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drink different

Cinque giorni davvero grandi: Les Grands Jours de Bourgogne 2014

Di ritorno dalla Borgogna , dove ci eravamo recati per i Grands Jours, riassumo  in poche righe. Per approfondire leggi gli articoli completi, riportati di seguito.

Ho bevuto vini che voi umani…

Ricordate lo splendido Blade Runner di Ridley Scott? Il replicante ribelle Rutger Hauer dice in punto di morte ad Harrison Ford la famosa frase: “Ho visto luoghi che voi umani non potete neppure immaginare”.

Ebbene non è possibile immaginare quali vini abbia bevuto, specie la sera della cena di giovedì sera allo Château de Clos de Vougeot organizzata dalle Grandi Maison. Nella degustazione che l’ha preceduta, abbiamo infatti assaggiato 36 grands crus, 19 rossi e 17 bianchi, davvero da favola. Chapeau. Non sarebbe stato possibile organizzare meglio questa manifestazione, resa speciale anche dalla ufficializzazione candidatura del vignoble bourguignon al Patrimoine Mondial dell’UNESCO.Complimenti ai nostri cugini francesi con l’augurio che qualcuno raccolga la sfida qui in Italia e sappia fare altrettanto negli anni che verranno. Leggi di più, di seguito.

Sono bio ma non puzzo.

Scusate, ma finiamola di gabellare dei vini semplicemente difettosi per vini d’autore straordinari. Alla serata dedicata a Parlons durable, la degustazione dei vini biologici e biodinamici della Borgogna, abbiamo assaggiato dei vini biodinamici splendidi , fruttati e floreali, di grande freschezza ed eleganza che danno la vera misura di che cosa significhi lavorare duro e con continuità in un grande territorio come è indubbiamente la Borgogna. E speriamo che tutto il battage che si è fatto e si sta facendo sui vini naturali, liberi o che altro ancora, a cui- ammettiamolo- si sono accodati, tra i molti seri (che ci sono) anche non pochi furbetti che hanno trovato il modo di spacciare per buoni vini mediocri di territori modesti, non stufi il consumatore e non indebolisca la sacrosanta crociata dei produttori più rigorosi a sostegno di una vitivinicultura davvero sostenibile e trasparente. Leggi di più di seguto.

C’è del nuovo nel Beaujolais

Erano pochi e anche un po’ nascosti nella saletta dedicata ai Jeunes Talents di Borgogna, ma che bei vini di Beaujolais abbiamo assaggiato! Certo non il Beaujolais Nouveau celebrato dalla grande industria, ma splendidi Morgon, Chiroubles , Moulin-à-vent, anche semplici villages, davvero di bella qualità e piccolissimo prezzo (tra i 5 e i 6 euro, udite udite). Leggi di più, di seguito.

Verità della leggenda.

Che quello del Clos des Lambrays appartenga alla ristretta schiera dei Domaines che affondano nella leggenda di una storia quasi millenaria (il primo riferimento è del 1365) non ci sono dubbi. Ma oggi questo grande Clos di Morey-Saint-Denis , grazie all’impegno dei proprietari attuali, i Freund, e soprattutto al lavoro straordinario del suo conduttore, Thierry Brouin, ha in pochi decenni recuperato tutto il suo eccezionale prestigio e può oggi esibire , con il suo mitico rosso, anche dei bianchi di Puligny davvero di grandissima qualità. Leggi di più di seguito.

Grandissimi vini, ma…

I cugini francesi ce ne scusino. I loro vini sono grandissimi, ma la loro cucina, soprattutto quella delle regioni più settentrionali, è eccessivamente barocca e davvero un po’ obsoleta. Come avrebbe detto il grande Luigi Veronelli che usava l’espressione “vini non pari alla cucina” per descrivere quei ristoranti che avevano una cucina buona e spesso ottima, ma una scelta di vini modesta, ci viene da dire “Cucina non pari ai vini”.In questi giorni borgognoni siamo rimasti davvero un po’ delusi dai ristoranti nei quali abbiamo mangiato: alcuni, nuovi, non ci hanno entusiasmato, e qualcun altro, già conosciuto negli anni precedenti, abbiamo avuto difficoltà a riconoscerlo. Ma una prova d’appello si concede a tutti. Leggi di più nella sezione La carte dei vini.

Ci siamo commossi

Romanée ContiCome non commuoversi passeggiando tra le vigne più famose del mondo, quelle dei grandi crus di Vosne-Romanée, tra cui, naturalmente, La Tâche e Romanée-Conti? In un tardo pomeriggio, all’approssimarsi del tramonto abbiamo reso omaggio alla loro gloria millenaria e abbiamo creduto di sentire riecheggiare tra i filari il canto dei monaci cistercensi che per primi hanno dissodato quella magica terra.

(Pubblicato nella Home-Page il 23.3.2014)




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