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drink different

Verticale di Fontalloro al Roma Wine Food Festival

E’ toccato al  Fontalloro aprire le due degustazioni dedicate ai grandi vini da Sangiovese (nell’altra sono state degustate altrettante annate di Flaccianello della Pieve) in questa  manifestazione gemella del Milano Wine Food Festival. E’ Ian D’Agata il gran regista delle degustazioni guidate di questa prima edizione: con lui sono anche Giuseppe Mazzocolin, responsabile commerciale dell’azienda Felsina, produttrice del Fontalloro, e il giornalista Fabio Turchetti.

Una bella degustazione , con tutte le annate dal 2000 al 2009, con la sola esclusione del 2002.Unico neo: peccato che non ci fossero magnum.

Fontalloro è l’altro grande Sangiovese di Felsina: è fatto con  uve della stessa varietà (Sangiovese 100%) di quelle della Riserva Rancia, l’ammiraglia dei Chianti classico DOCG dell’azienda, ma è solo un Toscana igt, perché queste provengono da due vigne diverse di Castelnuovo Berardenga, comune chiantigiano che si colloca giusto al limite della denominazione classica, già affacciato sulle crete senesi. Una di esse è ancora dentro la DOCG, l’altra, pur in continuità con essa, fuori.Fontalloro, come Rancia, è nato nel 1983, ma le vendemmie prese in esame in questa degustazione sono quelle degli anni 2000, che maggiormente  marcano il cambiamento climatico in corso.Lo spartiacque può essere considerata la vendemmia del 1990: fino ad allora la previsione di raccolta delle uve era infatti collocata ai  primi di ottobre, dopo non si è mai andati oltre settembre per la vendemmia.Si tratta di quasi 10 ettari di vigna, con una densità (nei nuovi impianti) di 5400 ceppi per ettaro, con un sesto di 2,30 x 0,80, una età media di 30-45 anni, esposti a sud-ovest. La prima vigna, come si è detto, é all’interno della zona classica, la seconda già in quella senese, ad altezza lievemente inferiore (tra 330 e 407 metri di altitudine): esse sono caratterizzate da suoli differenti, roccioso, calcareo e pietroso quello dell’una, sabbioso-limoso quello  dell’altra, con piccoli ciottoli e molti sedimenti marini.Il vigneto Rancia si trova una cinquantina di metri più in alto ( tra i  400 e 420 metri) e ha un suolo più calcareo, caratterizzato da  alberese, e, in alcuni punti, galestro.

Dopo la pigiatura e la diraspature, il Fontalloro fermenta a temperatura controllata  (tra i 28 e i 30 gradi) , restando a macerare per 16-20 giorni, durante i quali vengono effettuate follature e rimontaggi. Dopo la svinatura, il vino effettua la fermentazione malolattica in vasi di acciaio, quindi, in primavera (marzo-aprile) viene trasferito in barriques da 225 litri di primo e secondo passaggio, dove permane per 18-22 mesi a seconda dell’annata. Il vino è poi assemblato in acciaio per concludere il proprio affinamento in bottiglia per altri 8-12 mesi.

Fontalloro Roma

 

 

 

 

