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drink different

All'asta, all'asta: la vendita dei vini 2011 degli Hospices

Asta_BeauneL’Asta di quest’anno, la 151a edizione, non è riuscita a raggiungere il record di incassi del 2009 , ma comunque a mantenere i livelli del 2010, con un sostanziale pareggio del ricavato totale -poco meno di 5 milioni di Euro-, nonostante una flessione fisiologica dei prezzi, mediamente del 6%, anche grazie al maggior numero di lotti in vendita. Non è certo un cattivo risultato, con la crisi che imperversa e con un’annata , molto probabilmente, non di vertice: un’annata di vendemmia molto precoce, di fine agosto, come era capitato solo in altre cinque occasioni, negli ultimi tre secoli, di cui tre in quest’ultimo, o , più precisamente nei primi dieci anni di questo secolo (2003, 2007 e appunto 2011).

Primavera con tempo  bello, con conseguente anticipazione della fioritura e della maturazione delle uve, poi, a metà luglio, sono cominciate le piogge, proseguite anche nel mese di agosto. A settembre, di nuovo il sole. Il cambiamento climatico si avverte ormai chiaramente anche in Borgogna, le temperature si sono fatte più dolci, le uve maturano meglio , ma anche più precocemente, zuccheri e alcool crescono, diminuisce l’acidità. Quest’anno (vedi nota sull’anteprima 2011), avremo probabilmente bianchi di qualità eccellente, e rossi di qualità più variabile, secondo zona e produttore, ma di buon livello, almeno per quelli che avranno fatto la selezione necessaria. Difficilmente sarà però un’annata “de longue garde”, come dicono in Francia. Roland Masse, régisseur del patrimonio vitivinicolo degli Hospices ha battezzato quella del 2011 un’annata 3G (gastronomique , gourmande, gracieuse). E che i vini degli Hospices siano più che adatti alla gastronomia non v’è dubbio alcuno, visto che il grande Michel Troisgros, ispirato dai vini degli Hospices ha elaborato un “Repas gastronomique des français”, ora iscritto al patrimonio immateriale dell’umanità , comprendente un elenco di 178 pratiche culturali , prima per la gastronomia, individuate dal comitato intergovernativo dell’UNESCO. Sentite un po’: Cèpes bouchons “saltimbocca” à la sauge con il Pouilly-Fuissé 2008; Sole en filet, fleurette à la ciboulette con Meursault Charmes 2008; Dialogue entre lapin, langoustine et menthe, con Corton Charlemagne 2007, e continua continua…

Moltissimi i partecipanti stranieri, certo americani e inglesi secondo tradizione, ma con davvero tantissimi asiatici (nel nostro albergo gli europei erano quasi in minoranza), provenienti dal Giappone, dalla Cina, Hong Kong, Singapore, che hanno acquistato numerose pièces di pregio: tra i compratori di questa Asta anche Air China.

Alla madrina di questa Vente 2011, Inès de Fressange e al suo partner, Christian Clavier, che hanno condotto il momento più atteso dell’asta, la vendita della Pièce du Président, destinata, quest’anno, a sostegno delle cure ai bambini cardiopatici  e ai malati di Alzheimer, non è riuscito il colpo realizzato dall’attore Fabrice Luchini, che lo scorso anno era riuscito a raggiungere la cifra record di 400.000 Euro per un tonneau di 500 litri di  Beaune rouge 1er cru della cuvée Nicolas Rolin. Luchini, peraltro straordinario per verve e simpatia, lo scorso anno ha però avuto come complice la generosità straordinaria di Jacques Boisseau, patron della storica Maison Patriarche , oggi diventata proprietà di un gruppo bordolese, il Groupe Castel, già comproprietaria di Beychevelles.

Ottima annata, quella del 2010, ma, certo, il valore strettamente commerciale del vino , pur sempre un 1er cru di Beaune, era largamente inferiore al prezzo spuntato. Quest’anno la pièce du Président era costituita da un Corton grand cru Clos du Roy, della cuvée Baronne du Baÿ, un vino di livello superiore a quello scelto lo scorso anno : l’anno scorso era infatti stato venduto a prezzi tra i 10.000 e i 12.000 Euro , di non poco superiore ai 4000-4500 stimati per una pièce di Beaune Nicolas Rollin. Ciò però non ha impedito che fosse aggiudicata ad un prezzo notevolmente inferiore di quello raggiunto l’anno prima, pur se comunque ragguardevole, 110.000 Euro, a Stephen Williams, della società Antique Wine di Londra.

