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drink different

C'é del nuovo nel Beaujolais

La regione del Beaujolais non era espressamente compresa nei Grands jours de Bourgogne, anche se il profumo del Gamay non era mancato nella  sessione dedicata alla Symphonie Mâconnaise. Qualche produttore era però presente nella giornata  dedicata ai Jeunes talents.

Abbiamo assaggiato dei prodotti validi, di bella freschezza, fruttati, di grande bevibilità , come possono esserlo solo i Beaujolais , confermando l’impressione che qualcosa stia davvero cambiando in questa regione, che rischiava di morire annegata nel mare del Beaujolais nouveau industriale che aveva drogato il mercato . Ci siamo infatti imbattuti in  un paio di produttori i cui vini ci sono piaciuti molto. La più bella sorpresa è stata quella di un Domaine che non conoscevo, il Domaine Poulard. Dal 2009 Christophe e Jean-Louis hanno preso le redini di questo Domaine, fondato  negli anni ’60 dai  nonni, e poi sviluppato dai genitori Jean-Noel e Danielle.Questo Domaine, che ha sede a Villié-Morgon, nel territorio di uno dei migliori cru del Beaujolais, Morgon, può oggi contare su circa 17 ettari di vigna, il 95% nell’ambito dell’appellation Morgon, e la restante parte nell’ambito di un altro bel cru del Beaujolais, Chriroubles. Solo il 15% di queste vigne è di proprietà della famiglia; il resto è in affitto. Che dire di questi vini?  Abbiamo cominciato con uno Chiroubles 2011 , di  grande piacevolezza: delicato, gioiosamente fresco e fruttato,dal naso molto floreale di peonia e mughetto, una vera  delizia 

Dame NoireCi è piaciuto moltissimo il  La Dame Noire, un gran bel Morgon proveniente da una  vigna di 70 anni situata nella parte migliore di questo cru, la Côte du Py, esposta a sud. Un  Beaujolais, quello dell’annata 2012, che non ti aspetti, bellissimo già dal colore, dal profumo intenso di  ciliegie e pesche mature, richiama il pinot noir, di buon corpo con una bella trama tannica , migliorerà ulteriormente col  tempo.Altrettanto interessante il Fût de chêne 2012, un Beaujolais più robusto, affinato nove mesi in fusti di quercia: molto speziato, è un vino di buon spessore, capace di affrontare, migliorando,  alcuni anni di invecchiamento. Anche il Morgon “di base” 2012 mi è sembrato una bella espressione di questo territorio, davvero vocato  per il Gamay: bel colore granato, al naso frutta matura, carnoso e fresco sul palato. Attenzione: sono tutti  vini che in cantina vendono ai “particuliers” a 5-6 euro.

Una cantina molto  interessante mi è sembrata anche quella del Domaine Richard Rottiers:  fondata solo nel 2007, attualmente è  in conversione al biologico, situata in quello che può forse essere considerato il miglior terroir del Beaujolais, Moulin-à-vent.Rottiers ,dopo esperienze a Chablis, Gaillac e Brouilly, e, all’estero , in Sud Africa e Nuova Zelanda, si è installato con la sua compagna, Corinne, a Romanèche-Thorins, nel cuore del Moulin-à-vent. Gli ettari di proprietà sono solo poco più di 4, ma le vigne sono tutte vecchie, di età compresa tra i 40 e gli 80 anni, molto vocate alla produzione di qualità.Molto ben fatto il vino più semplice della gamma, il Beaujolais villages del 2013, che ha perto la degustazione; ancora in fieri il Moulin-à-vent 2013, non ancora in bottiglia, di cui abbiamo assaggiato un campione spillato, che mostra già i caratteri di questo cru , installato su un suolo ricco di granito rosa infiltrato da abbondante manganese, che gli conferisce il caratteristico aroma di violette e iris.Il Gamay  pinote, come si dice qui, ossia  finisce per somigliare al Pinot noir, Molto interessanti  le altre due cuvées che abbiamo assaggiato: il Dernier souffle 2012, da una vigna dal suolo molto ricca di granito, il cui inquietante  nome (ahimé) evoca la vicinanza al cimitero  di Romanèche-Thorins. Fa otto mesi in fusti di legno , ed ha una maggiore complessità: è un Moulin-à-vent strutturato, con una  bella polpa, con un buon equilibrio di  acidità, frutto e tannini.

Il miglior vino è però il Moulin-à-vent Champ de Cour, di cui  abbiamo assaggiato l’annata 2011: viene da una vecchia vigna di poco meno di un ettaro proprio al centro del climat Champ de Cour e non è filtrato. E fa un periodo più lungo (dieci mesi) di affinamento in legno. E’ un Moulin-à-vent elegante, con un avvertito aroma di lamponi, molto armonico e vellutato , con una bella profondità. Non mi stupisce che sia piaciuto anche  Jancis Robinson. 

Domaine Poulard, Les Mulons, 69910 Villée-Morgon

www.domaine-poulard.fr

Domaine Richard Rottiers, La Sambinerie, 71570 Tomanèche-Thorins

www.domainerichardrottiers.com

(Pubblicato l’11.4.2014)




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