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drink different

La 17a volta di Summa

CasonQuella di Alois Lageder è una tenuta storica di una famiglia del vino giunta oggi alla sua quinta generazione. La coltivazione della vite vi risale agli inizi dell’800: si tratta di circa 50 ettari vitati di proprietà, coltivati in biodinamica, più quelli in affitto. (Nella foto a sinistra un'immagine del Cason Hirschprunn).

Anche quest’anno, in collaborazione con il famoso marchio Demeter, che controlla e certifica in tutto il mondo i prodotti da agricoltura bio-dinamica, ha organizzato, nei giorni 21 e 22 marzo, la nuova , la XVII, edizione di Summa (Summa 15), un’interessante manifestazione (certificata Green Event) , nel corso della quale oltre 60 importanti aziende vitivinicole, principalmente italiane, austriache e tedesche hanno presentato ad un folto gruppo di appassionati i loro prodotti.

CIMG2436Non ci sono stati però solo banchi di assaggio nelle sale del Cason Hirschprunn, affascinante palazzo rinascimentale del XVI secolo, di Magrè, e nella vicina Tòr Löwegang, nei cui locali sono comprese anche le cantine : seminari , verticali di grandi vini (tra questi il Pinot nero Krafuss e il Chianti classico La Casuccia Gran Selezione ), una interessantissima degustazione test di 13 vini differenti negli innovativi bicchieri da vino senza stelo (la linea O) della Riedel, condotta nelle storiche cantine dell’azienda dallo stesso Alois Lageder, Maximilian Riedel, della famosa casa specialista in bicchieri da vino, e dall’enologo Georg Meissner. (Nella foto sopra,a  sinistra, l'ingresso al cortile antistante le cantine).

Alois e GeorgSono stati provati , con cinque bicchieri differenti, numerosi vini ancora in botte : un Blaterle 2013, un Pinot gris (il Porer), un Viognier non filtrato, un Incrocio Manzoni, un Petit Manseng del 2014, e ancora Chardonnay Löwegang, Lagrein Lindenburg,  Pinot nero Krafuss (del 2013 e del 2014), un Tannat 2013 infine il Cabernet Cor Romigberg  del 2014 e il Cabernet Löwegang della prima vendemmia, il 1984. da una magnum (Nella foto a sinistra, Alois Lageder e Maximilian Riedel mentre commentano il test con i partecipanti).

DEgustazione in cantinaAlcuni degli assaggi effettuati hanno riguardato vinificazioni a carattere sperimentale di varietà non tradizionali, impiantate allo scopo di verificarne l'adattabilità nelle mutate condizioni climatiche.Molto interessante l'esame degli effetti gusto-olfattivi concernenti l'impiego dei differenti bicchieri: alcuni più evidenti e attesi (quelli dei vini da varietà come lo Chardonnay, il Cabernet Sauvignon e il Pinot noir, per i quali sono stati progettati bicchieri specifici per le loro caratteristiche organolettiche), meno scontati ma comunque sorprendenti quelli delle altre varietà .

Summa15 Alois Lageder Alois Clemens LagederUna cena molto festosa ha concluso i lavori nella serata. Che dire altro se non che è stata una bella festa del vino, ottimamente organizzata anche grazie al magnifico lavoro di uno staff di gentili e sempre disponibili assistenti, perfettamente coordinate dalla brava e onnipresente Valentina Fraccascia, responsabile dell’ufficio stampa ZED_COMM, che ha avuto anche un risvolto solidale, con la devoluzione dei biglietti di ingresso alla manifestazione ad Aiutare senza confini, organizzazione umanitaria che ha l’obiettivo di assistere i profughi della guerra birmana.(Nella foto sopra: Alois Lageder e il figlio Klemens accolgono gli invitati).