Tra i lotti “normali”, come sempre, le cifre più alte sono state spuntate dalle quattro pièces di Bâtard Montrachet Dames de Flandres, aggiudicate a prezzi tra i 50.000 Euro (minimo) e 53.000 (massimo). Molto bene , naturalmente, i grand cru, letteralmente “bruciati” in pochi minuti: tra i rossi, i Clos de la Roche Cyrot-Cidron   (32.000 Euro l’una) e Georges Kritter (25.000-31.000 Euro); tra i cru bianchi spicca il Corton Charlemagne François de Salins , venduto a prezzi tra i 21.000 e i 22.000 Euro. E le pièces “normali”? Più o meno, appena un po’ di meno, dei prezzi dello scorso anno: generalmente prezzi di vendita un po’ più alti per i primi lotti della serie, lievemente in discesa in quelli successivi, per poi assestarsi su un prezzo di riferimento, comunque collocato nella parte alta della “forchetta” del valore indicata da Christie’s. La cuvée Guigone de Salins, per esempio, era valutata tra i 2.800 e i 4.500 Euro: è stata venduta all’inizio a 4.200 Euro, per poi assestarsi sui 3.800, che resta comunque un buon prezzo, visto che erano in vendita 32 lotti.

Le sole eccezioni a questo trend   si sono verificate in seguito a qualche offerta arrivata via Internet, che provocava una certa reazione di “orgoglio di sala”, con un rilancio delle offerte, e quindi la risalita a prezzi più elevati. Singolare il caso del Volnay-Santenots Cuvée Jéhan de Massol , partito a 6.000 Euro la pièce, per scendere e assestarsi sui 5.000 Euro, e infine schizzato a 7.500 Euro nell’ultima serie .

Affollatissima la Sala   delle Halles, alla quale si aggiungevano gli spazi della magnifica Salle des Pôuvres, a qualche decina di metri di distanza, nell’Hotel Dieu, in cui era possibile partecipare all’asta attraverso un maxi-schermo. Molto numerosi anche i curiosi che si affollavano alle vetrate per seguire lo svolgimento della vendita.

Ingressi rigorosamente controllati e solo per le persone accreditate, la manifestazione si è svolta con molto ordine, e, soprattutto nella seconda fase, quella seguita alla vendita della pièce du Président e dei lotti dei grand cru, anche in modo più scorrevole. Si finisce di sera avanzata, con un po’ di pioggia, in tempo per ammirare le bellissime scenografie luminose proiettate sulle bianche pareti degli Hospices.

 

 

 La degustazione della vendemmia 2011 nell'Ancienne Cuvérie

DegustazioneIl giorno prima avevo partecipato alla degustazione in anteprima, direttamente dalle botti, di un’ampia selezione dei vini, che sarebbero poi stati battuti all’asta, effettuata nelle storiche cantine degli Hospices. Non è facile valutare dei vini ad appena 11 settimane dalla vendemmia, per di più in spazi ovviamente molto ristretti, pur se fascinosi e tra molti appassionati che premono, senza neppure la possibilità di prendere qualche appunto, praticamente al buio e senza appoggi: dovrò quindi affidarmi alla mia memoria. Abbiamo assaggiato poco meno di una ventina di cuvées, principalmente di rossi, assai più numerosi, anche quest’anno. A me sono piaciuti molto il Meursault-Genevrières 1er cru Cuvée Baudot, sicuramente uno dei migliori, di grande freschezza e mineralità, con un grandissimo potenziale, e il sontuoso Corton Charlemagne grand cru Cuvée du Roi Soleil, davvero magnifico. Ho apprezzato anche il Meursault Cuvée Goureau, praticamente un village, pur se proveniente per quasi la metà da un 1er cru, Porouzots: molto ricco e concentrato, si prospetta davvero interessante. Quest’anno è stato venduto tra i 5.500 e i 6.000 Euro.

Tra i rossi mi sono piaciuti molto i Volnay premier cru, e naturalmente la cuvée Jehan de Massol, quella donata dalla famiglia del primo medico (italiano) degli Hospices, Agostino Mazzoli , poi francesizzato: un bellissimo Santenots , elegante e dal frutto davvero irresistibile. Tra le varie cuvées di Beaune 1er cru questa volta ho preferito quella dedicata a Nicolas Rolin, molto fruttato e dalle piacevoli note di cioccolato. Non ha deluso neppure la cuvée Guigone de Salins: un vino che si preannuncia più potente e ricco, adatto ad un invecchiamento più prolungato. All’enoteca degli Hospices ne ho preso alcune bottiglie del 2005 e del 2009, da provare con calma.

