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drink different

Lacrime di filosofo

Vini di Vicari 2Vico Vicari è un giovane e appassionato viticultore di Morro d’Alba: la sua cantina si trova in provincia di Ancona, vicino Senigallia, e non in Piemonte, nelle Langhe, come il nome farebbe pensare. Qui Vicari, che il padre Nazzareno, essendone un estimatore, ha voluto chiamare come il filosofo napoletano, che scrisse i “Principj di una Scienza Nuova intorno alla natura delle nazioni” (1725), Giovambattista Vico, produce un fascinoso Lacrima di Morro d’Alba che abbiamo avuto modo di apprezzare in occasione di una recente visita nelle Marche.

Attenzione: sempre a proposito di nomi, il Lacrima di Morro d’Alba non ha nulla in comune con il forse più conosciuto Lacryma Christi vesuviano, che ha tutt’altre origini e si produce a partire da uve completamente diverse, e precisamente Piedirosso e/o Scascinoso e Aglianico (ce n’é poi anche una versione bianca, a base principalmente di Coda di Volpe). Piuttosto somiglia al Ruché piemontese e all’Aleatico, anche se non ha nulla a che vedere con entrambe queste varietà.

Si tratta infatti di una varietà autoctona, molto probabilmente originaria delle Marche, anche se se ne trova pure in Emilia-Romagna, Toscana e nella Puglia, conosciuta da sempre con questo nome (sembra che fosse il vino preferito di Federico I Barbarossa, quasi 900 anni fa). Oggi ce ne sono poco più di 250 ettari in tutte le Marche, ma appena quarant’anni fa ce n’erano solo sette. Non si sa con certezza se il nome gli provenga dalla forma che richiama quella di una lacrima, oppure dal fatto che, a causa della buccia sottile, gli acini tendono a rompersi facilmente, facendo “lacrimare” l’uva di succo. E’ un’uva molto aromatica, dal colore intensamente scuro, quasi nero, dai caratteristici profumi di lavanda, rose e ciliegie nere, con note molto speziate, di noce moscata e cinnamono: il vino che se ne trae ha naso dolce, ma risulta secco sul palato, ha tannini consistenti, che, nelle versioni passite, lo rendono molto gradevole sul cioccolato amaro.

Pur essendo una varietà abbastanza resistente, diventa vulnerabile per la sua buccia sottile e la “lacrimosità che ne deriva”. Il Lacrima di Morro autentico, quello cioè prodotto effettivamente con la varietà che gli dà il nome, senza contributi (ammessi dal disciplinare, ma entro il 15%) di altre varietà (come il Montepulciano) che tendono a snaturarlo, è un vino molto particolare e , nelle sue espressioni migliori, affascinante. Se ne producono diverse versioni, che ovviamente sono abbastanza diverse tra loro, pur mantenendo una comune impronta aromatica (lavanda, rosa e fragola ne costituiscono una inconfondibile marcatura).

Vico continua, insieme con la sorella Valentina, l’opera iniziata dal padre nel 1990 con l’imbottigliamento delle prime 200 (sic!) bottiglie di Verdicchio e Lacrima. Fa parte di quel ristretto gruppo di produttori (come Stefano Mancinelli o Luigi Giusti) che ha creduto in nel Lacrima e sta riuscendo a proporre i vini che impiegano questa varietà anche fuori della ristretta zona di produzione.

vigne VicariOggi le vigne di proprietà sono 23 ettari e la campagna di proprietà comprende anche numerose piante da frutto (tra le quali le preziose visciole) che papà Nazareno cerca di difendere come può dagli assalti di invadenti scoiattoli ed altri animali selvatici. Alla cantina, oggi in grado di produrre circa 120.000 bottiglie, si è recentemente aggiunta una nuova struttura dedicata all’appassimento delle uve da destinare ai vini dolci.

I Vicari sono presenti da molte generazioni nel territorio di Morro d’Alba . A quanto sembra, nel Quattrocento, vi era già un loro antenato, Francino da Rigo, e la famiglia Vicari,a cui, come si è visto, non fa difetto la passione per la storia, ha recentemente pubblicato un interessante volume dal titolo "I Vicari- Momenti di vita di campagna a Morro d’Alba - secoli XV-XXI", che ricostruisce l’albero genealogico familiare da quel periodo ad oggi.Oggiproducono, oltre a un buon Verdicchio dei Castelli di Jesi superiore e a un Verdicchio classico superiore, denominato “L’Insolito”, di buona intensità (abbiamo assaggiato il 2014), diversi vini dal vitigno Lacrima, sia secchi, come il “Lacrima del Pozzo Buono”, un Lacrima di Morro d’Alba superiore DOC , il “Dasempre del Pozzo Buono” e l’”Essenza del Pozzo Buono”, parzialmente vinificato utilizzando la macerazione carbonica, di grande ricchezza olfattiva, sia dolci da uve appassite, come l’”Amaranto del Pozzo Buono”, un Lacrima di Morro d’Alba passito.

Particolare di LacrimaIl Pozzo Buono, che ritorna più volte nei nomi dei vini aziendali, oltre che nel logo aziendale, che ne riproduce la forma in modo stilizzato, era uno storico pozzo che riforniva di acqua gli abitanti delle vicinanze. Era tanto grande che ci si poteva scendere con i carri. Recentemente i Vicari producono anche una insolita versione spumantizzata di Lacrima con il metodo classico, per me di interesse minore. I Lacrima secchi possono accompagnare senza problemi anche piatti di carne, formaggi stagionati e altri cibi molto saporiti (specie il Lacrima del Pozzo Buono, assaggiato nella versione del 2016, e il Dasempre 2015). Si tratta di vini insoliti e gli abbinamenti vanno sperimentati di volta in volta, riservando spesso piacevoli sorprese. Mi è piaciuto molto anche l’Essenza, di grande piacevolezza, con rimandi molto seduttivi di more mature, visciole, rosa canina, chiodo di garofano, da apprezzare lievemente più fresco dei primi due. Le versioni dolci (lo zucchero residuo certo non manca: sono 120 grammi, nell’Amaranto) sono molto adatti ad accompagnare dessert a base di frutta, e il cioccolato (il prezzo dei vini in cantina varia tra gli 11 e i 15 euro per tutte le versioni). Da non dimenticare infine il “Vino e visciole del Pozzo Buono”, che tecnicamente non è un vino, né può essere commercializzato come tale ma una bevanda aromatizzata di vino e visciole, prodotte dalla stessa azienda (ciò che non gli impedisce di essere buonissimo).Qui non è impiegato il Lacrima, perché la sua grande aromaticità potrebbe non integrarsi con quella delle visciole, ma uve di sangiovese e montepulciano, anch’esse varietà comuni nella regione, fatte fermentare lungamente, a cui vengono successivamente aggiunte le visciole. Queste ultime vengono messe a fermentare, fino a diventare uno sciroppo, in recipienti di vetro, insieme a zucchero, esposti al sole, nei mesi di maggio-giugno. Da provare sul cioccolato.

Vicari, Via Pozzo Buono, 3-60030 Morro d'Alba (AN), www.vicarivini.it


 




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