Questo sito utilizza i cookie per finalità di navigazione, autenticazione e altre funzioni. Navigando su questo sito, cliccando su 'Accetto' acconsenti all'installazione dei cookie sul tuo dispositivo.

Visualizza Privacy Policy

Visualizza i documenti della direttiva europea

Hai rifiutato i cookie. La decisione è reversibile

Hai acconsentito all'installazione dei cookie sul tuo computer. La decisione è reversibile.

drink different

Le degustazioni del Merano Wine Festival: i vini di Borgogna

Vini

Come tutti gli anni, le degustazioni guidate del Merano Wine Festival si sono svolte nella salette messe a disposizione dal vicino Hotel delle Terme. Quella dedicata ai vini della Borgogna è stata l’ultima in ordine di tempo, essendosi tenuta nel pomeriggio di lunedì 9. A guidarla sono stati Enzo Vizzari, curatore della Guida dei vini dell’Espresso, e Luca Gardini, noto sommelier. I vini assaggiati sono stati 7: tutte ottime bottiglie, che é stato un piacere assaggiare o riassaggiare, ma ci è sinceramente sfuggita la logica con la quale questa degustazione è stata costruita (Nella foto accanto, i vini degustati nei bicchieri).

Infatti, a parte la sua limitazione ai vini rossi alla sola Côte de Nuits (il titolo, “Le Terroir del’Excellence-Bourgogne”, era evidentemente troppo generale), la successione dei vini ha evidenziato una rappresentatività incompleta, anche rispetto a questo territorio più limitato, mancando del tutto, in essa, due territori dell’importanza di Vosne-Romanée e di Chambolle-Musigny, ma, al contrario, duplicando quelli di Gevrey-Chambertin, di Morey St.Denis (peraltro con due vini della stessa annata e dello stesso climat) e del Clos de Vougeot (anche qui due vini della stessa annata).Insomma, l’impressione avuta è che si sia trattato di una degustazione organizzata con i vini messi a disposizione dai distributori, più che progettata in base a un disegno formativo razionale. Ripeto: niente di male, la degustazione è stata ugualmente interessante e nessuno potrebbe dire che i vini serviti non fossero della qualità attesa, ma dal punto di vista didattico ci è sembrata un’occasione un po’ sprecata.

Veniamo comunque ai vini.

ChansonSi è cominciato con un Gevrey-Chambertin village della Maison Chanson Père et Fils del 2012. Si tratta di un buon Gevrey base, prodotto a partire da vigne collocate prevalentemente nella vicina Brochon, ricomprese nell’AOC: appena un tocco austero, ma di buona intensità, con naso balsamico e floreale. Nel 2012 le uve sono state vinificate con grappoli interi al 100%.

DugatL’altro Gevrey, bevuto più innanzi nella sequenza perché più vecchio, era invece un Coeur du Roy del 2006 del Domaine Dugat-Py. Proviene da vigne molto vecchie (tra i 50 e i 95 anni) di Epointures, Combe du Dessous e Les Marchais, vinificate per il 50% con i raspi ed elevate per il 65% in fusti di legno nuovo.Si tratta quindi di un Gevrey village di notevole personalità per il suo livello, ormai molto maturo, ma tuttora in ottima salute, con un aroma complesso, nel quale alle note caratteristiche di frutti rossi si sovrappongono sentori floreali e humus. Sul palato è setoso e notevolmente persistente.

I Premier Cru assaggiati nella degustazione sono stati tre: un Nuits-Saint-Georges di Prémeaux, il Clos des Corvées Paget del Domaine Arnoux-Lachaux 2010, e due Morey-Saint-Denis Les Faconnières , entrambi del 2012, dei Domaines Stéphane Magnien e Lignier-Michelot.

