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drink different

Champagne!

Pubblico

 

Lunedì 7 ottobre si è tenuta a Milano l’edizione 2013 di quella  che è ormai nota come Giornata Champagne, la più grande passerella degli Champagne importati in Italia, organizzata annualmente dal Bureau de Champagne in  Italia. Non va dimenticato infatti che l’Italia è il sesto paese nella classifica mondiale dell’esportazione di Champagne.

Nelle ampie sale dell’Hotel Principe di Savoia, erano presenti 39 marchi e ben 120 differenti cuvées, pronte per essere assaggiate da un pubblico, mai così numeroso, di giornalisti, esperti, operatori del mondo della ristorazione e delle enoteche.

Il Bureau Champagne in Italia rappresenta il Comité Champagne, un organismo semi-pubblico istituito nel 1941, che riunisce tutte le maison e i viticultori della Champagne, che ha sede a Épernay.Esso organizza le relazioni tra i vigneron e le maison nella compra-vendita delle uve, registrando tutte le transazioni, assicurando l’equilibrio tra la domanda e l’offerta;gestisce tutte le relazioni tra i produttori e le istituzioni amministrative francesi e della Comunità Europea; sviluppa, con il suo braccio tecnico, programmi di ricerca e sperimentazione nella regione in tutti i campi: dalle tecniche colturali ai progetti di zonazione, dallo studio del clima alla lotta ai parassiti della vite.

In questa occasione è stato anche consegnato per la prima volta, da Bruno Paillard, Presidente della Commissione comunicazione e denominazione del Comité Champagne, il Prix Champagne de la Joie de Vivre 2013, alla cantante Malika Ayane. Questo premio è attribuito a coloro che, negli ambiti più diversi, esprimono con stile, eleganza e ottimismo lo spirito dello Champagne, e quella joie de vivre, di cui lo Champagne è il simbolo.

Una bella giornata (anche se non metereologicamente) ed una eccellente occasione per assaggiare i nuovi prodotti.

Nella foto sotto: un'immagine della sala.

 

aperturaMolta qualità, come sempre, moltissime conferme ed anche qualche bella sorpresa. Non potendo parlare di tutti i vini presenti in degustazione, mi limiterò a dire qualche impressione su quelli che ho potuto assaggiare (una sessantina di cuvées) e qualche riflessione generale.

Tutte le diverse Maison proponevano all’assaggio tre cuvées (con qualche eccezione: ad es. Salon proponeva il suo unico Champagne prodotto , Il Salon S Blanc de blancs dell’ultimo millesimo , il 1999): la riserva base , un rosé e un millesimato. La maggior parte delle cuvées millesimate erano dell’annata 2004, ma c’era anche, sia pur in minor numero,  qualche millesimo più recente (2005-2006-2007), e, naturalmente alcuni Champagne di  grandi annate più vecchie, come la 1996 e la 2002.

Quella del 2004 é unanimemente ritenuta una buona, per molti ottima,pur se non grandissima annata. Per intenderci, non al livello di 1996 e 2002, ma sicuramente migliore dell’infelice 2001 e del modesto 2003 e  delle annate successive (2005-2007), fino a un 2008, che suscita belle speranze.E’ stata una vendemmia record, dal punto di vista quantitativo,favorita da condizioni climatiche insolitamente favorevoli per la Champagne:un inizio d’anno molto freddo, con neve e ghiaccio, poi un periodo più mite e asciutto, a parte qualche giornata più fredda alla fine di Aprile, a cui hanno fatto seguito un mese di maggio abbastanza soleggiato e un giugno difficile, con sbalzi termici, vento e qualche grandinata, che però non hanno fatto danno alla fioritura. Dopo un mese di agosto piovoso, piuttosto fresco e poco soleggiato, un magnifico settembre molto mite  ha favorito una maturazione ottimale  delle uve fino alla vendemmia di fine mese.

Nella foto sotto: la bella serie di Françoise Bedel

BedelMagnifici gli Chardonnay, di buona qualità  anche le varietà a bacca nera: uve sane, giustamente mature, con buoni livelli di acidità e soprattutto abbondanti. Ottimo dunque il punto di partenza: poi molto è dipeso da come i produttori hanno interpretato l’annata, cercando, vista anche l’abbondanza, di realizzare delle cuvée più facili , basate sulla esaltazione un po’ superficiale del frutto, oppure puntando  su champagnes più rigorosi ed eleganti .

Nitidi e ben calibrati gli champagnes proposti dalla Legras & Haas, un marchio relativamente giovane, ma solidamente impiantato nella tradizione champenoise. Trenta gli ettari di vigna, prevalentemente a Chouilly, nella Côte des Blancs, dalle cui uve provengono  delle belle cuvées grand cru, sia il Blanc des blancs sans année, sia l’assemblage Exigence, nelle cui vene scorre anche una metà di Pinot noir di Aÿ. A Milano è stato proposto anche un equilibrato rosé, per metà Chardonnay e l’altra di uve rosse (25% Pinot noir e 25% Pinot Meunier).

Proprietaria di una diecina di ettari di vigna ad Ay , di una bella parcella  a Mareuil-sur-Ay e di suoli in premier cru a Mutigny e Bisseul, la Henri Goutorbe propone di anno in anno dei buoni ed affidabili Champagnes dominati dal Pinot di Aÿ. Tra quelli presentati a Milano spicca la Special Club , del millesimo 2004, grasso e vellutato , molto fine e lungo. Molto buono, dopo le due grandi annate 1996 e 2002,  il La Grande Sendrée 2005 della Maison Drappier, una delle migliori della Côte de Bar: per il 55% Pinot noir dell’omonimo cru a Urville e il resto Chardonnay di Chouilly, intenso e vinoso, che si annuncia molto “gastronomico” , così come il Blanc  Millésime d’Exception 2006, anch’esso a maggioranza di Pinot noir (65%). Molto gradevole il più semplice Brut Nature sans soufre.

