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drink different

Aspettando l'Asta degli Hospices de Beaune (seconda parte)

 

Quest’anno alla vendita degli Hospices verranno proposte 45  cuvées, derivanti dall’assemblaggio di diversi climats: 32 di vini rossi e 13 di vini bianchi, per un totale di 761 pièces borgognone (botticelle da 228 litri) , di cui 618 di rossi e le restanti di bianchi.

Dames_de_FlandresLa maggior parte delle cuvées risulta da vini premier cru. Non mancano però preziose cuvées di grand cru, ovviamente molto più care, come il Bâtard Montrachet Dames de Flandres, che lo scorso anno , partendo da una stima di 40-60.000 Euro, spuntò 63.000 Euro alla vendita , poco meno di quello dell’eccezionale 2009, che fu venduto a 65.000. Da uve di vigne piantate nel 1974, ormai quarantennali, acquisite dagli Hospices quindici anni dopo, nel 1989, tutte provenienti dal comune di Chassagne-Montrachet, il vino di questa cuvée spicca per la sua elegante mineralità, e lunghezza. Non è certo un caso , che negli ultimi dieci anni, abbia regolarmente spuntato i prezzi più alti.

Tra le cuvée più ricercate, il Clos de la Roche Cyrot-Chadron  (41.000 Euro l’anno scorso, perfino più del 2009, che fu venduto a 38.000) e il Mazis Chambertin Madeleine Collignon , 32.000 Euro la vendemmia 2010. Si tratta di prezzi non proprio bassissimi, se si pensa che da una pièce si ricavano in media circa 280 bottiglie, il che significa, per quest’ultimo vino, a prodotto finito, dopo l’élevage, che si paga a parte, circa 160 Euro a bottiglia. Ma certo il prestigio si paga.

Chi pensasse però davvero a comprarsi la sua pièce degli Hospices per godersi un vino eccellente, da invecchiare in cantina e godersi nelle grandi occasioni in famiglia e con gli amici, senza dover sottoscrivere un mutuo, non dovrebbe guardare ai grand cru, ma ai molti premier, tra i quali, se non l’”affare”, è possibile trovare buone occasioni : per es. tra i Beaune premier cru, aggiudicati l’anno scorso a poco più di 4000 Euro la pièce (il che significherebbe, a prodotto finito, poco più di 20 Euro a bottiglia), oppure un delizioso Volnay o un buon Pommard, a poco più (intorno ai 5000 Euro).Ma è davvero possibile per un privato, o come dicono in Francia, un “particulier”, ossia un semplice appassionato, comperarsi e godersi la sua preziosa botticella senza svenarsi e magari pavoneggiarsi un po’ con un’etichetta “dedicata”? Per inciso, il vino deve necessariamente effettuare l’élévage in Borgogna, presso un négociant-éleveur, col quale occorre stipulare un apposito contratto, e ovviamente l’etichetta deve menzionare la provenienza del vino (ma chi potrebbe volerla occultare?) , ma sono perfettamente possibili- a richiesta- personalizzazioni che riportino, ad es.,  il nome dell’acquirente .

Si può? Si può. Occorre innanzitutto definire per tempo i propri obiettivi. Documentarsi un po’, magari assaggiare qualche vendemmia passata del vino che si intende acquistare , leggere le prime valutazioni fatte da Roland Masse, régisseur del Domaine viticolo degli Hospices, e da Anthony Hanson, Senior Consultant di Christie’s, che confluiranno poi nell’apposito catalogo dell’asta, che verrà messo on line con qualche anticipo (ma potrà essere acquistato a Beaune). Magari provare ad assaggiare in anteprima il vino prescelto nelle degustazioni alla Ancienne Cuvérie (gli orari sono un po’ spartani e le file molto lunghe. Ci vuole un po’ di pazienza: gli appassionati sono tanti).

Bisogna iscriversi con un po’ di anticipo all’asta per accreditarsi e . se si vuole partecipare personalmente alla vendita, prenotare un posto a sedere : l’asta è comunque uno spettacolo a cui vale la pena di assistere. Altrimenti partecipare all’asta on line via Internet. Poi tentare la propria offerta, senza scoraggiarsi se qualcuno si aggiudica i primi lotti: il vino è tanto, e non è raro che nei lotti successivi le offerte siano anche un po’ più basse. Per questi vini non ci sono grandi sorprese: i lotti sono numerosi, e bisogna solo avere un po’ di pazienza. Verrà anche il vostro turno. Diverso è il caso delle cuvées grand cru. I quantitativi sono limitati e la richiesta è forte: lì i prezzi schizzano subito verso l’alto, ben oltre i limiti di un portafogli normale. Attenzione: il vino viene venduto a lotti , ossia una pièce per volta. Colui che si aggiudica il lotto ha la cosiddetta facoltà di multiplication, ossia può acquistare allo stesso prezzo anche altri lotti dello stesso vino allo stesso prezzo, dandone indicazione. Una volta soddisfatte le sue esigenze, l’asta riprende con i lotti successivi e si riparte da capo.

Dopo l’acquisto bisogna affidare, con un apposito contratto, l’élevage a un négociant –éleveur della zona, che provvederà a far maturare il vino, e poi a imbottigliarlo, etichettarlo e spedirvelo a casa. E’ bene accordarsi che questi prenda in carico il vino prima del 31 dicembre, perché altrimenti, dopo quella data, gli Hospices vi addebiteranno i costi dello stoccaggio del vino presso le loro cantine, e questo sarebbe un costo supplementare.Se non avete contatti precedenti al riguardo, Christie’s può darvi tutte le indicazioni necessarie per trovare il vostro négociant.

Quanto costa il tutto? Partite dal prezzo di aggiudicazione, il prix marteau: supponiamo che siano, tasse escluse, 4000 Euro. Bisogna aggiungere un contributo fisso del 7%, il prezzo della botte (circa 500 Euro), e il costo dell’élevage (mediamente il 30% del prezzo di aggiudicazione: 1200 Euro?). Alla fine la vostra pièce vi sarà costata poco meno di 6000 Euro, meno di 22 Euro a bottiglia.

Non ho ovviamente considerato il costo del viaggio e della permanenza in Borgogna , ma quello fa parte della vacanza, splendida (Pubblicato il 24.10.2011, continua).

 

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