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Roma Vino Excellence 2011

WineexcellenceSi è conclusa lunedì sera l’edizione 2011 del Roma Vino Excellence. Si tratta di una manifestazione che sarebbe riduttivo considerare come un mero “satellite” del Merano Wine Festival. Frutto del sodalizio tra Helmut Kocher e Ian D’Agata, ha infatti caratteristiche abbastanza diverse dalla manifestazione madre: il banco di assaggio dei vini di   100 produttori, già presenti a Merano, che le accomunerebbe, rappresenta infatti solo un aspetto relativamente minore del programma, pur se certo interessante, perché offre una buona occasione per un pubblico più vasto di fare conoscenza di una parte importante della produzione vitivinicola nazionale.

Il meeting di Roma si distingue da Merano per una spiccata caratterizzazione di tipo seminariale: una serie di simposi internazionali tematici (questa volta dedicati agli spumanti , al Riesling, al Merlot e al Cabernet Sauvignon), con una nutrita partecipazione di relatori di prestigio (enologi, produttori, giornalisti specializzati), conclusi da ricche degustazioni di vini delle tipologie oggetto dei simposi; “le grandi verticali di Ian D’Agata” (tra le quali ricordiamo quella del Madeira Barbeito, coordinata da Ricardo Freitas e Charles Metcalfe, e l’appassionante verticale del Carmignano Capezzana, nel corso delle quali sono state degustate bottiglie di annate “storiche”) ; infine i seminari del New Wine Journal , quest’anno dedicati alle eccellenze del Friuli Venezia Giulia , nel corso dei quali sono stati commentati gli abbinamenti di prodotti alimentari tipici della regione, come il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele, con i vini bianchi e rossi friulani.

WOW ha partecipato ai lavori di questa tre giorni romana, e vi proporrà la sua personale testimonianza della manifestazione. E’stato un Meeting molto interessante: specie alcune relazioni sono state di altissimo livello (ci sono piaciute molto, senza togliere nulla alle altre, quelle di Kaes Van Leeuwen e di Jean-Claude Berrouet nel simposio sul Merlot, o di Claire Villars sulla geologia di Bordeaux, e di Pascal Chatonnet sulle caratteristiche climatiche della coltivazione del Cabernet Sauvignon), davvero ampia la selezione dei vini proposti, tutti di eccellente qualità , con alcuni gioielli , che avrebbero meritato da soli l’iscrizione agli incontri, molto simpatica l’atmosfera.

Devo soprattutto menzionare l’incredibile generosità (anche fisica) di Ian D’Agata, sempre presente a tutti gli incontri, infaticabile nel presentare tutti i relatori, nell’effettuare una puntuale traduzione tra inglese, francese e italiano degli interventi, secondo occorrenza, sempre attento nelle degustazioni con commenti appropriati e illuminanti, disponibile anche alla battuta (“siete dunque tutti pronti alla grande verticale di Tavernello?”).

Qualche inevitabile smagliatura, che preferisco etichettare però come “ Possibilità di miglioramento”. Ne elenco qualcuna, senza voler essere in alcun modo ingeneroso rispetto al grandissimo lavoro fatto dagli organizzatori: innanzitutto il luogo. Francamente il confronto con la sede dell’anno scorso (l’Hotel Parco dei Principi) è davvero impietoso. Il palazzone del Salone delle Fontane è veramente fuori dal mondo, privo com’è anche di qualche semplice panca per sedersi nelle attese, ci ha fatto spendere un capitale di taxi solo per andare e tornare dall’albergo o andare a cena. L’EUR non è il Centro di Merano, dove il Kursaal puoi raggiungerlo a piedi da qualunque luogo, e non è neppure la parte più bella di Roma: Ian, se puoi, ridacci l’Hotel Parco dei Principi, o un’altra sede più accessibile. Un secondo aspetto migliorabile: una maggiore puntualità. Sappiamo che è difficile spaccare il minuto quando ci sono molti partecipanti, e che spesso la cortesia richiede che non si tolga la parola ai relatori che sforano i tempi di intervento, ma non si può navigare con un’ora o addirittura due di ritardo sul programma, come è capitato per il Focus sul Merlot: il giorno dopo, in quello sul Cabernet Sauvignon è andata un po’ meglio, ma comunque c’è stata egualmente quasi un’ora e mezza di ritardo sui tempi previsti. Chi partecipava intensivamente non ha avuto il tempo neppure di mangiare un cracker, né sul luogo erano disponibili distributori di caffè e bevande. Certo, se fosse possibile mettersi d’accordo su una lingua ufficiale ed evitare la necessità di tradurre, sarebbe un grande contributo alla puntualità. Infine, nelle degustazioni , sarebbe possibile evitare di mettere a disposizione delle brocche con acqua talmente clorata da rendere preferibile, dovendo riutilizzare gli stessi bicchieri da un trial all’altro, lasciarli con le tracce della degustazione precedente ? Un po’ di acqua minerale neutra forse non costerebbe tanto.

Costi: disuguali. Per la partecipazione ad alcune degustazioni, davvero notevoli, (ad es. , se pensiamo al solo prezzo delle bottiglie, quella dedicata a Cheval Blanc ) il prezzo ci è sembrato del tutto giustificato, per altre (quella della pur interessante degustazione dei vini di Araujo, nella quale si sono assaggiati solo due vini), francamente un po’ meno.

In sintesi: manifestazione importante, grande sforzo degli organizzatori, qualità molto buona, si può ancora migliorare in alcune cose, siamo fiduciosi che la prossima edizione (che sarà dedicata al Pinot Nero e alla Syrah) sarà davvero interessante (Pubblicato il 9.2.2011).

 

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