CodaLa degustazione dedicata ai wine lovers e ai particuliers è fatta di norma il giorno precedente la vendita all’asta, in due sessioni , una al mattino presto (alle otto), ripetuta poi il giorno dopo, e una ad inizio pomeriggio (alle quattordici). Questa è ovviamente la più affollata, ma se si vuole essere certi di assaggiare i vini (gli Hospices pongono un limite di 400 persone), bisogna rinunciare al pasto e mettersi in fila a mezzogiorno. La coda diventa presto lunghissima: la via Louis Véry, dove si trova l’ancienne Cuvérie, si riempie completamente nel senso della lunghezza. Nella mia personale valutazione, verso l’una c’erano in coda almeno 450-500 persone. Molto simpatica la coda: tutta gente molto festosa e solidale: tutti appassionati, ciascuno con la propria piccola riserva di panini e di bevande. Si fa amicizia , si parla dei vini assaggiati, si scambiano vivande . Accanto a me avevo un gruppetto molto affiatato di appassionati che venivano dal Sud della Borgogna dal Maconnais e dal Beaujolais, che mi hanno fatto sentire meno lunga l’attesa. Nessun incidente, nessun tentativo di forzatura della fila. Davvero una festa, anche se sotto una fastidiosa pioggerella: a Beaune, oltre al vino, l’acqua non manca mai.

 

La “madrina” di quest’anno

Inès Marie Laetitia Eglantine Isabelle de Seignard de la Fressange,  detta più brevemente Inès de la Fressange. Mannequin  a 18 anni, ispiratrice di Chanel e poi di L’Oréal, figura emblematica della moda francese, stilista e direttrice di una società che ha il suo nome negli anni ’90, consulente di progetti immobiliari, ambasciatrice della Maison Roger Vivier. La sua guida "La Parisienne"  , edita da Flammarion, è diventata un best seller.

L’ha affiancata Christian Clavier, che gli amatori del cinema ricorderanno come il Jean Cojon de “I visitatori” (1993), con la regia di Jean-Marie Poiré. Ha recitato in due film della serie di Asterix e Obelix (Asterix e Obelix contro Cesare, e Asterix e Obelix :Missione Cleopatra) e nella miniserie televisiva de “I miserabili”, nella quale impersonava il perfido Thenardier.

 

I beneficiari dell’Asta : .

Association Mécenat Chirurgie Cardiaque Enfants du Monde e France Alzheimer

 

La fête des grands vins de Bourgogne.

Festa_viniGiunta alla 139a edizione, l’interesse di questa manifestazione, che si svolge negli ampi saloni del Palais des Congrès di Beaune, consiste nella straordinaria possibilità che essa offre di poter assaggiare in anteprima la produzione del 2011, praticamente di un po’ tutti i Domaines, con l’esclusione, ovviamente dei “grandissimi”(DRC, Leroy, etc. etc.). Ma ci sono pur sempre , oltre alle grandi Maison (Latour, Bouchard, Drouhin, Jadot) , citando a memoria: Champy, Chanson, Rossignol,Arnoux, Amiot-Servelle, Hudelot-Noellat,Georges Roumier,De Vogue, Marc Colin, Blain-Gagnard,Charlopin,Faiveley, Bart, Bruno Colin,Coche-Dury,Rémy Jobard, Jacques Prieur, Frédéric e Michel Magnien,Jean-Frédéric Mugnier,Chandon des Brialles, Bonneau du Martray, Anne GrosChartron,Mugneret-Gibourg,Bertagna, Chateau de la Tour,  Lamarche, Clos de Lambrays…

All’ingresso si acquista un bel Riedel, che resta all’acquirente, e il catalogo (25 Euro), dopo di che si è liberi di girare tra gli stand e fare un numero illimitato di assaggi.

Bei banconi spaziosi, organizzati per territorio e appellation. C’è un po’ di folla, ma non dà fastidio, perché ben distribuita. Ci si può appoggiare tranquillamente al banco , parlare con i produttori, scegliere le etichette da assaggiare e persino prendere qualche appunto. I crachoirs sono sostituiti da spaziose barriques poste qua e là che permettono di dissimulare la loro funzione.

