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drink different

Grande riuscita di Summa 2016, il Vinitaly dell'Alto Adige

 

ViteAnche quest’anno siamo stati per una giornata (la prima) a Summa, la manifestazione green organizzata ormai da 18 anni a Magrè sulla strada del vino nella bella sede del Cason Hirschprunn e nella vicina cantina di Tör Löwengang. Eravamo purtroppo già impegnati la domenica nel primo pomeriggio in una (peraltro magnifica) degustazione organizzata da Ian D’Agata al Vinitaly , dedicata al grand cru Clos St. Urbain Rangen de Thann di Zind-Humbrecht, e ci é davvero dispiaciuto non restare anche il secondo giorno (Nella foto: vite pluricentenaria a Tor Lowengang).

Quest’anno il programma era , se possibile, ancora più ricco : per la prima volta, infatti, si spalmava su ben tre giornate, ma l’atmosfera era, come sempre, piacevolmente rilassata, favorita anche dalla compattezza delle due strutture, l’una a poche decine di metri dall’altra. Alois Lageder e il figlio Clemens Alois, da poco associato alla conduzione della proprietà, hanno accolto con la consueta cortesia i visitatori, anche quest’anno molto numerosi .

Molti e di grande qualità e prestigio gli espositori, con una ricca partecipazione, come già nelle edizioni precedenti, di vitivinicoltori tedeschi e austriaci, moltissimi gli assaggi di altissimo livello. Non meno belle e interessanti sono state le degustazioni in programma. Noi siamo riusciti a partecipare a quella sui “vini cometa”, guidata in cantina dallo stesso Alois Lageder, e alla verticale del Cabernet Löwengang svoltasi in una bella sala, impreziosita dagli arredi antichi e da una grande stube . Non abbiamo invece potuto partecipare , a causa della nostra ridotta permanenza, ad altre che pure ci avrebbero interessato , come la verticale del Barbaresco Gajun, comprendente annate dal 1995 al 2010, in programma la domenica pomeriggio.

AloisLa prima si è svolta in cantina, nella quale abbiamo assaggiato diversi campioni di vini bianchi e rossi della cantina Lageder, prelevati direttamente dai fusti. In piedi, negli stretti passaggi tra le botti, con i bicchieri in mano, e magari una macchina fotografica, non era una situazione proprio confortevolissima, ma il lieve disagio provato è stato abbondantemente compensato dall’interesse degli assaggi : le diverse modulazioni del Pinot grigio, dell’ Incrocio Manzoni (una varietà davvero affascinante), e persino dell’insolito Tannat, mai assaggiato così a nord (Nella foto, Alois Lageder).

Vrticale 2“Rarum”, la verticale del Cabernet, ha confermato pienamente la longevità di questo blend bordolese (in realtà non si tratta di un Cabernet in purezza, perché oltre al Cabernet Sauvignon e franc ci sono Carmenère e Merlot), a partire dalle tre magnifiche annate più vecchie (1995, 1998 e ancor più 1999) ancora in splendida forma.

Cabernet LowengangMolto validi anche i vini delle annate più recenti, soprattutto quello del 2007: vini ancora freschi, intensi, con una bella morbidezza, persistenti (Nella foto: le diverse annate assaggiate nella verticale).

Impossibile parlare di tutti gli assaggi fatti. Qui mi limito al sorprendente Chardonnay Löwengang dell’annata 2005, proposto in assaggio nella sala del Granaio, insieme con altre vecchie annate di vini della cantina di Alois Lageder. Uno Chardonnay di stile borgognone , intenso e cremoso, che mi ha ricordato un Pouilly-Fuissé.




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