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drink different

Un angolo di Medioevo: il Clos de la Perrière a Fixin

Manoir 1Confesso che non conoscevo questo piccolo Domaine ricco di storia. Si tratta del Domaine Joliet a Fixin, comune di circa 750 abitanti a nord di Gevrey-Chambertin: la penultima AOC della Côte-d’Or prima di arrivare a Dijon (l’ultima è quella di Marsannay-la-Côte). Pur non conoscendolo affatto, non ho avuto però alcuna difficoltà a riconoscerlo al primo sguardo, appena entrati a Fixin. Si tratta infatti del Domaine del Manoir, come lo chiamano tutti, che campeggia dall’alto sul borgo.

Nella foto: un particolare del maestoso Manoir.

Affascinante, anche se ci è apparso un po’ tenebroso, la sera, facendoci strada nel viale alberato. Fu costruito nientemeno che dai monaci di Cîteaux intorno al 1142. Si dice che fosse una delle grange dell’Abbazia, una delle residenze che dovevano accogliere i conversi, i laici reclutati per aiutare i monaci nella coltivazione dei campi, quando essi erano troppo lontani dall’Abbazia per farvi ritorno la sera, dopo il lavoro.

vialePoi sarebbe diventata una specie di clinica per i monaci convalescenti, fino a quando, nel 1622,  se ne impossessarono gli Ugonotti, che a quel tempo imperversavano nella regione (Nella foto accanto: un particolare del viale di accesso). Il maniero, con annesse vigne, passò poi di mano diverse volte- prima la famiglia Bouhier, poi i Loppin de Montmort, poi altri ancora, finché , nel 1853, non fu acquistato dalla famiglia Serrigny (oggi Joliet), alla quale tuttora appartiene.

Fixin (dal 1860 un solo comune con Fixey) , 96 ettari di vigna, di cui 92 in rosso, non fa certo parte dell’aristocrazia attuale delle AOC della Côte-de-Nuits. Non ha il prestigio della vicina Gevrey-Chambertin o degli altri comuni principali, come Vosne-Romanée, Morey-Saint-Denis, o Chambolle-Musigny. Eppure il Clos de la Perrière, la vigna monopole dei Joliet , oggi Premier cru, fino al secolo scorso, godette di una fama simile (e dello stesso prezzo) a quella dello Chambertin. Jules Lavalle, nella sua Histoire et Statistique et des Grands Vins de la Côte d’Or (1885), pone La Perrière tra le tête de cuvées della Côte de Nuits. Molte cose sono cambiate da allora, ma Bénigne Joliet-sesta generazione- attuale proprietario si sta adoperando in ogni modo per riportare il Clos all’importanza di un tempo, e il suo entusiasmo e la sua determinazione stanno producendo i primi frutti : la qualità dei vini della proprietà (specie del Clos de la Perrière Premier cru) è già alta e in costante ascesa.

PressoirChi va a Fixin non dimentichi di visitare la bellissima cantina a volte, nella quale potrà ammirare un’autentica sorpresa: un grande torchio in legno, databile intorno alla fine del ‘400 (pressoir à levier et à taissons) , che- a quanto pare- rimasta in funzione fino alla fine degli anni ’50.  ( A fianco: un'immagine del magnifico torchio medievale).Vediamo i vini . Sono tre: un bianco, Fixin Premier cru Clos de la Perrière, e due rossi, un Fixin Premier cru e il grand vin, il Clos de la Perrière Fixin Premier cru. Entrambi questi due ultimi vini vengono dallo stesso sito, il Clos de la Perrière, ma differiscono tra loro per il fatto che la cuvée più prestigiosa viene esclusivamente dalle viti più vecchie (fino a 90 anni di età), mentre il Fixin Premier cru da quelle più giovani (circa 15 anni). Un bel bianco, molto roccioso, il Fixin blanc Premier cru. Noi abbiamo assaggiato il 2013, uno Chardonnay molto fine, con mandorle, acacia e spezie in evidenza, con una bella mineralità, da godere abbastanza giovane, anche se non mi sentirei di paragonarlo ad un grande Corton-Charlemagne, come sembra suggerire il proprietario. Più simile a un Morey-Saint Denis blanc. Giusto comunque il suo orgoglio e giustificato il suo impegno per questo vino: rarissimo, in questa parte della Côte d’Or, come pochissime (meno di 2000) sono le bottiglie ricavate ogni anno dal mezzo ettaro riservato alle uve a bacca bianca. I rossi sono davvero molto interessanti, una vera scoperta.

Bouteille Clos des PerrièresOvviamente il Clos de la Perrière Monopole: già ben assorbito il legno, il 2013 è un po’ velato dalla riduzione, al momento leggermente austero, ma con uno splendido frutto; è un vino vibrante, ancora molto giovane, con una tessitura tannica elegante e una lunghissima chiusura. Bisognerà aspettarlo almeno 7-8 anni. Piacevolissimo il “secondo” rosso, il Fixin Premier cru: fresco, con un aroma di frutti rossi e pepe nero, con caratteristiche note terrose, una bella innervatura acida, che gli consentirà di mantenersi bene nel tempo, sorso lungo e appagante. Mi era piaciuto in cantina, mi è piaciuto ancora di più a casa, riassaggiandolo con più calma.

Il Clos de la Perrière (in tutto poco meno di 5 ettari) è uno dei Premier cru dell’AOC Fixin, nella quale rientra anche una parte del terroir di Brochon (un’altra parte rientra nell’AOC Gevrey-Chambertin). Il più settentrionale è Arvelets, un tempo unito all’altro climat Les Hervelets (i produttori possono scegliere indifferentemente l’una o l’altra denominazione dichiarandola al momento della raccolta), con esso confinante. Tre parcelle del contiguo lieu-dit Meix Bas sono comprese in quest’ultimo climat, beneficiando quindi anch’esse della classificazione come premier cru. L’altra parte di questo lieu-dit è ormai scomparsa per effetto delle costruzioni che l’hanno coperta. Ci sono poi i tre Clos: Clos du Chapitre e Clos de la Perrière, tra loro confinanti, e Clos Napoléon (detto anche Aux Chesots), subito a nord di entrambi, confinante con Meix Bas. Ci sarebbe poi anche La Mazière , situata giusto tra Fixin e l’antica Fixey, meritevole forse anch’essa della classificazione come premier cru, ma rimasta fuori (per il momento). Tra questi il Clos de la Perrière è indubbiamente il migliore. Solo il Clos de Chapitre gli si avvicina per qualità in alcune annate molto favorevoli.

Perrière 2Il suolo del Clos de la Perrière (a fianco una vista della vigna) è costituito da calcari carbonati, ricchi di cailloutis (ghiaie).Il nome deriva dal fatto che c’era nelle vicinanze un’antica cava, dalla quale i religiosi del Capitolo di Langres (proprietario della signoria di Fixin e Fixey dall’836!) erano autorizzati da Cîteaux ad approvvigionarsi di pietre per le loro costruzioni. Al di fuori della ristretta area (la più vicina a Brochon) riconosciuta come Premier cru (un po’ meno del 20% della parte vitata), i vini delle vigne classificate come village possono essere commercializzate con l’AOC Fixin village, oppure, insieme con quelle di Brochon, Prémeaux, Comblanchien e Corgoilin) , come Côte de Nuits-Villages, ovviamente più morbidi e diluiti, per un consumo più facile.




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