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drink different

Charming Charmes e Mazoyères al MWF

Una degustazione molto interessante quella degli Charmes-Chambertin e dei Mazoyères-Chambertin del Domaine Taupenot-Merme tenutasi domenica, in fine mattinata,   a Merano. Per più di un motivo, oltre che per il fatto di aver potuto assaggiare dei vini molto interessanti di un Domaine che conoscevo poco.

Taupenot1Il primo motivo è rappresentato dal fatto che il Domaine Taupenot-Merme , dall’anno 2000, vinifica e imbottiglia separatamente i vini di questi due grandi cru di Gevrey-Chambertin, che il regolamento permette di commercializzare sotto la medesima etichetta di Charmes-Chambertin, per una di quelle curiose asimmetrie amministrative, che, ad esempio, permettono di denominare Chambertin uno Chambertin-clos.de-Bèze, ma non viceversa (o, in altro contesto, Sauternes un Barsac, ma non il contrario).

In principio mi aveva un po’ stupito la scelta di proporre un confronto tra due cru strettamente contigui, che vengono frequentemente apparentati , piuttosto che altri maggiormente polarizzati tra loro (ad esempio, un Mazis o un Ruchotte con il più delicato Charmes). Poi, man mano che assaggiavamo i dieci vini che ci sono stati proposti, sono emerse delle interessanti regolarità tra le diverse annate di ciascuno dei due cru, e ne è uscito un confronto molto interessante tra due terroir assai più diversi di quanto non credessimo al principio.

Innanzitutto va ricordato che Gevrey-Chambertin, unica località della Côte de Nuits (e dell’intera Borgogna), comprende ben nove diversi grand cru, oltre a ventisei premier cru (tra i quali quel Clos Saint-Jacques che tutti considerano un superpremier cru o il futuro decimo grand cru di Gevrey).Charmes (per brevità, ometterò, di seguito, di ripetere il suffisso Chambertin) è sicuramente il più grande , per estensione della superficie in produzione, con i suoi quasi 29 ettari, un po’ più di quella dello Chambertin e dello Chambertin-clos-de Bèze insieme. Mazoyères è invece il più piccolo, con i suoi 1.72 ettari, anche più dei minuscoli Griotte e Ruchottes.Le vigne si trovano ad un’altezza di 260-280 metri, su dei piccoli rilievi piuttosto piatti, che scendono da ovest a est: la parte rocciosa è costituita dal caratteristico calcare “ á entroques”, ricco di fossili di gigli di mare (crinoidi risalenti al Triassico ), che diventa, nella parte più bassa, di tipo comblanchiano (un calcare di origine giurassica, risalente al periodo batoniano, simile al marmo ). Si tratta di un suolo calcareo ricco di ferro ricoperto di depositi alluvionali scistoso-ghiaiosi, specie nella parte più meridionale.

Le origini del Domaine Taupenot Merme (il secondo nome è quello della madre di Romain Taupenot e della, signora Virginie,sua sorella , che ha presentato i vini insieme con Ian D’Agata e Pavos Kaviakanos, entrambi giornalisti di Decanter) risalgono alla seconda metà del ‘700 ed ha una dimensione abbastanza grande, per la regione considerata , con i suoi circa 13 ettari. Le proprietà che lo compongono, oltre che a Morey-Saint-Denis,sono distribuite in diversi altri territori della Borgogna. Nella Côte de Nuits, a Chambolle-Musigny e a Nuits-Saint-Georges , e, naturalmente, a Gevrey-Chambertin, che rappresentava la proprietà della famiglia Merme , e nella Côte de Beaune, a Auxey-Duresses e a Saint-Romain ( di cui ho potuto assaggiare un eccellente bianco e un piacevole rosso allo stand), che costituivano la proprietà Taupenot . A queste terre, che consentono al Domaine di proporsi in ben 19 appellations, bisognerebbe poi aggiungere un pezzetto piccolissimo, di appena 420 metri quadrati , del prestigioso Clos des Lambrays, che la famiglia non ha mai voluto cedere , e da cui ricava pochissime bottiglie. Tutti i vini provengono da viticoltura biologica,anche se non certificata.