Concentrato ed opulento, ma di grande morbidezza, il Fontalloro delle annate 2006 e 2007, tra i migliori pur in una serie tutta di alto livello. Il 2007 viene da un’annata più calda, appena mitigata da qualche benefica pioggia in  giugno, dopo un inverno mite e una primavera più calda della media.L’annata 2006  è stata climaticamente più varia: temperature miti nel periodo invernale e primaverile, con una anticipazione della fioritura e uno sviluppo vegetativo abbondante e rigoglioso. Poi una breve fase più fresca e piovosa a maggio e nella prima parte di giugno, quindi un ritorno del caldo nella seconda parte di giugno, un’estate più temperata e un bel settembre, con scarse piogge , giornate soleggiate e con forti escursioni termiche notturne. Due annate molto buone, con un frutto ben evidenziato, bella polpa e tannini eleganti, con una lieve preferenza per il vino dell’annata 2006, più fresco e nervoso (93/100), rispetto all’opulento 2007 (92/100). Sorprendente il Fontalloro dell’annata 2003, un’annata uniformemente ed eccezionalmente calda, turbata solo da una forte gelata nella prima decade di aprile, che interrompeva un inverno e un inizio di primavera molto miti. Pur se ridotte in quantità, le uve hanno potuto sfruttare un’estate secca e molto calda, che ha loro permesso di raggiungere la piena maturità. La vendemmia è stata anticipata di una quindicina di giorni rispetto al solito, con uve magnifiche. Il vino, che oggi ha i suoi 10 anni, appare molto in forma, con un frutto croccante  e una eccezionale morbidezza (91/100). Eccellente anche il vino del 2009, un’altra annata calda, con temperature medie più alte della media in inverno e primavera, con corrispondente anticipazione del germogliamento e di tutte le fasi fenologiche, un giugno raffrescato da qualche pioggia che ha ricostituito le risorse idriche in sofferenza, prima di affrontare un’estate molto calda.Il vino (94/100). ha un magnifico colore rubino, naso intenso, balsamico ,  con note fruttate, di ciliegia e mora, molto minerale e sapido, sul palato è avvolgente e seduttivo, con abbondanti evocazioni speziate Insomma il Fontalloro. Più nervoso, ma molto fresco, il Fontalloro 2008. Viene da un’annata caratterizzata da un pattern climatico differente, con un inverno mite e  con qualche pioggia, e una primavera assai più fresca della norma con piogge abbondanti; il caldo è arrivato nella terza decade di giugno  consentendo un parziale riallineamento delle maturazioni rispetto al calendario abituale. Vendemmia più tardiva delle ultime e più simile a quelle normali del Chianti classico, prima del riscaldamento climatico, con uve di qualità eccellente, perfettamente mature.  Il Fontalloro 2008 (93/100) appare oggi forse meno pronto di quello del 2009, già molto equilibrato : va aspettato ancora un po’, ma promette molto bene. Più scuro e austero il vino del 2004, con un elegante corredo speziato, frutto di un’annata molto equilibrata. Colore rubino granato, al naso frutti rossi in confettura , tabacco e spezie orientali (92/100). Di bello spessore anche il vino del 2001, un’annata   climaticamente molto diversa: inverno non freddo, con qualche pioggia e una spruzzata di neve, primavera secca e piuttosto fredda nella prima parte, una gelata tardiva ad aprile, che non ha fatto molti danni, molto calda l’estate, con picchi termici alti, mitigata da una buona escursione termica notturna. Il vino conserva una buona freschezza, grazie anche ad un discreto livello di  acidità , al naso un ricco corredo speziato, con ritorni sul palato, tannini ben levigati (92/100). Infine, l’annata 2000,  che Mazzocolin ritiene  rappresentativa del passaggio a una serie di vendemmie più calde.Inverno mite con piogge e un paio di nevicate, primavera piovosa e con tempearture in salita da maggio, agosto molto caldo e qualche benefica pioggia a settembre. Al naso ciliegia matura e prugna, tocchi floreali e spezie scure (90). Sul palato si mantiene fresco grazie ad una acidità sostenuta, di buona persistenza. Ricorda in parte il vino del 2005: annata con un inverno più rigido della media degli ultimi dieci anni, nevicate a febbraio, primavera inizialmente più fredda, con conseguente ritardo del germogliamento e  dello sviluppo vegetativo, poi il caldo di giugno , ma luglio e agosto più freschi con qualche pioggia, seguiti da un settembre molto favorevole e bel tempo durante la vendemmia, conclusasi nella terza settimana di ottobre.Un buon Fontalloro (90/100), anche se meno seduttivo di quelli delle ultime quattro annate (dal 2006 al 2009) 

(Pubblicato il 27.6.2013)




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