De Saint Gall Orpale

Nella foto accanto: gli Champagnes de Saint Gall

Ottima impressione anche da de Saint Gall (Union Champagne), una eccellente cooperativa , con sede ad Avize, nella Côte des Blancs, ma con belle parcelle di Pinot noir nella parte Sud della Montagne di Reims, e principalmente ad Ambonnay.Oltre a vins clairs molto ricercati per la loro origine nobile per la elaborazione di cuvées di prestigio da nomi come Taittinger (Comtes de Champagne),Laurent Perrier (Grand Siècle) e Moët Chandon (Dom Perignon), dal 1984 produce, con il marchio De Saint Gall, una gamma di  raffinati Champagnes. A Milano abbiamo assaggiato un ottimo Blanc de Blancs premier cru, e due champagnes della collezione Orpale, entrambi molto buoni: il Rosè Brut e il  magnifico Blanc de Blancs 1998, lasciato 10 anni sui lieviti  (per il 30% senza malolattica), di eccezionale finezza (oro pallido , bolle molto  fini e persistenti, naso intenso di frutti bianchi e pesca, freschezza iodata al palato).

Molto bene anche quest’anno i vini proposti da Paul Bara, una bella Maison di Bouzy, un cru opulento, più caldo, ciò che gli permette di produrre degli ottimi Bouzy rossi: abbiamo molto apprezzato, oltre allo Special Club grand cru 2004 (90% Pinot noir  e 10% Chardonnay), di buona intensità, il Grand Rosé de Bouzy grand cru, regolarmente tra i nostri preferiti della categoria.

Di bella regolarità gli Champagnes della Henriot,una Maison con una proprietà di circa 35 ha e  conferimenti dalla Côte des Blancs e dalla Montagne de Reims. Buona materia di base, dosaggi discreti, sono champagnes mobidi e delicati.

Di buon livello il più semplice della gamma, il Brut Souverain, fine e agrumato il Blanc de Blancs, fine e intensa la Cuvée des Enchanteleurs, vintage 1998.

Louis XV

Mi sono sembrati molto  fini e convincenti gli champagnes della linea De Venoge, di cui ho potuto apprezzare, oltre a un ottimo Blanc de blancs 2004, affinato 8 anni sui lieviti,il prezioso  Louis XV vintage 1996, uno Champagne di grande eleganza di un grande millesimo.

Nella foto a lato: la bottiglia del Louis XV 1996 di De Venoge.

Tra gli Champagnes biodinamici, oltre alla gamma sempre inappuntabile  di Françoise Bedel (molto buoni l’Extra-brut Origin’elle, 72 mesi sui lieviti, il Comme Autrefois , 11 anni sui lieviti;un Robert Winer 1996 , da riscoprire ad ogni assaggio), nei quali è il Pinot Meunier a farla da padrone, mi è piaciuta, tra le altre,  la cuvée, dal nome curioso di Les chèvres pieurreuses di Leclerc Briant ; un Cumières premier cru, 40% Pinot noir, altrettanto Chardonnay e il restante 20% Pinot Meunier: ciliegia e frutta bianca, pietre gessose e citronella al naso, attacco fresco e morbido sul palato, con ritorni di frutta secca e spezie.

Una sorpresa sono stati per me gli Champagnes  della Maison Comte Audouin de Dampierre, che non mi era mai capitato di assaggiare: molto fini  e di grande bevibilità, a partire dalla Cuvée des Ambassadeurs, uno champagne di esemplare freschezza, 50% Chardonnay di vari cru della Côte des Blancs (Avize, Cramant e Le Mesnil sur Oger) e 50% Pinot noir della Montagne de Reims (Bouzy, Ambonnay e Cumières), alla più preziosa Family Reserve, pur se di un millesimo non eccezionale, il 2005: ampio e complesso, quest’ultimo offre frutta gialla, canditi, spezie dolci non eccessivamente mielate, chiusura con la caratteristica ficelle  originale, che ferma il sughero, dopo 80 mesi sui lieviti, con l’antica gabbietta di canapa impeciata, secondo la regola dell’Ordinanza reale del 1735. Elegante e bello a vedersi nel suo ramato molto pallido l’Oeil de Perdrix des Ambassadeurs, 10% di Pinot noir di Bouzy e Ambonnay  e 90% di Chardonnay grand cru della Côte des Blancs. Naso fine di frutti di bosco  e brioche, fresco ed equilibrato al palato.

SalonHo chiuso i miei assaggi con lo straordinario blanc de blancs di Salon, l’S 1999, atteso da un numeroso gruppo di appassionati affollatosi davanti al banchetto in attesa dell’orario indicato per l’apertura della bottiglia . Di questo Champagne ho già scritto a proposito del millesimo precedente (il 1997). Qui sopra: L'S di Salon 1999

Quella del 1999 non è stata un’annata straordinaria nella Champagne, nonostante molti aspetti  facessero presagire risultati molto positivi:prima le violente grandinate iniziate a maggio che hanno causato danni abbastanza estesi, poi le piogge insistenti, hanno prodotto un effetto di diluizione delle uve che ha abbassato il rating dell’annata. Alcuni dei maggiori produttori, come Krug, ad esempio, non hanno prodotto quell’anno il millesimato. Gli Chardonnay sono stati comunque di ottima qualità e questo 1999 di Salon appare all’altezza dei precedenti millesimi. Uno Champagne di inconfondibile  eleganza, fresco, floreale, di straordinaria persistenza.

(Pubblicato il 21.10.2013)




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