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drink different

Assaggi alla Fête des Grands Vins de Bourgogne di Beaune

 

BeauneAlla 138 esima Festa dei Grands crus di Borgogna, tenutasi a Beaune, in occasione delle trois glorieuses (19-21 novembre), al Palais des Congrès, è stato possibile assaggiare molti bei vini della nuova annata 2010, insieme con alcuni delle vendemmie precedenti (2008 e 2009). Presenti numerosissimi produttori per tutte le diverse appellations, sia regionali che comunali, in premier e grand cru, sia della Côte d’Or che della Côte de Beaune, ma anche dello Chablisien, del Maconnais, della Côte Chalonnaise e del Beaujolais. Non mancavano poi gli stand , allegri e rinfrescanti, dei Crémant de Bourgogne, con i quali si poteva aprire ed eventualmente ripristinare il palato un po’ stressato da assaggi troppo numerosi e ravvicinati. Con 25 Euro si acquisiva, oltre al diritto di ingresso, un catalogo, sul quale ritrovare i produttori presenti e annotare le proprie osservazioni, e un bel Riedel da Bourgogne rosso, che veniva acquistato a titolo definitivo.

Bella sala, con banconi ben distribuiti , anche se con qualche difficoltà iniziale di orientamento (non c’era infatti una numerazione di riferimento). Tra i bianchi abbiamo assaggiato diversi Chassagne dell’annata 2010 di Amiot di tre differenti crus (Champgain, Vergers e Caillerets), freschi e minerali, con un 2009 di Philippe Colin come termine di confronto, e un interessante, saporito, Pouilly-Fuissé da vecchie vigne centenarie, del 2009, del Domaine Pierre Desroches, che ci ha colpito. Ci siamo maggiormente immersi nei rossi della Côte d’Or, Ci sono piaciuti lo Chaffots- Morey Saint Denis 2008 di Lignier, e il suo Clos de la Roche della stessa annata, e abbiamo potuto apprezzare per la sua ricchezza di frutto già avvertibile il Clos de la Roche grand cru di Michel Magnien 2010. Piacevole, anche se ancora un po’ rude (non dimentichiamo che la vendemmia risale a meno di due mesi) il Nuits-Saint-Georges clos des Argilles 2010 di Drouhin , di cui abbiamo assaggiato anche l’altro cru (il Procés 2009). Già più pronto,ma con un notevole potenziale evolutivo il Les Perdrix village del 2008 del Domaine des Perdrix. Abbiamo poi assaggiato anche un’anteprima del 2010 dell’Echezeaux grand cru di quest’ultimo Domaine , vigoroso e con un naso già ben espresso. Ci è piaciuto abbastanza il Vosne-Romanée Les rouges 2008 di Grivot. Da decifrare il Village 2010 di Fabrice Vigot. Gli assaggi più interessanti, quelli effettuati al bancone dedicato ai cru di Gevrey. Molto speziato il premier Champans 2008 di Philippe Leclaire, elegante il Gevrey-Chambertin di Trapet della stessa annata. Già sorprendenti i Gevrey village del 2010, CharlopinVieilles Vignes, e soprattutto di Dugat e di Armand Rousseau, due grandi vini in divenire Unico neo: il Palais des Congrès è una gran bella sede, ma piuttosto lontana dal Centro di Beaune.Non aver predisposto una navetta o almeno lo stazionamento di qualche taxi, in un periodo in cui il tempo è spesso (e lo era) brutto, ha creato qualche disagio agli appassionati meno attrezzati.

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Assaggi al ristorante.

Al ristorante Le Fleury di Beaune (in place Fleury, a poche decine di metri dall'Ancienne Cuverie degli hospices affidabile, anche se un po'prevedibile) abbiamo bevuto un Beaune premier cru du Chateau di Bouchard 2007: fresco, succoso, profumato, vale il prezzo pagato.

Al Pré aux Clercs di Dijon (ristorante di lusso che affaccia sulla piazza del celebre Palais dei Duchi di Borgogna, un po' di prosopopea, menu con piatti eleganti,ma non sempre armonici), abbiamo bevuto un Gevrey-Chambertin Vieiles Vignes di Humbert frères 2007,di buona struttura, con tannini ancora un po' rilevati, di personalità media (80 Euro).

TortinoAlla Maison Millière di Digione (locale storico, in edificio medievale sulla celebre rue de la Chouette, piacevole e ben arredato, al piano superiore di un bar- bazar di artigianato locale, cucina regionale abbastanza affidabile  , tra cui abbiamo apprezzato una zuppa di funghi ed escargots in crosta) ci é molto piaciuto un Nuits-Saint-Georges Vieilles Vignes del 2006 di Nicolas Potel (a 40 Euro), levigato, con profumi di frutti rossi e neri e spezie dolci  ben espressi ). In carta uno Chambolle Amoureuses del 2004 a 95 Euro, che avremmo acquistato se non avessimo dovuto ripartire in aereo (Pubblicato il 27.11.2010).

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