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drink different

Le contrade di Passopisciaro al Vinitaly

Tra gli assaggi fatti al Vinitaly mi hanno particolarmente colpito i vini della Tenuta Passopisciaro di Andrea Franchetti, di cui ho potuto assaggiare insieme tutti i diversi cru, dell’annata 2010 di prossima uscita, avendo ancora fresco il mio ricordo dell’assaggio dei vini del 2009. Una serie impressionante, a partire dal “semplice” Passopisciaro, assemblaggio delle uve di parcelle diverse nelle contrade Malpasso, Arcuria,Favazza,Santospirito e Guardiola, tra i 500 e i 1000 metri di altezza, vendemmiate tardivamente a fine ottobre-inizi di novembre, e poi via via le magnifiche contrade, degustate in progressione di altitudine: Chiappemacine, Porcaria, Sciaranuova, Rampante.

Difficile indicare il migliore. Sarebbe stato necessario più tempo e soprattutto poterli confrontare a coppia: per piacevolezza irresistibile il Chiappemacine, più autorevoli e complessi Porcaria , Sciaranuova e Rampante, ma tutti davvero molto buoni.

passopisciaro_2009Molto buono il Passopisciaro 2010, di grande espressività e piacevolezza , frutti rossi e macchia mediterranea al naso e bocca fresca e sapida (91-93), sugli stessi livelli di quello del 2009 (91) e forse qualcosa in più . Di pari livello il Chiappemacine,da una piccola parcella a 550 metri di altitudine: fresco e varietale, dai sentori seduttivi di ciliegia rossa e ribes, già molto equilibrato (91-93).

Più complesso e lievemente più austero il Porcarìa, da un ettaro e mezzo di vigne di 60-80 anni a 650 metri di altitudine, un vino di grande profondità e lunghezza (92-94). Eccellente anche la versione del 2009, alla quale l’anno in più ha conferito maggiore immediatezza (93).

SciaranuovaForse appena un tocco in più per lo Sciaranuova,l’altro grande cru di Passopisciaro, da vigne ottuagenarie a 850-950 metri di altitudine , dal naso lussureggiante, morbido e molto elegante sul palato (93-95).

Lievemente più austero, ma di grande personalità l’ultimo cru, il Rampante, un ettaro di vigna a oltre mille metri di altitudine, un vino complesso, con un naso molto intrigante, nel quale ai consueti frutti rossi ,si aggiungono note di macchia mediterranea e resina, un vino che avrà una lunga evoluzione (93-95).

franchetti_2009A chiudere il Franchetti , splendido “straniero”, da un insolito blend di Cesanese di Affile (via via diventato prevalente) e Petit Verdot, un’esplosione di frutti neri e di sentori balsamici, canfora, cedro,marzapane,dai tannini elegantissimi e levigati, un vino stupefacente vista anche la giovinezza delle vigne (92-94). (Pubblicato il 9.4.2012)

 

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