piedirosso 2016, un rosso per l’estate, di semplice, ma piacevolissima beva, due eccellenti esempi della tipologia dei vini flegrei.

Più complesso e alquanto sperimentale, lo Strione 2012, un IGT a base di Falanghina fermentato in acciaio e tonneaux da 5hl. per due settimane e poi lasciato maturare lungamente sui propri lieviti , sempre in acciaio e legno per 12-18 mesi e altri sei mesi in bottiglia. Quello da noi assaggiato è il vino del 2012: giallo dorato,al naso sfumature agrumate e note di albicocca, leggermente speziato, su finale molto sapido.

Cantine Astroni,via Sartania 48-80126 Napoli, www.cantineastroni.com

Vini flegrei di grande interesse sono prodotti anche nelle vicine cantine Agnanum, di Raffaele Moccia (Contrada Pisciarelli, 2-80125 Napoli, www.agnanum.it)- assolutamente da provare la Falanghina Vigna del Pino e il Piedirosso, da viti prefillosseriche coltivate su incredibili terrazze di sabbie vulcaniche, e La Sibilla (via Ottaviano Augusto, 19-80070 Bacolo (NA), www.sibillavini.com)- da assaggiare l’ottima Falanghina e il rosso Marsiliano.




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