Oltre ai vini, molti stand che presentano prodotti legati al mondo del vino.

Non avendo troppo tempo a disposizione , non ho potuto essere, come altre volte, più sistematico negli assaggi. Ho cominciato con i bianchi della Côte de Beaune Ho preferito assaggiare innanzitutto l’annata 2011, ovviamente tutta in fieri, e assaggiare dopo, se disponibili, gli stessi vini di annate precedenti: per lo più 2009 e 2008 e qualche 2010. Tra i bianchi di Chassagne, ho segnato sul mio taccuino il Clos Saint-Jean di Blain-Gagnard, un premier cru, e lo Chassagne-Montrachet Les Chaumées di Philippe Colin, che mi sono sembrati staccarsi dagli altri assaggi.

Grande, come al solito, lo Chevalier-Montrachet di Bouchard.

Mi confermo l’idea che il tempo, abbastanza asciutto e caldo fino a luglio, con le vigne già “esplose” a metà aprile, e con piogge abbondanti nei mesi di luglio e agosto (all’incirca tre volte quelle degli anni precedenti, un po’ dappertutto, con la sole eccezione della Yonne), sia stato generalmente meglio tollerato dallo Chardonnay, meno capriccioso e vulnerabile del Pinot noir. Potremo dunque avere bianchi deliziosi in gioventù, naturalmente se si sarà fatta una forte selezione, ma meno resistenti al peso degli anni. Spostandomi verso lo stand di Corton, ho il tempo di apprezzare il Corton Charlemagne di Bonneau de Martray e alcuni Corton rouge (quello di Bouchard , il Renardes di Bruno Colin e quello che mi è piaciuto di più, il Bressandes di Chandon de Brialles, molto puro e già di buona espressività).

Buone realizzazioni anche tra i Pommard. Si tratterà di vini più gentili di quelli di altre annate . ma con un buon equilibrio, in quanto alla minore acidità corrisponde anche un tenore alcoolico leggermente inferiore. Rugiens sopra tutti (Lejeune, Violot-Guillemard, Girardin Aleth).

Molto buoni i rossi di Beaune. Al vertice i premier di Greves, Molto buoni, come sempre, la Vigne  de l’Enfant Jésus di Bouchard, di cui abbiamo assaggiato il 2011 e il 2008, e il Clos des Mouches di Drouhin (2011 e 2010: quest’ultimo imperdibile). Tra i molti Volnay assaggiati, piacevoli villages (ad es. quello proposto da Albert Boillot), e ottimi premier cru (spiccano il Clos de la Pousse d'Or  del Domaine Pousse d’Or e il Taillepieds del Dom. De Montille).

Dopo alcuni assaggi di Nuits-Saint-Georges (villages e premiers crus molto fruttati e piacevoli), sono passato ai rossi della Côte de Nuits.

Belle espressioni a Gevrey: villages freschi e profumati (come quello di Charlopin-Parizot). Fanno intravedere un buon potenziale , tra i grand cru, anche lo Charmes Chambertin di Charlopin-Parizot e il Clos de Bèze di Pierre Damoy.

Ancora un po’ fermi i Clos de Vougeot : abbiamo provato il 2011 e il 2008 dello Chateau de la Tour. Belle riuscite tra gli Echezeaux: ci sono piaciuti quelli di Lamarche e soprattutto quello di Anne Gros , davvero promettente.Spostandoci   allo stand di Vosne-Romanée, abbiamo apprezzato il village di Mugneret-Gibourg, sempre fresco e croccante, e un Malconsort premier cru (di Remoriquet) . Una spanna sopra, ovviamente, il Romanée Saint Vivant Les quatre journées di Latour.

Ottimi i rossi di Morey-Saint-Denis: qualche village (Amiot, Arlaud ), diversi buoni Clos de la Roche  (c’è molto piaciuto quello di Michel Magnien), per chiudere con un fantastico Clos des Lambrays 2009, che sarebbe valso da solo la serata.

Infine, due “piccoli”, sorprendenti vini. Quando devo passare all’assaggio di vini molto diversi da quelli precedenti, ricorro alle bollicine per pulirmi il palato: ecco dunque due Crémant davvero eccellenti, che potrebbero competere con molti Champagne: la cuvée Jean Baptiste Chautard di Picamelot 2007 e un sorprendente Crémant di Simonnet-Febvre 2007, fresco e nervoso come non mi capitava da tempo di bere. Se li trovate, non fateveli scappare.

