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Ottimi bianchi a Rully: il Domaine Dureuil-Janthial

dureuil 31Per molte (troppe) persone ancora, la Borgogna coincide con la Côte d’Or: si va (con qualche eccezione) per i rossi in Côte de Nuits e per i bianchi in Côte de Beaune. La Côte Chalonnaise, il Maconnais , per non parlare del Beaujolais non sono presi in considerazione: il Beaujolais, si sa (?), è una terra di novelli, il Mâconnais di bianchi da supermercato e la Côte Chalonnaise chi la conosce? Niente di più sbagliato e chi volesse prendersi la briga di fermarsi almeno una giornata (meglio due) in occasione di un viaggio in Borgogna, scoprirebbe numerosi piccoli gioielli , per di più assai meno costosi dei più blasonati cru del Nord. (Nella foto accanto, il Rully Premier Cru Margoté del Domaine Dureuil-Janthial).

Worldwine web vuole , nel suo piccolo, rimediare a questa ingiustizia, e parlare anche di queste regioni neglette della Borgogna, divenuta la mecca dei wine lovers di tutto il mondo.

Cominciamo da Rully, un piccolo centro di poco più di 1500 abitanti, da non confondersi con quelli omonimi nel Calvados e in Piccardia, che si trova una quindicina di chilometri a nord di Chalon-sur-Saône. La Côte de Beaune è comunque a un tiro di schioppo:subito a nord è Bouzeron, la capitale dell’aligoté, e a sud, quasi in continuità, c’è Mercurey, terra di ottimi rossi. Rully (le sue origini sono gallo-romane ) si trova praticamente ai piedi del Morvan. Vi ebbero proprietà la potente famiglia di Vergy e i duchi di Borgogna. Vi è ancora un imponente castello del XIV secolo (l’unico rimasto dei suoi tre), appartenuto dapprima alla famiglia Rully, poi a quella di Saint-Ligier e infine ai Montessus. A questo proposito va ricordato un episodio curioso: nel castello è ancora conservata un’ enorme coppa della capacità di tre litri, che Charles de Saint-Ligier (vissuto nel XVI sec.) vuotava di un sol sorso.Nella famiglia Montessus, proprietaria del castello da almeno sei secoli, vige la tradizione per cui ogni nuovo genero che entra nella famiglia deve sottoporsi alla prova del vuotare in un sol sorso il contenuto dell’enorme coppa. I suoli di Rully (gli ettari coltivati a vigna in produzione sono all’incirca 350) sono a dominante argilloso-calcarea, generalmente bene esposti , da est a sud, a seconda dei versanti, tra i 220 e i 350 m. di altitudine. Lo Chardonnay vi trova condizioni molto favorevoli , e di fatti , dei 350 ettari di vigna, quelli destinati alla produzione di vini bianchi sono più di 220, contro i circa 130 piantati in rosso. Il Pinot noir preferisce suoli bruni calcarei , ricchi di calce, meno argillosi. Un tempo i vini di Rully, come quelli di Givry, erano venduti sotto altri nomi, particolarmente di Mercurey, ma dal 1939 fu istituita l’AOC Rully, sia per i bianchi che i rossi: dal 1962 l’appellation include anche il territorio comunale della vicina Chagny, nella quale sono compresi due dei suoi 23 Premier cru, Clos du Chaigne e il Clos St.Jacques .

Tradizionalmente le porzioni più in alto sono destinate alla produzione di bianchi, quelle più basse, di rossi. Situati generalmente tra i 240 e i 300 metri, i climat riconosciuti come premier cru hanno eccellenti esposizioni (est sud-est) e suoli molto vari: i migliori sono in parte delle collusioni su suoli bruni rossastri, in parte marne bianche (argoviane del periodo oxfordiano medio) e calcari di Nantoux (oxfordiano superiore). La Bressande e Les Champs Cloux hanno suoli diversi, costituiti da calcari e marne del batoniano superiore e del calloviano.