Impossibile descrivere tutti gli assaggi effettuati nell’occasione . Ci limitiamo perciò a menzionare, oltre al Cabernet Löwegang 1984, ancora sorprendentemente pimpante nonostante i suoi oltre 30 anni dalla vendemmia, a testimonianza della qualità che questo vitigno (in realtà si tratta di un taglio bordolese nel quale sono presenti anche altre varietà come il Merlot e il Carmenère) può raggiungere in questo territorio, l’assaggio di due vini, uno toscano e l’altro della Rheinessen.

Mi ha ancora una volta sorpreso il raro Caberlot, che l’azienda Il Carnasciale ha presentato a Magré nelle versioni del 2010 e del 2011.Due annate dal profilo molto diverso:quella del 2011 è stata un’annata molto calda, che ha comportato una vendemmia più precoce , 2-3 settimane prima del solito; la 2010 è stata all’opposto un’annata classica, lievemente più tardiva della media degli ultimi anni. Ha una storia di meno di 30 anni, questo vino (la prima vendemmia risale al 1988) davvero unico, che proviene non da un blend di Cabernet e Merlot, come il nome parrebbe suggerire, ma da un ibrido naturale di Cabernet Franc e Merlot, scoperto in una vigna abbandonata sui colli Euganei alla fine degli anni ’70 dal prof. Remigio Bodini e ceduta a Wolf Rogosky, pubblicitario di origine tedesca per impiantare la sua vigna a Mercatale Valdarno:siamo in provincia di Arezzo, ma alle porte della zona del Chianti classico. Si tratta di una varietà davvero speciale, che assomma i caratteri varietali dei due vitigni da cui discende, ma fusi in un mix unico, nel quale il carattere mediterraneo prevale sulle sue origini bordolesi. Scomparso Wolf, la moglie Bettina e il figlio Moritz continuano la sua attività, ottimamente coadiuvati da Marco Maffei e Peter Schilling.

CaberlotIl vino del 2011 ha colore rubino profondo naso prorompente di effluvi balsamici e note di frutti selvatici e macchia mediterranea; sul palato è ampio ed equilibrato, di notevole freschezza e mineralità. Di grande intensità e lunghezza.

Magnifico il vino del 2010, che si avvantaggia anche di un anno in più di affinamento: ricco e coinvolgente, dalla elegante tessitura , un Caberlot di grandissimo spessore. Forse la migliore annata finora assaggiata.

Pur in una serie di bellissimi bianchi, da varietà Grüner Veltliner e Riesling austriaci e tedeschi, non posso non citare il Riesling Auslese Nackenheim Rothenberg della vendemmia 2013. Esso proviene dalla tenuta Gunderloch, appartenente dal 1979 ad Agnes e Fritz Hasselbach, nella Rheinessen.Oggi le vigne assommano a 24 ettari, dopo l’acquisto di un’altra tenuta nella vicina Nierstein.Il Riesling vi rappresenta l’85% delle varietà coltivate, con piccoli quantitativi di Pinot grigio, Pinot bianco, Sylvaner e, ancora minori, di Sauvignon blanc e Pinot noir.

GunderlochLe vigne di Gunderloch sono situate su pendii molto ripidi (10-86%) affacciati sul Reno tra Nachenheim e Nierstein, a 50-150 m. , con esposizione est-sudest. Il suolo è molto caratteristico, costituito da ardesie rosse, con componenti pietrose e scistose, ciò che conferisce ai vini una inconfondibile mineralità. L’ Auslese è una delle diverse tipologie in cui è prodotto questo cru (dal Trocken al Beerenauslese): quello del 2013 è un Riesling davvero esplosivo, con una ricchezza di frutto eccezionale, con evocazioni di albicocca, melone, frutta esotica,agrumi; dall’acidità tagliente, temperata dalla notevole dolcezza, è di rara suggestione e incredibile persistenza. Mezz’ora dopo, a bicchiere completamente vuoto, se ne avvertiva ancora l’aroma.

(Pubblicato il 31.3.2014)




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