 

 

I ristoranti

A Beaune non è difficile mangiare, quasi altrettanto che  bere. Ci sono ristoranti, generalmente di dimensioni piccole o medio-piccole, bistrot e brasseries (dove si mangia non stop) praticamente dappertutto. Tra quelli del Centro storico, ne abbiamo selezionato alcuni di differenti tipologie.

 

Rustico

La Beaun’ Franquette

3 avenue de la Republique

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Il nome è un gioco di parole. “A’ la bonne franquette” è un’espressione popolare per indicare “alla buona”. E alla buona è questo piccolo locale, rustico, ma gradevole (lo avevamo già provato una sera a giugno dello scorso anno). Unico ambiente , con un numero limitato di tavoli, d’estate può contare su una terrazza all’aperto. Cantina non vastissima, ma le scelte sono discrete. Buona anche la selezione dei vini al bicchiere (tra cui un piacevole Chorey-lès-Beaune, a soli 4 Euro).

Ci siamo stati a pranzo e ci siamo affidati al menu del giorno: dopo un crostino caldo di chèvre, cerbiatto in umido (ottimo) e una selezione di formaggi borgognoni, Il vino: un piacevolissimo Chassagne-Montrachet rouge di Blain-Gagnard 2009 ( a 36 Euro). Alla fine solo 79 Euro in due. Raccomandabilissimo.

 

Bio

Le comptoir des Tontons

22 Rue du Faubourg Madeleine

www.lecomptoirdestontons.com

Comptoir_tontonsSala abbastanza rustica, ma accogliente. Menus a 26 e 29 Euro (a pranzo a 19) . Abbiamo mangiato un piatto ciascuno (rispettivamente guancia di vitello e un boeuf bouguignon molto speziato, nel quale spiccava il coriandolo) con una bottiglia di Volnay Rossignol del 2008 (48 Euro), scelta da una carta dei vini molto ricca, anche se un po’ disordinata, con molte ottime bottiglie di Borgogna, ma anche della Loira, del Rodano e del Jura, con una precisa scelta “organic”. Alla fine circa 49 Euro a testa. Senza infamia e senza lode.

 

Familiare

La table de Guigone

1, place du Docteur Jarrot

http://sites.google.com/site/latabledeguigone/

Un posto semplice, a un tiro di schioppo dal castello di Bouchard père et fils, nel quale si mangia benino. Sarebbe anche più gradevole se non fosse per l’accoglienza un po’ rigida di M.me Piombino (il marito ha origini italiane). L’ambiente, pur se abbastanza semplice e gradevole , è un po’ anonimo: il riferimento a Guigone de Salins forse avrebbe meritato una ricerca più accurata sull’ambiente e sugli arredi. Nulla da dire invece sulla cucina. Ci sono menu a 23, 26 e 38 Euro. La sera della Vente (domenica) c’era un menu speciale, a 38 Euro. Dopo il foie gras de canard maison et son pain grillé , che abbiamo preferito alla cassolette d’escargot aux pleurotes e alla terrine de lapin et sa confiture d’oignon, abbiamo optato per la cuisse de canard au vin rouge de Bourgogne (davvero molto buona, accompagnata da una fantasiosa sfoglia croccante di patate), evitando l’onnipresente boeuf bougugnon (proposto à l’époisse Berthaut) e le Saint Jacques con indivia.Quindi uno chèvre chaud, saltando il dessert (profiteroles ,vacherin aux deux profumes e la coupe beaunois), avendo superato i nostri massimali calorici. Un bicchiere di Viré clessé sul fois gras (bene) e un piacevole Saint-Amour (un cru di Beaujolais di Drouhin 2009, a  25 Euro). Circa 56 Euro a testa

Cosy

Le Conty

5, rue Ziem

www.leconty.fr

ContyPiacevole e accogliente bistrot al piano terra, con spazio esterno per la stagione migliore (ma per i borgognoni non fa differenza, mangiano all’aperto anche se diluvia), magnifica cantina del XVI secolo nel sottosuolo, divisa in salette ristorante.Isabelle e Laurent Parra propongono tre menu a prezzo fisso a 18, 26 e 38 Euro, bella carta dei vini, con offerta ben centrata di vini al bicchiere. Nel gradevole bistrot (che esibisce un impressionante cinghiale imbalsamato) abbiamo scelto un ottimo risotto ai legumi e una tajine de sanglier (cinghiale), con un St-Aubin rouge 1er cru es sentiers du Cloud di Larue. Col caffè e l’acqua minerale, 51 Euro in due, poco più di 25 Euro a testa

