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Il Greco della "terra di mezzo": Anaïs

ANAISAncora un Greco “di Tufo”, come viene un po’ impropriamente chiamata questa varietà a bacca bianca dal nome del suo sito più conosciuto (vedi qui), ma questo viene da una zona davvero inaspettata, quella di Candela. Siamo ai confini della Puglia dauna, prima di entrare in Irpinia, ma siamo anche a due passi dal Vulture, regione famosa per i suoi vini da uve Aglianico e dal Sannio beneventano.

Una terra, dunque “di mezzo”, come amano presentarla i proprietari della casa vinicola Kandea (evidente il richiamo a Candela), i fratelli Cataldo: 700 gli ettari di terra posseduti,ma al momento 20, quelli ritenuti migliori, destinati alla produzione di uve da vino. Dal 2005 vi sono infatti coltivate le varietà tipiche irpine e del Sannio (Falanghina, Fiano, Greco “ di Tufo” e naturalmente Aglianico, per i rossi), a 250 m. di altitudine, in condizioni micro-climatiche particolari, nelle quali si incrociano i venti caldi della Daunia con quelli più freddi dell’Irpinia, con escursioni termiche importanti, che assicurano ai vini una particolare freschezza. Abbiamo avuto modo di assaggiarli al Vinitaly di quest’anno e li abbiamo riprovati un paio di mesi dopo a Radici Sud, l’importante manifestazione dedicata ai vini e agli olii del Sud d’Italia. Ci hanno davvero impressionato, a partire dall’ottima Falanghina Costanza (nome dichiaratamente federiciano), una varietà tipica del Sannio, che si è comunque bene adattata nel territorio dauno.Inspiegabilmente assente dalle Guide ai vini d’Italia, me l’ha segnalata, con gli altri vini di questa azienda, il mio amico Pasquale Porcelli, conoscitore senza eguali di questo territorio. Si tratta di un Daunia IGT Falanghina, proposto nell’annata 2014, interamente vinificato e affinato in acciaio, frutta matura , con note floreali e minerali di esemplare freschezza, che viene proposto a poco più di 10 euro la bottiglia. Davvero sorprendente il Fiano Biancofiore, coraggiosamente presentato a Verona e a Bari in due vendemmie “vecchie”, la 2013 e la 2014, inusuale in terra di Puglia: difficile scegliere tra le due (una lieve preferenza per la 2013), entrambe ottime espressioni della varietà, molto pure. Ma è del Greco Anaïs che intendo soprattutto parlare. Che il Greco sia una varietà scorbutica, difficile anche nella sua zona d’elezione, è risaputo. Una varietà poco vigorosa e produttiva, sensibile alla maggior parte delle malattie della vigna, dalle muffe grigie all’oidio e alla peronospera, e per di più a maturazione tardiva : viene infatti vendemmiata non prima della fine di settembre e spesso a ottobre inoltrato, quando le condizioni metereologiche diventano più instabili e il rischio di piogge rovinose è tutt’altro che irrilevante. Anche di Anaïs ho avuto la possibilità di assaggiare insieme 2013 e 2014: molto buone entrambe, ma mi ha particolarmente colpito il vino della vendemmia 2013. Un Greco così non è facile trovarlo neppure in Irpinia: agrumi, fiori bianchi, pesca matura al naso, molto armonico, con un bell’impatto sul palato. Puro e persistente, un bianco di bella “droiture”, come usano dire gli amici francesi.

Kandea, S.P.97 - Località Piscioli - 71024 Candela (FG). www.kandea.it/




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