NuitsIl Clos des Corvées Paget è uno dei dodici Premier cru dell’appellation Nuits-Saint-Georges collocati nel comune di Prémeaux. Ha una estensione di poco più di un ettaro e mezzo, e, come molti climats di Prémeaux, un numero contenuto di exploitants (in questo caso meno di cinque), uno dei quali è il Domaine Arnoux-Lachaux. Il nome di questo climat deriva probabilmente dalla composizione del termine corvée, che nel Medioevo indicava le terre lavorate a giornata, e del nome di un proprietario, Paget. Esso comprende cinque parcelle situate tra il Clos des Corvées e il Clos Saint-Marc, caratterizzate da un suolo piuttosto profondo, di colore bruno-giallastro. Le vigne sono esposte a sud-est a 235-255 metri di altitudine. Quella del 2010 è stata una bella vendemmia, che ha dato dei vini spesso più fini di quelli della celebrata vendemmia 2009. Quello di Arnoux-Lachaux è un ottimo Nuits, molto seduttivo al naso, con note caratteristiche di piccoli frutti rossi e , lievissime, di erba tagliata. Sul palato è molto fine, moderatamente tannico e con una elegante speziatura, Già pronto per essere apprezzato, durerà molti anni ancora.

Il climat Les Faconnières (il nome richiama l’antica usanza di addestrare i falconi per la caccia, a cui probabilmente era riservato questo sito) ha un’estensione di 1.66 ettari , a 260 metri di altitudine, ed è situato sul lato nord del villaggio di Morey-Saint-Denis , proprio sotto il Clos de la Roche, da cui è separato dalla route des grands crus. I vini che si producono in queste vigne, caratterizzate da suoli molto filtranti e ciottolosi , sono tra quelli che somigliano di più quelli di Gevrey-Chambertin. I due vini assaggiati mostrano con chiarezza di appartenere alla stessa famiglia, anche se ho leggermente preferito la versione di Magnien.

MagnienStéphane appartiene alla quarta generazione della famiglia Magnien. Il suo è un piccolo Domaine di circa 4 ettari e mezza di vigna, tra Morey-Saint-Denis e Chambolle- Musigny , con due parcelle più preziose a Charmes- Chambertin e nel Clos Saint-Denis. Les Fauconnières è un Morey ricco e concentrato, dal caratteristico aroma di Pinot noir, con susina e violette in evidenza, di buona intensità e lunghezza.

Per finire i due Clos de Vougeot, entrambi del 2008.

FaiveleyIl primo a essere degustato è stato quello del Domaine Faiveley, anche grande Maison de négoce di Nuits-Saint-Georges, che possiede , tra i suoi oltre 115 ettari di proprietà, circa 1 ettaro e 30 di vigna nel Clos de Vougeot: Si tratta di parcelle situate in varie porzioni del Clos (Baudes Basses, Quatorze Journeaux, Grand Maupertui), le cui uve contribuiscono al blend .Quella del 2008 è stata un’annata più fresca e la raccolta é stata più tardiva (l’inizio il 28 settembre) per il timore di non raggiungere la piena maturità fenolica. Si tratta di un vino di grande purezza ed eleganza, complesso all’olfatto con note di bacche rosse , humus e, lievemente di selvatico, potente ed equilibrato, lungo e persistente. Attualmente appare più austero e meno aperto il Clos del Domaine Charlopin-Parizot, comunque una buona riuscita per l’annata.

Questo Domaine si trova a Gevrey-Chambertin: è assai più piccolo del Domaine Faiveley, possedendo meno di 15 ettari di vigna,tutti nella Côte-de Nuits, ad eccezione di una piccola enclave di 0.30 ettari a Corton-Charlemagne. Tra le parcelle da esso possedute ce n’è anche una di 0.42 ettari nella parte meridionale del Clos de Vougeot, che, con il Clos Saint-Denis e il suo Charmes-Chambertin dà i vini di maggior prestigio della casa.

(Pubblicato il 17.11.2015. La degustazione ha avuto luogo il 9.11)




 Privacy Policy