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drink different

Nero e franco: il Blaufränkisch del Burgenland austriaco

Davvero bizzarro questo confronto, tra Blaufränkisch austriaci del Burgenland e Nobile di Montepulciano. Nulla da obiettare in principio contro i confronti tra oggetti molto diversi tra loro: sollecitano talvolta la considerazione di aspetti insoliti e relativamente periferici, che possono- in certi casi- arricchire imprevedibilmente la nostra rappresentazione. Tuttavia bisogna dire che quello proposto non è certo il più immediato. Per quanto le moderne tecniche di vinificazione abbiano notevolmente ingentilito i Blaufränkish, la loro origine un po’ rustica non si prestava (nella mia modesta opinione) ad un confronto con alcuni dei nostri più eleganti Nobile di Montepulciano. Dovendo pensare a un gemellaggio con l’Italia, avrei trovato più immediato un confronto con i Lagrein alto-atesini, né sarebbe spiaciuto un assaggio dei pochi Blaufränkisch italiani, ad es. del Friuli, anche se assai raramente proposti in purezza.

Molto opportuna e garbata l’introduzione di Christian Bauer, che ha sinteticamente fornito alcune coordinate sulla produzione vinicola austriaca. Francamente ho trovato invece eccessivamente invadente e prolissa la presentazione di Paolo Baracchino, che ha occupato almeno i due terzi della degustazione. A mio avviso è relativamente poco interessante, per chi partecipa ad una degustazione (esperto o meno esperto che sia) ascoltare on line le sensazioni visive, olfattive e gustative evocate nel conduttore: chi assaggia, magari per la prima volta, un vino vuole farsi la “sua” impressione. Solo dopo, è interessato a confrontarla con quella di altri, magari più esperti. Meglio fornire le coordinate generali di un vitigno, uno schema, se si vuole, ma poi ognuno deve essere lasciato libero di “esplorare” il suo vino.

Detto questo, a parte i tre Nobile (il 'I Quadri' 2008 di Bindella, il Nocio dei Boscarelli 2007 di Boscarelli , il Vigna Asinone della stessa annata di Poliziano), dei quali non parlerò in questa occasione, vista anche la loro notorietà,  i Blaufränkish assaggiati sono risultati dei vini abbastanza piacevoli, e ben fatti. Vitigno molto antico , detto anche “Franconia” , perché proveniente dalle terre dei Franchi, Limberger in Germania e Kekfrankos in Ungheria , il Blaufränkisch è probabilmente il miglior vitigno a bacca rossa dell’Austria , e in particolare del Burgenland, anche se superato in quantità dallo Zweigelt: tremila ettari vitati in prossimità del lago Neusiedlersee nel Land più orientale e pianeggiante dell’Austria, ai confini con l’Ungheria. Freschi e fruttati i Blaufrankish del 2009, specie i DAC , ossia i vini provenienti dalle nuove denominazioni di origine controllata (Districtus Austriae Controllatus ) del Burgenland Ci sono piaciuti il Blaufränkisch Leithaberg di Nittnaus 2009 e il Mittelburgenland riserva Goldberg di Kirnbauer della stessa annata.  Bene anche l’Untere Heide di Siegfried Gsellmann. Freschi e fruttati, con note di ciliegia scura e cacao. Tra i Blaufränkish più maturi, più complessi e speziati, una menzione per il Kraften 2007 di Schonberger, da viticultura biodinamica, invecchiato due anni in legno, di cui il 30% nuovo, di buon impatto e balsamico. Molto buono, anche se eccessivo il TBA (Trocken beerenauslese) da Blaufränkisch di Heiss 2006, con 395 grammi  di zuccheri , a vendemmia terdiva (conclusa ai primi di febbraio). Solo l’alta acidità (7.8) mitiga la dolcezza davvero estrema di questo vino molto singolare, di fronte al quale un pasito siciliano potrebbe apparire secco.  (Pubblicato l'11.11.2011)-

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