Taupenot_2Abbiamo assaggiato in tutto dieci vini, di cinque vendemmie successive, dal 2005 al 2010, con la sola eccezione , ed è stato un vero peccato, del 2009: due annate maggiori (il 2010 e , naturalmente, il 2005), e tre medie, che , con qualche arbitrio, si potrebbero mettere in scala da quella migliore (2008), a quella meno strutturata (il 2007). Cominciamo a dire che i vini di Mazoyères si sono confermati più austeri e tardivi, e forse leggeremente più longevi di quelli di Charmes, la cui maggiore piacevolezza e immediatezza fa sottostimare il potenziale di invecchiamento. Tutti comunque hanno mostrato una grande purezza, e, nonostante l’uso esteso di legno nuovo in pièces borgognone di 228 litri, per nulla “legnosi”.

Abbiamo potuto degustare i vini in successione, dall’annata 2010 alla 2005. Il fatto di non poter tornare sullo stesso vino per effettuare dei confronti a due a due ha in qualche modo reso più difficile cogliere le differenze più fini tra le diverse annate dello stesso cru, ma qualche indizio c’é.

Mi sono piaciuti moltissimo i due vini del 2010, che indubbiamente sembrano spiccare rispetto agli altri. In particolare il Mazoyères mi è sembrato, pur se all’inizio un po’ ritroso, di grande profondità e spessore: intenso, potente e quasi un po’ selvaggio, lunghissimo, mi è sembrato davvero un grande vino (94). Molto buono anche lo Charmes, forse appena un soffio sotto, ma sugli stessi livelli, con un bellissimo frutto, davvero charmant (93).

Taupenot_3Da una vendemmia abbastanza sofferta e un po’ più tardiva, che un forte vento settentrionale,a metà settembre, ha letteralmente “salvato” da fastidiosi attacchi di oidio e muffe non nobili (poi una selezione severa delle uve ha fatto il resto) i vini del 2008 si sono mantenuti su livelli eccellenti, confermando all’assaggio le loro differenze. Armonioso e seduttivo lo Charmes, appare più maturo e di grande equilibrio (92), assai interessante il Mazoyères , con un bellissimo naso, che offre frutti neri e leggera violetta, con un grande potenziale di invecchiamento (93).

Effettivamente i vini del 2007 appaiono più leggeri e maturi, tali da poter essere apprezzati già adesso: pur avendo davanti a sé ancora alcuni anni, non suggeriscono una conservazione prolungata come l’annata precedente. Molto piacevoli entrambi i cru, con una leggera preferenza per lo Charmes, intenso e con un bellissimo naso, al palato si propone con una tessitura fine ed elegante (92). Più muscoloso e forse un po’ più rustico il Mazoyères, che comunque offre una bella espressione di questo territorio (91).

Robusto e quasi selvatico, il 2006 di Mazoyères si fa ancora una volta lievemente preferire, per profondità e lunghezza, con un corredo olfattivo  di grande intensità , più simile al 2008 (92).Buonissimo anche lo Charmes (con mirtilli, lamponi, evocazioni terrose e di sottobosco), più leggiadro e molto armonico(91).

Infine l’annata 2005. Più ritroso il Mazoyères, forse anche per una leggera riduzione, rispetto allo Charmes, invece decisamente più aperto a livello olfattivo, con belle evocazioni di frutti rossi e sottobosco , come sempre, molto armonico ed elegante (93). Il Mazoyères mostra tuttavia un grande potenziale, dotato di una struttura poderosa, che verrà fuori nel tempo. Al palato, più che al naso, che col passare dei minuti comunque si apre progressivamente, è denso, potente, di grande autorevolezza (94).

 

Domaine Taupenot-Merme

33. rue des Grands-Crus

21220 Morey-Saint-Denis

Tel.: +33380343524, E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

(Pubblicato il 16.11.2012. Seguono altri servizi sul MWF)




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