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Anteprima Amarone al Palazzo della Gran Guardia di Verona

amarone09

Il 26 e 27 gennaio ha avuto luogo la X edizione di “Anteprima Amarone”, la manifestazione organizzata dal Consorzio per la tutela dei Vini Valpolicella , nel corso della quale si è discusso dell’annata 2009, che tra qualche mese sarà disponibile alla vendita, e sulle prospettive di sviluppo dell’Amarone nella produzione e sul mercato nazionale e internazionale.

Nella bella sede del Palazzo della Gran Guardia, a pochi passi dall’Arena, si è svolta la mattina del giorno 26, in una sala gremita di giornalisti e operatori, e alla presenza delle autorità, una tavola rotonda moderata dal giornalista Davide Paolini (“Il Gastronauta”, Radio 24 ore). Alla  relazione di Daniele Accordini, vice-presidente del Consorzio, che ha presentato in dettaglio le caratteristiche dell’annata 2009 e le specificità delle diverse vallate nelle quali si articola la produzione, si sono aggiunte quelle di  Christian Marchesini, Presidente del Consorzio, che ha introdotto la Tavola rotonda, Alessandro Bianchi , presidente della Camera di Commercio di e Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere, che hanno completato il quadro  illustrando i cambiamenti  avvenuti negli ultimi dieci anni.

 

Qui ci limiteremo ad alcune osservazioni.

La prima è che, negli ultimi anni, l’estensione delle vigne in produzione nella Valpolicella è sensibilmente accresciuta, di quasi il 50%, raggiungendo la ragguardevole cifra di  7.345 ettari. Ciò ha necessariamente comportato una crescita considerevole deli volumi prodotti, che sono passati dai 120.000 q.li dell’anno 2000 ai circa 320.000 del 2012. Anche le bottiglie di Amarone vendute hanno raggiunto cifre di assoluta importanza :nel 2009, infatti, sono state vendute complessivamente 9 milioni di bottiglie (di tutte le diverse annate insieme),e nel 2010 i sono quasi raggiunti i  13 milioni.Analogamente a quanto accaduto per al tre DOCG, una crescita così importante pone certo interrogativi sulla omogeneità qualitativa del vino prodotto,che , accanto  punte di eccellenza, comprende anche molti vini più facili e di relativo valore.

La seconda considerazione riguarda i cambiamenti climatici. Quella del 2009 è stata un’annata molto calda , superiore anche al caldissimo 2007 e appena sotto il torrido 2003, confermando un trend che vede un sensibile incremento delle temperature: una crescita oltre il 18%, negli anni 1987-2009, dell’indice Winkler (somma delle temperature medie giornaliere durante il ciclo vegetativo della vite), rispetto a quello degli anni 1965-1986 .

La ormai costante successione di annate decisamente più calde non è ovviamente priva di conseguenze sul prodotto: crescono i gradi zuccherini , diminuisce costantemente  l’acidità (nell’annata 2009 , la seconda più bassa, dopo quella del 2003), mentre  la gradazione alcolica restasu valori  importanti (normelmente oltre i 15° e spesso oltre i 16°). Questo significa prodotti di buona qualità, piacevoli e molto morbidi, ma molto diversi dagli Amarone di una quindicina di anni fa e con sensibili differenze tra i vigneti collinari della zona classica rispetto a quelli di pianura delle zone “nuove”.

Queste impressioni appaiono sostanzialmente confermate dagli assaggi. Erano presenti all’Anteprima una sessantina di aziende, “storiche” e più giovani, ciascuna delle quali presentava il vino del 2009, solo in alcuni casi già imbottigliato definitivamente, ma in maggioranza ancora in campioni di botte. Per la grande maggioranza dei campioni che ho potuto esaminare , anche se taluni erano ancora da affinare ulteriormente, si è trattato  generalmente di vini già ben definiti. Diverse aziende hanno affiancato all’assaggio del 2009 quello di una precedente annata dell’ultimo decennio.