 

Elegante

Le Jardin des Remparts

10, rue de l’Hotel Dieu

www.le-jardin-des-remparts.com

Remparts2Il più elegante, con un magnifico giardino e una delle più belle terrazze di Beaune, sulla quale si mangia ovviamente d’estate. Aperitivo al primo piano, in un accogliente bar con camino. Si mangia al piano terra in una bella e accogliente sala.

Menus a 35 e 90 Euro (110 a  febbraio, menu a base di tartufi). Il menu proposto dallo chef Roland Chanilaud per la Vente (19 e 20 novembre), a 85 Euro é fantasioso , bello a vedersi, interessante per il palato:dalle bourguignonne; Oeuf cocotte aux truffes de Bourgogne; Crocquant de potiron, cru de langoustines malté; coquille St. Jacques “citron échalote”; Volaille à la royale, purée légère; époisses , gelée café et biscotti; coco-passion; ananas glacé au coriandre. Eccellenti le varietà di burro (specie quello alle acciughe) proposte in tavola.

Con una flûte di Crémant Domaine Bohrmann e una bottiglia di Vosne-Romanée di Mugneret-Gibourg 2008 (85 Euro) e caffé, circa 145 Euro a persona. Impressionante la carta dei vini, con oltre 900 referenze, prevalentemente borgognone (con il Domaine de la Romanée-Conti, D’Angerville, Coche- Dury, Raveneau ed altri grandi). Prezzi onesti, ma certo non leggeri per i portafogli normali,

 

Snob

Ma Cuisine

Passage Sainte- Hélène (appena fuori da Place Carnot)

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Ma_cuisineIl più amato da Mr. Burghound: un’unica grande sala con soppalco, accogliente, anche se un po’ rumorosa. Impressionante la carta dei vini, con tutti i migliori di Borgogna. In cucina Fabienne Parra, figlia d’arte di André Parra, e in cantina il marito, Pierre Escoffier. Sui tavoli olive condite e vari tipi di senape. Limitata la scelta dei piatti, appuntata su una lavagna nera. Abbiamo scelto la specialità della casa (piccione arrosto) e un piatto di formaggi. Come vino, un Morey-Saint-Denis del giovane talento Cécile Tremblay 2008 (66 Euro). Pareri discordi. Per me “non pari alle attese e soprattutto alla carta dei vini”. Più negativa l’opinione della mia accompagnatrice, decisamente disappointed dal piccione.Alla fine 71 Euro a testa.

 

L’albergo

Hotel Henri II

12-14 rue du Faubourg Saint-Nicolas

www.henry2.fr

Henry2A Beaune e subito fuori, nelle vicinanze, ci sono molti alberghi, generalmente non grandissimi, che si riempiono con grande anticipo sulla Vente. Noi abbiamo optato (prenotando una delle ultime camere disponibili ad aprile) per l’Hotel Henri II, ex Best Western , ora autonomo, appena fuori dalla Porta Saint-Nicolas, in posizione davvero strategica. Gli Hospices si raggiungono in 5-6' a piedi. Si tratta di una costruzione, ben restaurata, della metà del seicento. Le camere sono di dimensioni variabili: la nostra era spaziosa e fornita di tutti i confort: nel frighetto la piacevole sorpresa di mezze bottiglie di Bourgogne Aligoté , Bourgogne blanc e rouge e Beaune premier cru di Château, tutti di Bouchard, a prezzi ragionevolissimi (10 Euro, 20 i premier cru). Accoglienza buona , personale sollecito e disponibile, buona la prima colazione , inclusa nel prezzo. Costo 135 Euro durante le trois glorieuses, più bassi durante l’anno (Pubblicato il 26.11.2011)

 

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Nota integrativa (12.12.2011).

Ora che sono noti i dati ufficiali della vendita, risulta che le somme totali ricavate dalla vendita del vino ammontano a 5.289.973 Euro . I prezzi medi di aggiudicazione dei vini rossi sono diminuiti del 6.21%, quelli dei vini bianchi del 12.86%.




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