E’ a Rully che abbiamo incontrato Vincent Dureuil-Janthial, gentile e scrupoloso vigneron che, partendo da una piccola eredità, tre ettari lasciatigli dal padre quando aveva appena 24 anni, nel corso della sua attività ormai ventennale, ha non solo notevolmente ingrandito la sua proprietà, ma ha messo a punto una bella collezione di vini dell’AOC Rully di grande nettezza e qualità. Non solo Rully, perché alcune parcelle dei 20 ettari di vigna attuali (una dozzina per la produzione di vini bianchi e poco meno di 8 per i vini rossi) sono site in altre denominazioni : Dureuil-Janthial produce infatti anche un ottimo Puligny-Montrachet premier cru nel climat Champ Gains (0,65 ettari di vigna di una ventina d’anni) e due Nuits-Saint-Georges, un village proveniente da una piccolissima vigna di Pinot noir di cinquant’anni, e un Premier cru del climat Les Argillières, a Prémeaux, poco meno di mezzo ettaro di una vecchia vigna piantata nel 1942. Molto buoni i suoi rossi, belle espressioni di Pinot noir del sud, marcati dalla ciliegia e note floreali molto fini: fresco e fruttato il Bourgogne Pinot noir 2014, derivante da un blend di uve di diverse parcelle nei comuni di Prémeaux e Puligny; delizioso anche il semplice Rully village, appena un po’ (ma piacevolmente) rustico; una bella distinzione per il Rully En Guesnes 2014, un village contiguo al premier cru Meix Cadot e a La Bressande, sul côteau detto anche “dello Château”: ciliegia al naso, bella acidità, frutto croccante, da cogliersi giovane , entro i 4-5 anni.

Ma sono soprattutto i bianchi ad avermi colpito. Molto bene tutta la serie, che, nelle espressioni migliori, non ha nulla da invidiare ai vini di denominazioni più prestigiose, come Puligny o Chassagne. I più interessanti sono senza dubbio il Meix Cadot Vieilles Vignes Premier cru e il Margoté, anch’esso di fatto un Vieilles vignes, trattandosi di una parcella di 0.83 ha, piantata nel 1946.

dureuil 41Nel primo, appena avvertibile il legno nel quale è stato affinato, agrumi e frutta bianca al naso, bell’impatto sul palato, un Rully di grande personalità, molto persistente, capace di migliorare per alcuni anni e naturalmente reggere bene al tempo. Qui siamo forse nel meglio di questo terroir: qui lo Chardonnay si esprime molto bene, coniugando ricchezza e finezza. Ricco e complesso anche il Margoté, il climat più meridionale di Rully, a sud-ovest del borgo, confinante con l’altro Premier cru Grésigny : agrumi, pera, note floreali al naso, bella innervatura acida, sfumature minerali, un bianco molto gradevole, che esprime al meglio il carattere di Rully.

Interessante anche l’altro Premier cru, Chapitre, un po’ più in basso nel côteau, insieme con Marissou, La Fosse, Préaux, Molesmes , Les Pierres e Agneaux. La parcella appartenente al Domaine (appena 0.21 ha.) è ancora molto giovane, ma il suo vino è caratterizzato da un frutto maturo, molto piacevole anche se un po’ meno complesso rispetto agli altri due Premier cru.

dureuil 39Buonissimo il Maizières, un ottimo village, da una parcella di quasi due ettari,che si trova appena a est dei lieu-dit Crays e Pellerey : di notevole freschezza , è un Rully vibrante , di estrema piacevolezza fruttata , frutta bianca e agrumi in evidenza, molto puro.

In definitiva questo Domaine vale una deviazione: la qualità dei vini è eccellente e ad essa si aggiunge la grande cortesia del titolare.

Domaine Dureuil-Janthial,10 rue de la Buisserolle, 71150 Rully, www.dureuiljanthial-vins.com

NB: A Rully si producono per tradizione anche alcuni dei migliori Crémant de Bourgogne. A meno di 100 m. dal Domaine a cui è dedicato questo articolo è la Maison Picamelot, che ne produce di eccellenti (12 Place de la Croix Blanche, 71150 Rully, http://www.louispicamelot.com)




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