Qualche dato sulle caratteristiche climatiche e sulla vendemmia. Il 2009 in Valpolicella è stato un anno climaticamente bizzarro, con un inverno freddo e piovoso,con precipitazioni parecchio più elevate dei valori “storici”, ciò che ha permesso di ricostiuire in parte le riserve idriche , che negli anni precedenti, si erano abbastanza depauperate. Neve abbondante e ripresa vegetativa lievemente ritardata.Il ritardo è stato poi recuperato grazie all’innalzamento delle temperature ( a maggio si sono superati i 30°): il  germogliamento è avvenuto  a inizio aprile , la  fioritura nella terza settimana di maggio .Vi sono state nuove abbondanti precipitazioni piovose  nei mesi di giugno e luglio, , anche con una leggera grandinata, che ha provocato danni limitati, poi il grande caldo ad agosto, con punte di 40° percepiti. Settembre è stato più fresco e ventilato, con buone escursioni termiche. La vendemmia è stata così anticipata di circa due settimane rispetto a quella precedente, inziando il 9 settembre, e si è protratta per cinque settimane, disturbata da un solo giorno di pioggia, ciò che ha permesso di gestire con più tranquillità il periodo di appassimento delle uve. L’accumulo zuccherino è stato più elevato della media storica e di quella del 2008, l’acidità è stata invece notevolmente più bassa, con un ph alto, che è tornato molto utile nella fermentazione malolattica, consentendo di ottenere vini più rotondi e fini.L’appassimento è terminato il 1 dicembre , con un calo medi di peso del 35% e concentrazioni ziuccherine di 270-280 grammi litro.Le fermentazioni si sono durate circa un mese,svolgendosi in modo ottimale, grazie allo stato eccellente delle uve e alla loro giusta maturazione. 

 

 Veniamo ora agli assaggi. Ovviamente impossibile rendere conto di tutti. Mi limiterò ad alcuni spunti e ai vini che mi hanno maggiormente colpito tra quelli che ho potuto assaggiare . Generalmente il livello qualitativo è stato buono: quello del 2009 sarà un Amarone che incontrerà il gusto del consumatore e, nonostante un  livello piuttosto basso di acidità, potrà durare abbastanza a lungo (8-10 anni, a seconda dei singoli casi).

Tra quelli delle aziende più antiche, mi è piaciuto l’Amarone di Stefano Accordini : già pronto (è stato imbottigliato a luglio 2012 ed è quindi in commercio) è possente, ha naso complesso, nel quale, alle note di ciliegia (kirsch) e rose appassite, ne subentrano altre più speziate. Sul palato è caldo , alcolico e poderoso, ma armonico, con note lievemente tostate.Da  poco operativa nella nuova cantina di Cavalo, nel comune di Fumane, l’azienda è la  cantina più alta della Valpolicella, a 500 metri di altitudine.

Di Aldegheri ho assaggiato, oltre all’Amarone dell’annata 2009 ,  la riserva del 2005. Il primo è ancora in affinamento, e sarà disponibile solo in novembre.Naso fruttato con note di ribes e fiori scuri,al palato è vigoroso, molto sapido, con tocchi minerali . La riserva del 2005 é  calda e potente, molto speziata,con note di pepe, tabacco e grafite, rinfrescata da lievi soffi balsamici.

Già presente sul mercato da settembre il  Villa Arvedi 2009, unico vino presente all’Anteprima della storica casa Bertani. Un ottimo Amarone tipico della Valpantena, di struttura robusta,  piacevolmente balsamico profumata di ciliegia, con note tostate,  di cannella ed erbe ; sul palato è fresco e di buona persistenza.

L’Amarone classico  2009 di Monte del Fra (sede a Custoza e 118 ettari di vigna, di cui 18 a Fumane nella zona classica ) è ancora in affinamento e sarà pronto solo a fine anno, ma può già essere apprezzato come un buon Amarone,  leggermente etereo , con note di confettura di ciliegie, caldo e avvolgente, Molto buono l’Amarone Tenuta Lena di Mezzo del 2008, proposto insieme con il vino dell’annata in esame. Un vino potente, un poco austero, ma elegante, con note di confettura di ciliegie, cacao e liquirizia .

Bene  anche i vini proposti da Cesari, azienda di Cavaion Veronese, che risale agli anni ’30, 19 ettari di vigna di proprietà e altri 90 in affitto, dai quali ricava circa 250.000 bottiglie l’anno. L’Amarone del 2009 è ancora in affinamento (sarà pronto in marzo) : ha un bel colore rubino scuro, naso che offre more,ribes, sottobosco, al palato è caldo e rotondo. Potente e  speziato l’Amarone Bosan del 2004  affiancato a quello del 2009. Si tratta di una selezione di una vigna più in altitudine, un ottimo Amarone di stile moderno,  pieno e vellutato, molto piacevole  ed elegante.

