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drink different

L'Araba Fenice: il Vin de Constance

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L’araba fenice era il mitico uccello capace di risorgere dalle sue ceneri.

E il Vin de Constance un po’ araba fenice lo è davvero.

 Vino dolce sudafricano altrettanto mitico, fino alla seconda metà dell’Ottocento, di notorietà non inferiore a quella del Sauternes e del Tokaji (ne parlarono , tra gli altri, Jane Austen , Charles Dickens e Charles Beaudelaire) scomparve letteralmente dopo la grande peste della fillossera. Per ricomparire circa un secolo dopo , quando . poco più di trent’anni fa, nel 1980, Duggie Jooste acquistò Klein Constantia con l’intento di riportare in vita quel Vin de Constance, che tanto era piaciuto a Federico il Grande e a Napoleone, con l’aiuto tecnico del prof. Chris Orferre, dell’Università di Stellenbosch.

La proprietà Constantia risale al 1685, allorquando fu fondata dal Governatore del Capo, Simon van der Steal , nella valle posta di fronte alla False Bay. Essa occupava praticamente per intero la valle, con si suoi quasi 900 ettari. Van der Steel vi costruì una villa, circondata da giardini e frutteti, e vi impiantò 7000 ceppi di viti, per la maggior parte importati dalla Germania . Già molto stimato a quel tempo, il Vin de Constance giunse però alla sua maggiore notorietà con il nuovo proprietario, Hendrik Cloete. Van der Steel era infatti morto nel 1712:nessuno dei suoi familiari era rimasto a Constantia, per cui la tenuta fu divisa in tre parti e venduta. Cloete acquisì circa un quarto della vecchia proprietà . Aveva già avuto esperienza di viticoltura a Stellenbosch. Il Vin de Constance , sotto la conduzione di Cloete, raggiunse il vertice della sua fama.

Si trattava di un vino dolce non fortificato, cioè senza aggiunta di alcol, da un blend di Muscat de Frontignan in maggioranza, Pontac, Muscadel bianco e rosso e Chenin blanc. Non era un vino botritizzato, come il Sauternes e il Tokaj, dal momento che, all’epoca, al Capo non c’era botrytis, ma piuttosto un vino da vendemmia molto tardiva.

Alla morte di Cloete, Constantia fu divisa tra i due eredi. Jacob Pieter divenne proprietario di quella che fu da allora denominata Groot Constantia. Suo fratello Johan Gerard ebbe la parte superiore della proprietà, da allora nota come Klein (la piccola) Constantia.Era il 1818. Nei cinque anni successivi, Johan Gerhard piantò 33.000 nuove viti, costruì una nuova cantina ed insieme una nuova casa padronale di stile olandese. Klein Constantia raggiunse il suo apogeo, ma, nel 1859, l’oidio invase la regione a ovest del Capo. Pochi anni dopo arrivà il flagello della fillossera e per Constantia fu la fine, finché, dopo vari passaggi di proprietà, Duggie Jost non l’acquistò e diede inizio alla sua rinascita. Era intanto passato oltre un secolo.

Il “nuovo” Vin de Constance, prodotto a Klein Constantia, è oggi elaborato in un vigneto di dimensioni molto più ridotte di quelle originali Ora gran parte di quei suoli sono stati divorati dallo sviluppo urbano, e la parte, assai più piccola, restante è distribuita tra quattro aziende.Il vino di Klein Constantia è prodotto da una vigna di circa 8 ettari di Muscat de Frontignan (Muscat blanc à Petits Grains), sulle colline dei monti di Constantiaberg , caratterizzata da suoli costituiti da arenaria con sabbia nella parte superiore, poi via via di detriti rocciosi ricchi di argilla, infine  più sabbiosi nella parte inferiore.

Una parte ridotta (circa il 10%) di uva è vendemmiata più precocemente per mantenere i livelli di acidità, il resto, più tardivamente, a più riprese, per accumulare più zuccheri.

Il primo Vin de Constance dell’era due fu quello della vendemmia del 1986, da viti impiantate appena quattro anni prima, e fu rilasciato nel 1990. Noi abbiamo assaggiato i vini di sei vendemmie, dal 2001 al 2007, saltando l’annata 2003 .

Dorato luminoso alla vista , il Vin de Constance si offre intenso al naso, con un ventaglio aromatico molto ricco, nel quale predominano pesca e albicocca candite, gli agrumi e frutta tropicale essiccata. Sul palato è dolce e denso, ma non stucchevole, temperato da un apporto equilibrato di alcol e acidità. Molto lungo e appagante.

Constantia_2001_ridottoMi sono piaciuti molto i vini del 2001 (93/100) e del 2002 (92/100), che evidentemente si sono avvantaggiati del lungo affinamento: entrambi molto ricchi , specie il primo, di maggiore tenore di alcol, e intensi, piacevolmente agrumati, con note di pera e albicocca, e , lievi, di erbe.

Molto buono anche il 2006, anche se ovviamente ancora molto giovane , dal naso ricco di agrumi rossi e frutta tropicale (ananas e mango) . Dolce con i suoi 170 grammi di zucchero, ma ben bilanciati con l’alcol e l’acidità (95/100).

Ancora in ascesa il vino del 2007, inizialmente un po’ più chiuso all’olfatto: un vino ricco e complesso, con sentori speziati di zenzero e note di arancia candita e mele cotte (93/100).

Molto buono anche il Vin de Constance del 2004, che si offre al palato fresco, con note di frutta gialla e piacevolmente affumicate (93/100) . Apparentemente un po’ meno espressivo al naso il 2005, molto dolce e con meno alcol, con sentori di frutta surmatura e candita (91/100)

 

Klein Constantia,

PO Box 375
Constantia
7806
South Africa

www.kleinconstantia.com

 

Degustazione svoltasi durante il Merano Wine Festival il 12.11.2012. Pubblicato il 5.12.2012

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