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Grande degustazione di Champagne a Roma

Una grande degustazione di Champagne si è svolta martedì 2 ottobre scorso presso il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, a Roma . L’ha organizzata il Bureau Champagne Italia, uno dei nodi di una rete di vere e proprie ambasciate dello Champagne nei principali paesi di esportazione, facenti capo al Comité Champagne .

Si è trattato della più grande degustazione di Champagne , sia per quantità che per qualità, mai effettuata nel nostro paese , che, ricordiamolo, è il sesto tra i maggiori importatori di questo magnifico vino. Erano presenti 67 produttori di tutte le dimensioni , sia le grandi Maison , sia molti qualificati récoltant-manipulant, con ben 190 differenti cuvée.

Ho assaggiato una sessantina di cuvée, da quelle più note a quelle da poco presenti sul mercato italiano, riportandone un’impressione globale molto positiva. Molto elevato il livello qualitativo medio, con alcune punte di livello assoluto. Impossibile descriverli tutti. Riservandomi di riportare in modo più dettagliato e analitico le nostre impressioni in altri servizi , qui   riporto alcune rapide notazioni non sistematiche.

Grande, come sempre il Blanc de blanc Salon, 100% grand cru , dell’annata 1999, per personalità, eleganza, verticalità. Un ottimo Salon, che avrà, come sempre, lunga vita.

Millenaires_HedsieckEntusiasmante il Blanc des Millénaires (vendemmia 1995) di Charles Hedsieck, brioche e nocciola al naso, dalla tessitura finissima e dalla grande persistenza aromatica. Molto riuscito anche il Rosé reserve, uno dei migliori che ho assaggiato in questa degustazione. Grande, per tutte le cuvée presentate , l’affidabilità degli champagnes della Henriot: molto fresco , naso agrumato , con note floreali e di frutti rossi, il rosé; ampio, potente ed elegante il blanc de blancs , perlage fine e persistente, di buona espressività olfattiva, con note lievemente tostate.

EnchanteleursMagnifica la cuvée des Enchanteleurs 1998, vino di punta della casa, uno champagne di grande finezzaed eleganza, evocazioni di brioche e frutta candita.Molto bene gli Champagne di Delamotte,tutti molto ben fatti e gradevoli . Mi è piaciuto molto il rosé,fresco e agrumato, con note floreali e speziate; molto buono anche il Blanc de blanc millesimato, del 2002, elegante e minerale, ancora giovanile. Belle riuscite per la cave coopérative di Mailly, in particolare la cuvée millesimata, L’Intemporelle, di cui era in assaggio la versione del 2007: grasso ed armonico, molto piacevole e persistente, anche se ovviamente an cora giovane, ha una marcia in più. Una conferma gli champagnes di Henri Giraud, di cui ho già parlato nel mio servizio di maggio scorso dedicato alla Champagne. Delle cuvée in assaggio, affascinante la cuvée Fût de Chêne 2000, un grande champagne, ricco e complesso, che ha confermato l’eccellente impressione ricevutane durante la mia visita ad Ay, ma molto bene anche l’Hommage a François Hémart, davvero interessante. Una menzione per qualità e affidabilità per tutta la gamma degli champagnes della Paul Bara, una eccellente espressione del Pinot del territorio di Bouzy.

Molto buono il grand cru millesimato , dell’annata 2004, fruttato e minerale, delicato ed elegante; ottima riuscita anche per il Grand cru réserve s.a., di grande freschezza e finezza; è invece tra i rosé che più mi sono piaciuti il Grand rosé de Bouzy, grand cru 100% , dal bel colore diafano , fruttato e croccante . Tra gli champagnes rosé mi è piaciuto anche il brut millesimato (del 2007), di Deutz, Maison de champagne ad Ay, altro grande territorio per il Pinot noir . Classici e molto equilibrati gli altri due champagnes assaggiati, il Brut classic e il Blanc de blanc 2006.Molto buoni gli champagnes della gamma Pol Roger presentati a Roma: una bella espressione del millesimo 2002 la cuvée Vintage; fresco ed elegante il rosé 2004: bello il colore, di buona intensità.

Infine è stata una gradita sorpresa ritrovare l’Oeil de Perdix di Jean Vesselle, che avevo avuto modo di apprezzare diversi anni fa.Non avevo più ritrovato gli champagnes di questa piccola casa di vigneron, da tre secoli a Bouzy, stranamente (per me) mai ricordata nelle Guide: 11 ettari di proprietà e meno di 100.000 bottiglie l’anno.

vesselle-oeil-de-perdrixL’Oeil de Perdrix è un blanc de noir che non riesce ad essere completamente bianco,dal colore pallidissimo, appena macchiato di rosa, appunto “a occhio di pernice”: una tradizione di origine antichissima, che viene fatta risalire al Medioevo, quando la Champagne non aveva ancora le bollicine, e rivaleggiava con i vini di Borgogna per conquistare i mercati di Parigi,e che oggi sopravvive nei cosiddetti vin gris.Fresco e vinoso “sente” il Pinot di Bouzy; è uno champagne di estrema piacevolezza per l’occhio, il naso e il palato (Pubblicato l'8.10.2012).




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