Molto buono   l’Amarone classico di Santa Sofia dell’annata 2007, 36 mesi in botti di rovere di Slavonia e un ulteriore anno di affinamento in cantina: ha naso complesso ed ampio, molto balsamico, con la caratteristica ciliegia sottospirito, cacao e tabacco, è potente, ma molto armonico ed elegante, di grande persistenza. Il  vino del 2009 è ancora in fieri  (sarà pronto per la commercializzazione il mese prossimo), ma mostra già una buona consistenza, è piacevole ed equilibrato.L’azienda Santa Sofia è tra le più antiche della Valpolicella, essendo stata fondata nel 1811, con sede e cantina in una bellissima villa palladiana del XVI secolo.

Molto interessante il progetto Espressioni avviato dalla Cantina del Valpolicella di Negrar, una cooperativa che raggruppa 230 viticultori  , con complessivi 600 ettari vitati. Da un vigneto  di circa sedici anni, esposto a sud-est, su un suolo  costituito da un impasto argilloso-limoso su calcari nummuliti, a 280 metri di altitudine nel comune di Negrar, nella parte orientale della zona classica, il Villa è una delle cinque diverse espressioni del terroir dell’Amarone : una collezione di vini di alta qualità  , ciascuno corrispondente ad una particolare zona della Valpolicella classica (le altre sono:Castelrotto,Mazzurega, Monte e San Rocco). Una bella sfida a chi sostiene che l’appassimento delle uve occulta la provenienza territoriale dei vini. Davvero magnifico  il vino del millesimo 2005: di struttura poderosa, con i suoi 17 gradi di alcol,70% Corvina e la restante parte metà Corvinone e Rondinella, è un Amarone affascinante , di grande  potenza e densità e tuttavia fresco ed elegante. Chapeau.Di buon livello anche l’Amarone del 2009, già pronto, ma di minore impatto gustativo.

Mi sono piaciuti i vini dell’azienda Tinazzi. Dodici ettari di proprietà a Bardolino e 60 in Puglia, dove ha recentemente acquistato la Tenuta Feudo Santa Croce. Il suo Amarone del 2009, già in commercio, è fresco e balsamico, con un bel frutto, molto morbido. Caldo e speziato, il Cà dei Rocchi La Bastia del 2008, anch’esso in assaggio in questa Anteprima,  è una espressione molto  ben riuscita di Amarone, con un quadro olfattivo elegante, più floreale , con note di tabacco e liquirizia, morbido e avvolgente al palato.

Trale cantine più giovani, mi hanno piacevolmente impressionato  i vini della MonteZovo  e della Tenuta Chiccheri.

Monte Zovo è  un’azienda giovane, essendo stata fondata solo nel 2000, ma che costituisce già una realtà interessante. E’ un’azienda a carattere familiare , che possiede due tenute molto vocate per la produzione di Amarone  di alta qualità: la tenuta Maffei, a 450 metri di altitudine , che si affaccia sulla Val d’Illasi, e la tenuta MonteZovo , a 350 metri sulle colline del Garda.Abbiamo assaggiato dapprima il vino del 2009, non ancora in commercio: color rubino scuro, naso ampio, nel quale, a note di frutti di bosco, si alternano altre più floreali e speziate, di liquirizia e  moka; sul palato è caldo e potente, con una trama tannica fitta , piacevolmente sapido.Bello ed elegante il Monte Zovo 2007 proposto di seguito: naso molto fine,con note di  frutta rossa sotto alcol, di menta e spezie esotiche; caldo e potente, è setoso e lungo sul  palato  .

Ha solo 10 anni di attività la Tenuta Chiccheri, una giovane cantina della Val d’Illasi.  Ho trovato molto ben fatti i suoi Amarone, sia del 2009, ancora in affinamento (sarà disponibile solo nella primavera del 2014), che del 2007. Da vigne ad alta densità di impianto (9000 ceppi per ettaro) poste a 400 metri sul livello del mare, su suoli prevalentemente calcarei,  fermenta in acciaio e viene poi affinato 36 mesi in rovere francese: potente ed alcolico, offre ciliegia, frutti rossi  e spezie dolci al naso, in bocca è caldo e armonico, con tannini setosi e buona persistenza.

(Pubblicato il 2.2.2013).

 

 

 

 

 

 

 




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