Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Il ritorno della leggenda: il Clos des Lambrays

Lambrays 1Morey-Saint-Denis è un piccolo centro di circa 700 abitanti della Côte d’Or, a poco più di 20 Km. da Beaune e a una quindicina da Dijon, ma comprende la bellezza di cinque grands crus, anche se uno di essi, Bonnes Mares, in condivisione (e in ben più ridotta misura) con Chambolle-Musigny.Il Clos-des-Lambrays è certamente uno dei più prestigiosi, sia per storia (le sue origini affondano nel Medioevo, allorquando era di proprietà di Citeaux), sia per qualità. Da quando, nel 1981, ha potuto tornare al rango che le spettava, di grand cru, la sua ascesa qualitativa è stata costante e praticamente inarrestabile. (Nella foto sopra, la bella costruzione nel parco del Domaine des Lambrays).

Merito degli ultimi proprietari, i Freund, ma soprattutto del suo régisseur, Thierry Brouin, che ha retto con mani salde  il timone di questo Clos, quasi un monopole, se si eccettua un fazzoletto di terra, ancora di proprietà del Domaine Taupenot-Merme.

E’ proprio Brouin ad accoglierci , con estrema cortesia, nella nostra visita, guidandoci dapprima, attraverso il bel parco che circonda la costruzione che si scorge dal cancello, alle vigne, e poi in cantina per gli assaggi. Il Clos des Lambrays , con i suoi poco meno di 9 ettari (ha. 8,84) è appena un po’ più grande del vicino Clos de Tart e poco più della metà del grand cru più esteso di Morey-Saint-Denis, il Clos de la Roche.Esso risulta dalla unione di tre piccoli lieu-dits, Les Larrets (ha. 5,72), che è al centro, ed è  il più grande, Les Bouchots (ha. 1,99) e Max-Rentier  (ha. 1,13)., posti in continuità con le case del lato ovest del paese , fino a inerpicarsi su una collinetta fino all’altezza di 320 metri. Il nome , secondo alcuni, deriverebbe appunto dalla combinazione dei nomi di questi tre lieux-dits, ma, nei registri catastali del 1791, appare il nome Lambrets , distinto da quello di Larrets. I suoli sono ovviamente diversi a seconda dell’altitudine, ma simili a quelli del Clos de Tart, calcari bianchi misti ad argilla, con più argilla nelle parti  più in basso. (Nella foto sotto il padrone di casa aspira per noi il Puligny-Montrachet Caillerets 2012

Lambrays 2Abbiamo dapprima assaggiato quattro  vini ancora in fusto: il Clos des Lambrays 2011, comunque  già assemblato e in parte imbottigliato, due Puligny-Montrachet dalle parcelle di proprietà del Domaine nei  due climats , Les Caillerets e Les Folatières 2012, e un blend di entrambi, resosi necessario per le quantità assai ridotte, del 2013. Nella cantina sotterranea, abbiamo poi assaggiato il Clos-des-Lambrays delle annate 2010 e 2006.

I bianchi: due ottimi Puligny 1er cru, molto puri ed eleganti, Les Caillerets con qualche punto in più di personalità rispetto al Les Folatières, comunque molto ben riuscito. Buono anche il blend del 2013, ovviamente più indietro nell’affinamento, ma già armonico e con una avvertita mineralità. Ma ovviamente la nostra attenzione è principalmente rivolta ai rossi. Lambrays 5Magnifico il vino dell’annata 2010, a cominciare dall’olfatto, davvero irresistibile, frutti rossi, prugne, spezie, note selvatiche; sul palato è di straordinaria eleganza, molto armonioso e persistente (94-95).

(Nella foto accanto, Brouin versa nei bicchieri il Clos des Lambrays 2006)

Un’ottima  riuscita anche il vino del 2011: un’annata meno ricca e concentrata di quella del 2009, ma che , oltre ad un naso, come sempre, molto ricco ed espressivo, mostra una tessitura molto fine ed elegante sul palato, con tannini morbidi e una chiusura davvero molto bella e lunga (93-94).In parte una sorpresa il riassaggio dell’annata 2006, un’annata forse in parte sottostimata perché  immediatamente successiva a quella del 2005: naso floreale molto elegante, con note terrose e speziate, sapido e minerale sul palato, ha bella profondità e concentrazione,  e un finale molto lungo (93).

Domaine des Lambrays, 31 rue Basse,21220 Morey-Saint-Denis

www.lambrays.com

(Nella foto di sotto, un particolare della barricaia del Clos des Lambrays)

Lambrays 4

(Pubblicato il 31.3.2014)




 Privacy Policy