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drink different

Givry, il Volnay della Côte Chalonnaise

CrausotEccoci a Givry, una delle cinque appellations communales della Côte Chalonnaise, con quelle di Bouzeron, Rully, Mercurey e Montagny, famosa perché vi si produce il rosso (ma sarà poi vero?) che piaceva a Enrico IV, il re di Francia. Fatto sta che Enrico IV è ben presente su molte etichette di vini di Givry, terra molto adatta alla produzione di vini rossi: non è certo un caso che, dei circa 280 ettari di vigna di questa AOC, quasi 240 sono di Pinot noir e poco più di 40 di Chardonnay.

(Nella foto accanto, il Givry Crausot Premier cru blanc 2014)

Il terroir di Givry si trova proprio al limite in cui i suoli marnosi e calcarei, caratteristici della parte settentrionale della Borgogna, cominciano a diventare quelli più ricchi, calcareo-sabbiosi del Maconnais, e, come a Mercurey , c’è un po’ di argilla. I suoli sono prevalentemente bruni, calcarei , originati dall’alterazione di calcari di epoca oxfordiana , e argilloso-calcarei. Il disciplinare riconosce oggi, forse un po’ troppo generosamente, 38 Premiers Crus, che coprono circa la metà della superficie coltivata a vigna. La maggior parte di essi si trovano ad un’altitudine di 240-280 metri, ben esposti, in grande maggioranza a Est, Sud-Est o Sud: solo la parte più alta di Boix Chevaux, un climat caratterizzato da una forte pendenza,   supera i 300 metri, arrivando a 325 m. di altitudine. Le uve vi maturano prima rispetto alle altre denominazioni della Côte Chalonnaise e la vendemmia vi è lievemente anticipata.   Givry è il principale dei tre comuni interessati dall’AOC: gli altri due sono Dracy-le-Fort, che si trova nella zona più settentrionale, e Jambles, a sud di Givry. In mezzo, i tre villaggetti di Givry: Russilly, Cortiambles (in mezzo) e Poncey.I Premiers Crus di Dracy sono il Clos Jus (il gioiello di questa AOC) e Le Champ Lalot, confinante. A Jambles sono La Plante e Crausot. I rimanenti sono a Givry, tutti nella sua parte occidentale.

Avevamo in programma di visitare il Domaine Joblot e il Domaine François Lumpp, che fanno parte del gruppo dei migliori di questa AOC. Abbiamo poi rimandato la visita al Domaine Joblot, che ci ha fatto sapere di non avere più in cantina vini del 2014, e ci siamo concentrati sul Domaine François Lumpp. Come sovente accade in Borgogna, non è il solo Domaine con questo nome: di fatti esso nasce dalla separazione delle proprietà di due fratelli, Vincent e François, avvenuta nel 1991. Quello di cui stiamo parlando possiede attualmente 9 ettari di vigna, 7 e mezzo dei quali per la produzione di vini rossi e la restante parte per i vini bianchi. Il suo volume di produzione annua farebbe sorridere molti nostri vignaioli: intorno alle 45.000 bottiglie l’anno, viste le rese piuttosto basse.

Saletta LumppAd accoglierci è la cordiale e simpaticissima Isabelle, a cui si è poi aggiunto François. Sono loro a portare avanti questo piccolo ma pregiato Domaine, con l’aiuto di Pierre. Amano l’Italia e ci hanno parlato a lungo dei loro vini preferiti (Barbaresco e Brunello). (Nella foto, un particolare della saletta di degustazione). La loro ricetta è semplice: molto lavoro in vigna, lutte raisonnée, vinificazione classica borgognona, élévage in legno quanto basta, secondo la vendemmia. Ad onta della tradizione “rossista” di Givry, i coniugi Lumpp sono tra i pochi che abbiano cominciato a produrre anche bianchi di qualità. E di fatti ne abbiamo assaggiati diversi. Si tratta di vini che hanno una buona personalità, che coniugano bevibilità e versatilità gastronomica. A noi è piaciuto molto il Crausot premier cru 2014, da un climat situato nel territorio comunale di Jambles, la parte più meridionale dell’appellazione, forse la più vocata per lo Chardonnay, pure se i Lumpp vi producono anche un rosso di tutto rispetto. Il bianco viene da una vigna di 0.63 ettari, a poco più di 280 m. di altitudine, orientata a sud-est.I suoli sono del batoniano, inferiore e medio, con calcari ad oolite e sub litografici in banchi intrecciati. Al naso si avverte appena una nota di legno non completamente riassorbita, ma che non interferisce con sentori molto freschi di frutta bianca e acacia. E’ un bianco minerale, molto equilibrato e complesso, dotato di una buona lunghezza. Tra i bianchi che abbiamo assaggiato ci è sembrato il più elegante.

Abbiamo apprezzato però anche il Vignes Rondes 2014, da una vigna di poco più di mezzo ettaro . Si tratta di village situato nel terroir di Russilly, confinante con il premier cru En Choué. Al naso dà note di frutta matura e floreali, spicca per freschezza agrumata e mineralità sottile, quasi salina. Ha meno volume e grasso del precedente, ma è ugualmente molto piacevole.

Per quanto riguarda i vini rossi, l’annata 2014 ha evidenziato un frutto espressivo e maturo, con livelli di acidità sufficienti ad assicurare la freschezza necessaria. Si tratta di vini che probabilmente saranno al loro meglio tra 3-4 anni (i vini più strutturati potranno avvicinarsi ai dieci dalla vendemmia), ma che possono essere apprezzati già adesso e bevuti giovani.

2014-GIVRY-1er-Cru-Clos-Jus-Domaine-Francois-Lumpp.240x700.15130Tra quelli assaggiati, e non è una sorpresa, è soprattutto il Clos Jus ad averci conquistato. Si tratta infatti di uno dei climat più “qualitativi” del terroir di Givry, apprezzato anche dall’abate de Courtépée, che di vino se ne intendeva parecchio, e che ha definito Givry la Volnay di questa parte della Borgogna. Il Clos Jus è un Givry strutturato, di buona densità, con una trama tannica molto fine: è destinato, più degli altri, a durare negli anni. Molto equilibrato e con una buona profondità. Il Cras Long (un tempo questo climat era denominato Crémillons) si trova più a sud, nel territorio di Poncey, non distante da Crausot, e confina con il premier cru La Grande Berge. Il vino del 2014 si fa apprezzare per un frutto maturo, molto Pinot, con evocazioni di prugne e di violette. E’ un Givry che si potrà bere anche più giovane, pur potendo essere conservato ancora qualche anno. Più semplice e immediato, invece, il Petit Marole, un climat “recuperato” più tardi tra i Premier cru di Givry, non avendo la stessa qualità dei prescelti della prima ora.

Domaine François Lumpp, Le Pied du Clou, 36 rue de Mortières, 71640 Givry, www.francoislumpp.com

A Givry vi sono diversi altri produttori di qualità: tra questi, il Domaine Vincent Lumpp (il fratello di François), e, naturalmente, il Domaine Joblot, nel quale Jean-Marc ha passato la mano alla figlia Juliette, che ha già mostrato di saper ben seguire le orme paterne.




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